L'analisi

Finalmente i playoff NBA: come ci arrivano le 16 squadre?

In vista dei playoff NBA che iniziano stasera, ecco un recap del primo turno

Per tutti i fan dell’NBA è arrivato il momento di assistere alla parte più intrigante dell’intera stagione, quella attesa sin dalla prima palla a due: conclusasi la regular season, sono finalmente arrivati i playoff! Si è dovuto giocare fino all’ultimo minuto per stabilire quali fossero le 16 squadre che avrebbero preso parte alla regular season, che prenderà il via proprio stasera.

Nella Western Conference, infatti, l’ultima gara ha messo di fronte Minnesota e Denver, entrambe a 46-35, stabilendo il terzo caso di elimination game all’ultima giornata di regular season dal 1984 ad oggi; alla fine hanno avuto la meglio i T’Wolves, che si sono così conquistati l’ottavo seed ad Ovest. Nella Eastern Conference, invece, era già da tempo noti i nomi delle otto squadre che avrebbero preso parte alla post season, ma le ultime partite sono state utili ad alcune franchigie per scalare quanto più possibile la classifica, per guadagnarsi sia il fattore campo sia un avversario più abbordabile al primo turno.

Out dai playoff giocatori del calibro di Andre Drummond e Blake Griffin (Detroit Pistons), Dwight Howard e Kemba Walker (Charlotte Hornets), Paul Millsap (Denver Nuggets), Isaiah Thomas (LA Lakers), DeAndre Jordan (LA Clippers) e Marc Gasol (Memphis Grizzlies).

Ecco un breve recap del primo turno.

Toronto Raptors (1) – Washington Wizards (8) | season series: 2-2

I Raptors (59V 23P) giungono alla post season con gli occhi di tutti puntati addosso, ma non avrebbero potuto affrontare avversario migliore dei Wizards (43V 39P), che arrivano ai playoff reduci da 14 sconfitte nelle ultime 21 partite. La squadra capitolina ha pagato l’infortunio del suo uomo-franchigia John Wall, tornato in campo solo il 31 marzo nella vittoria contro gli Hornets dopo più di due mesi di stop per via di un infortunio al ginocchio sinistro. La serie è nettamente a favore di Toronto, che vanta il terzo miglior rating offensivo della lega (111.0 punti a partita) ed il quinto miglior rating difensivo (103.4). L’incognita per entrambe le squadre potrebbe essere la condizione atletica: coach Dwane Casey nell’ultima partita ha fatto giocare ben 39 minuti a DeRozan e 38 a Lowry, e lo stesso ha fatto coach Brooks, che ha spremuto per l’ennesima volta in stagione Bradley Beal facendogli giocare 36 minuti (la guardia Wizards ha giocato tutte le 82 partite disponibili).

Boston Celtics (2) – Milwaukee Bucks (7) | season series: 2-2

Dopo aver disputato tutta la stagione senza Hayward – infortunatosi nell’opening game contro i Cavs – Boston (55V 27P) affronterà al primo turno i Bucks (44V 38P) non potendo contare nemmeno sulla stella Irving e sulla guardia Marcus Smart, entrambi out per infortunio fino almeno alla fine di aprile. Dall’altro lato del pitturato ci sarà invece Giannis Antetokounmpo, reduce da una regular season in cui ha dimostrato di poter essere dominante (26.9 punti di media a partita, dietro solo a LeBron, Harden e Davis) e voglioso di centrare per la prima volta il secondo turno, obiettivo fallito negli ultimi due playoff. La vittoria dei Bucks il 3 aprile per 106-102 fotografa la difficile situazione a cui coach Brad Stevens dovrà cercare di porre rimedio: Al Horford, Tatum e Brown dovranno cercare di portare i Celtics oltre uno scoglio che pare già impegnativo, e se non dovessero riuscirci si verificherebbe già il primo upset.

Philadelphia 76ers (3) – Miami Heat (6) | season series: 2-2

Incrocio molto interessante quello fra Philadelphia (52V 30P) e Miami (44V 38P): nonostante l’infortunio del giocatore più dominante, Embiid, i 76ers sono la squadra più in forma della lega e le 16 vittorie consecutive le hanno permesso di aggiornare il record di franchigia; gli Heat, invece, rappresentano la mina vagante dei playoff, capaci di alternare grandi prestazioni ad altre molto meno convincenti. Phila, almeno per le prime due gare, dovrebbe rinunciare ad Embiid ma può contare su Ben Simmons, il quale ha chiuso una delle più incredibili stagioni da rookie della storia NBA con 15.8 punti, 8.1 rimbalzi e 8.2 assist, coronata da 12 triple doppie stagionali – che fanno di lui la seconda miglior matricola nell’apposita classifica, dietro solo a Oscar Robertson; inoltre, ha finalmente iniziato a contribuire al “Process” anche Markelle Fultz, divenuto il più giovane di sempre a mettere a referto una tripla doppia. Miami, dal canto suo, dovrà sfruttare a proprio favore l’assenza di Embiid dando palla al proprio centro, Hassan Whiteside, uno dei più dominanti della lega, e dovrà cercare di lavorare a rimbalzo offensivo non concedendo seconde opportunità ad una delle migliori squadre al rimbalzo in attacco. Fra le fila dei 76ers, da segnalare anche la presenza di Belinelli, che nel mese di aprile viaggia ad una media di 18.4 punti a partita.

