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Il mondo sull’orlo delle guerre, e in Italia siamo alle scaramucce

Auguriamoci che l'evoluzione dell'universo, mai conclusa, coinvolga di nuovo anche questo nostro pianeta ed in particolare la nostra Italia e tutti i paesi xenofobi, con un'esplosione di gas benefici.

La creazione non è mai finita. L’universo si espande guidato dall’intelligenza che ne determina lo sviluppo.

Si ha l’impressione che in tutto questo movimento in divenire ci sia un buco nero: il nostro piccolo mondo. Questa piccola palla sospesa nell’universo, particella infinitesimale sulla quale si è sviluppata la vita e dove l’evoluzione ha prodotto l’essere umano, sembra sfuggire ai suggerimenti dell’intelligenza che presiede all’evoluzione e marcia tra l’indifferenza generale e vuoti proclami verso l’autodistruzione.

Ogni giorno un nuovo big bang fa deflagrare guerre in molte parti del globo.

L’uomo, sostituendosi alla natura mischia elementi con lo scopo di creare il maggior danno possibile. Gas venefici, frutto di miscele letali, vengono lanciati contro il dissenso mentre un tempo, l’incontro di elementi diversi dava origine al nuovo, a qualcosa di più avanzato, al miglioramento delle condizioni generali del globo nella sua marcia evolutiva verso quell’habitat che oggi condividiamo.

Penso a Douma, penso a Paesi dove le dittature soffocano il dissenso riversando su coloro che non condividono i diktat del potere tonnellate di bombe e di gas venefici che sterminano centinaia di persone, quasi fossero insetti dannosi. Il resto del mondo, dove scontri ideologici e divergenze interne hanno, per ora, argini di sicurezza contro il degenerare della violenza, si limita a prendere atto di queste violenze, esternando il disappunto per quanto accade. Si è perso il senso di umanità che fino ad un tempo non troppo lontano, connotava la razza umana. Oggi, lingue diverse, colori della pelle, religioni, usi e costumi diversi sono elementi di grave discriminazione e suscitano paure e violenze ingiustificate.

Credo di averlo affermato in più di uno scritto che l’immigrazione mal gestita anche in Italia, dove la maggioranza della gente è di tradizione cristiano-cattolica, assume connotazioni che non riescono a prescindere dalla paura e dal disagio quando non si traducono in promesse di chiusura delle porte di casa nostra.

Questo atteggiamento non sembra essere del tutto immotivato ed è generato da una mala gestione dell’accoglienza di coloro che bussano alle nostre porte. Le situazioni di disagio create da una gestione meramente economico-finanziaria delle nazioni hanno riempito anche la nostra Italia di problemi che faticano a trovare soluzioni accettabili. I ricchi non pensano, né mai accetteranno, di cedere qualcosa ai poveri o ai meno abbienti, atteggiamenti comprensibili se non fossero inseriti in contesti di evasioni fiscali massicce e di cospicui privilegi attribuiti alle classi politiche vecchie e alle nuove compagini emergenti, ricche di propositi inattuabili e pericolosi per le precarie finanze del paese. Le scale si salgono un gradino per volta. Cercare di scavalcarne più di uno può creare perdite di equilibrio e far precipitare in rovinose cadute con danni conseguenti spesso rilevanti.

E così, parecchi tra i cosiddetti paesi pacifisti condannano gli eventi bellici ai quali assistiamo in Iran ed in altre parti del mondo, ma esplicitano la volontà di non accogliere profughi o migranti. Di fronte a stragi come quelle perpetrate a Douma, ogni paese civile manifesta il suo orrore per il lancio di bombe contenenti gas letali sui civili, ma nulla sembra spingersi oltre il formale dissenso verbale, atteggiamento che già nella sua formulazione sembra quasi contenere le scuse da porgere a coloro dai quali si dissente , talora, anche con parole forti.

Non è una bella cartolina del mondo. Mi vien da pensare che l’inquinamento nel quale, a diverso titolo, tutti siamo immersi, incominci a dare i suoi frutti avvelenati influenzando i comportamenti della razza umana. Non si riuscirà a togliere la crudeltà dagli atteggiamenti umani, è parte della natura e in condizioni particolari, si manifesta e miete vittime tra le quali, l’ultima, sarà proprio colui che l’ha fatta assurgere a metodo di governo. Anche il terrore utilizzato come metodo di sottomissione presenta delle falle attraverso le quali, prima o poi, si insinuerà la ribellione. Credo di averlo già affermato in precedenti scritti comparsi su questo giornale: se non si ha la possibilità di dare una sistemazione decorosa a coloro che correndo seri rischi, approdano alle nostre spiagge, meglio è fermare o regolamentare l’afflusso indiscriminato di povere persone condannate ad una vita fatta di degrado anche là dove si aspettano di trovare la loro dignitosa collocazione.

La povertà ricomparsa tra la nostra gente, la disoccupazione, l’insufficienza di risorse per vivere decorosamente, problema che affligge una parte non insignificante della nostra gente, fanno sì che nascano sentimenti di rifiuto dello straniero. E questo, ovviamente, fa gioco a quelle compagini politiche che optano per la chiusura delle porte e per il rimpatrio forzato di coloro che non hanno i requisiti per restare da noi.

In tutto questo marasma mondiale, noi assistiamo, in casa nostra, a scaramucce per la conquista del potere, mosse che non danno segnali rassicuranti sul futuro dell’Italia.

C’è chi, essendo di bocca buona, non fa distinzione tra dolce e salato, destra e sinistra quasi fossero solo punti di riferimento per l’orientamento, pur di arrivare in cima al colle e c’è chi promette l’abbattimento delle tasse a livelli oggi impensabili dato il precario equilibrio delle finanze nazionali e l’enorme debito pubblico. Tutte le formazioni politiche cercano di costruire un gruppo misto che dia la scalata alla vetta del potere mentre i perdenti, ancora condizionati dallo stratega della sconfitta, stanno in corner, ad onor del vero, non senza valide motivazioni.

E così, il caos regna sovrano e non ci fa intravedere spiragli di luce rassicuranti per il futuro. L’impotenza di un elettorato diviso più per ragioni utilitaristiche, soprattutto al sud, che per diverse vedute ispirate da differenti dottrine, grazie ad una legge elettorale incapace di attribuire maggioranze, ci condanna all’instabilità, dato rilevato con non poca preoccupazione dagli altri membri della UE dalla quale prescindere non è decisione attuabile, pena la catastrofe delle finanze del nostro paese.

È un quadretto a tinte un po’ fosche, ma credo sia una fedele rappresentazione dei tempi che stiamo vivendo. Auguriamoci quindi che l’evoluzione dell’universo, mai conclusa, coinvolga di nuovo anche questo nostro pianeta ed in particolare la nostra Italia e tutti i paesi xenofobi, con un’esplosione di gas benefici, inalando i quali, l’equilibrio nel pensare alle soluzioni da adottare torni a consolidarsi come dote precipua della razza unica che abita il nostro mondo: la razza umana.

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