Cleveland Cavaliers (4) – Indiana Pacers (5) | season series: 1-3

La sconfitta contro New York nell’ultima partita della regular season è costata a Cleveland (50-32) il soprasso da parte di Philadelphia al terzo posto. Nel primo turno di playoff LeBron e compagni si troveranno di fronte, come spesso ultimamente, Indiana (48-34): quelli di quest’anno sono però dei Pacers differenti, trascinati dall’All-Star Oladipo e dall’incredibile crescita di Sabonis (11.6 punti e 7.7 rimbalzi di media), affiancati dall’esperienza di Lance Stephenson. I pronostici sono tutti dalla parte dei Cavs, trascinati da un LeBron frantumatore di record: l’ultimo è arrivato contro i Knicks, raggiungendo il traguardo di 82 gare disputate in questa regular season (non aveva mai giocato una stagione regolare completa in carriera), e grazie ai 10 punti messi a referto ha allungato a 873 la propria striscia di partite consecutive in doppia cifra. Interessante, però, il fatto che sia Idiana ad essere avanti 3-1 nello scontro diretto: un primo turno che si prospetta già molto intrigante.

Houston Rockets (1) – Minnesota Timberwolves (8) | season series: 4-0

Houston (65V 17P, miglior record NBA) parte certamente favorita, avendo anche dominato l’intera serie vincendo 4-0. Solo una delle quattro partite ha però visto la presenza in campo dal primo all’ultimo minuto di Jimmy Butler, miglior giocatore nell’ultima partita contro i Nuggets: nel corso del secondo match, infatti, l’ex Bulls si è rotto il menisco e ha poi saltato gli ultimi due incontri, tornando in campo venerdì 6 aprile nella vittoria contro i Lakers. Houston dovrà invece fare a meno nel primo turno (o forse anche per più tempo) dell’importante apporto difensivo di Luc Mbah a Moute, lussatosi la spalla destra nel tentativo di andare a schiacciare contro i gialloviola di Los Angeles. Minnesota (47V 35P) torna a giocare la post season 14 anni dopo l’ultima volta, e lo fa trascinata dalla stella Karl-Anthony Towns (21.3 punti e 12.3 rimbalzi di media) destinato a diventare uno dei centri più dominanti dell’intera lega e ben supportato da Butler, Wiggins e Crawford. Nonostante ciò, però, per i ragazzi allenati dallo statunitense naturalizzato italiano Mike D’Antoni non dovrebbero esserci grossi problemi, trascinati dal talento di James Harden (2191 punti in 72 partite, 30.4 di media); i Rockets, in fondo, visto il gioco espresso e la situazione infortuni in casa Warriors, entrano nella post season da favoriti.

Golden State Warriors (2) – San Antonio Spurs (7) | season series: 3-1

Nel remake della finale di Conference dello scorso anno, Golden State (58V 24P) e San Antonio (47V 35P) si presentano a questa sfida senza i loro uomini-franchigia: sia Curry che Leonard non saranno infatti della partita, dando meno lustro ad una sfida che già di per sé ne ha molto. Se il play degli Warriors dovrebbe tornare in campo nell’eventuale secondo turno, lo stesso non si può dire per il numero 2 degli Spurs, che quest’anno ha giocato solo 9 partite. Sfida nella sfida è quella fra i due allenatori, Steve Kerr da una parte e Gregg Popovich dall’altra, vista l’ammirazione e l’amicizia che lega i due coach. Golden State parte certamente favorita per via del proprio roster, ma il fatto che abbia perso 10 delle ultime 17 partite non lascia ben sperare i tifosi Warriors; in più, come se non bastasse, gli Spurs sono la quinta squadra col miglior rating difensivo.

Portland Trail Blazers (3) – New Orleans Pelicans (6) | season series: 2-2

Portland (49V 33P) si presente alla sfida contro New Orleans (48V 34P) forte della vittoria contro Utah che le ha garantito il terzo posto; ampliando però lo sguardo, i Blazers hanno perso 7 delle ultime 12 partite, e non è una dato che fa ben sperare visto che di fronte ci sarà Anthony Davis, che dall’infortunio di Cousins in poi si è caricato sulle spalle l’intera squadra, alzando le proprie percentuali (dal 26 gennaio, data dell’infortunio del centro e-Kings, il 23 dei Pelicans ha una media di 30.2 punti, 11.9 rimbalzi e 3.2 stoppate a partita). Portland, che ha dalla sua il fattor campo, dovrà contare sul talento di Damian Lillard, definitivamente consacratosi nella top-10 NBA contemporanea piazzandosi al quinto posto in quanto a punti per partita con una media di 26.9.

Oklahoma City Thunder (4) – Utah Jazz (5) | season series: 3-1

25.4 punti, 10.1 rimbalzi e 10.3 assist di media: bastano queste statistiche a far preoccupare gli Utah (48V 34P) nella sfida contro Oklahoma (48V 34P). A chi appartengono? A Russell Westbrook, primo giocatore della storia a chiudere due stagioni con una tripla doppia di media e assoluto trascinatore dei suoi Thunder, quest’anno rafforzati dagli arrivi di Paul George e da Carmelo Anthony. Utah è la squadra che ha il secondo miglior rating difensivo (101.6, di 0.1 inferiori a Boston, prima della classe), ma non basterà solo una buona difesa per portare a casa la serie contro OKC: dall’altra parte del parquet ci sarà bisogno del miglior Donovan Mitchell, in corsa assieme a Simmons per il premio di Rookie of the Year e appena divenuto primo nella classifica dei maggiori canestri realizzati da tre punti da un esordiente (Mitchell 186, Lillard 185, Curry 166). Chissà se il 45 di Utah riuscirà ad essere dominante anche nella post season; ciò che è certo è che sarà supportato da un grande Rubio, alla miglior annata in carriera, e da Gobert.

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