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Giacomo Cerretti, giovane speleologo e studente del Lussana: alla scoperta delle profondità terrestri

Un’esperienza poco conosciuta, ma estremamente affascinante

La Terra nasconde dentro di sé meraviglie difficili da scovare, visibili solo grazie ad un occhio attento ed alla volontà di addentrarsi nelle sue viscere. Per farlo bisogna porre grande attenzione, un pizzico di coraggio ed uno di curiosità.

Chi ci permette di conoscere il nostro pianeta anche dall’interno sono gli speleologi, studiosi che si occupano dell’esplorazione del mondo sotterraneo ed uno di loro è Giacomo Cerretti, diciasettenne bergamasco, studente presso il Liceo Scientifico “Filippo Lussana” di Bergamo, il quale racconta in un’intervista la propria esperienza.

Giacomo, qual è il compito dello speleologo?

“Lo speleologo si potrebbe definire un esploratore del sottosuolo, occupandosi sia delle cavità naturali che artificiali. Io prediligo le cavità naturali, per cui in genere esploro grotte ed ambienti naturali”.

Quando nasce questa passione?

“La passione nasce all’età di sette anni quando, nel corso di una vacanza in Sardegna, abbiamo visitato alcune grotte nei pressi di un sito archeologico e da qui non mi sono più fermato”.

QUI il blog curato da Giacomo dove racconta le sue avventure: “Il grottolario speleo magazine”

Qual è stata la prima grotta visita dopo la vacanza?

“La prima grotta che ho visitato è stata la Grotta Val d’Adda, sempre in compagnia di mio papà”

Quando ha iniziato a praticare speleologia?

“Ho iniziato a praticare in maniera più assidua nel periodo 2015 – 2016, in compagnia di alcuni ragazzi, tuttavia sin da dopo la vacanza in Sardegna ho iniziato a compiere visite di questo genere”.

Giacomo Cerretti <br clear=all>

Se una persona non ha mai praticato speleologia, come potrebbe approcciarsi per la prima volta?

“Per approcciarsi una persona potrebbe entrare a far parte un gruppo di speleologia, come lo Speleo Club Orobico o come il Gruppo Speleologico Valle Imagna e Underland di cui faccio parte, e seguire corsi ad hoc. Chiaramente una componente che potrebbe aiutare è quella della passione”.

Dovendosi addentrare all’interno delle viscere terrestri, esistono dei rischi nello svolgere questa attività?

“Esistono rischi, ma prima di iniziare un’escursione occorre sempre prepararsi ad evitarli. Detto ciò, per evitare dei rischi basta utilizzare il buon senso, poi possono esserci degli imprevisti, ma questi sono eventi imprevedibili”.

Scegliendo fra le esplorazioni già compiute nel corso della tua vita, qual è stata la più bella?

“Fra le più belle inserisco sicuramente la mia prima esplorazione in Valle del Giongo, fra Villa d’Almè e Sedrina. Lì era presente una grotta il cui ingresso era stato coperto dal proprietario e grazie alla sua segnalazione siamo riusciti ad esplorarla e ad addentrarci per circa 200/300 metri. Non abbiamo ancora finito di esplorarla, però siamo giunti ad oggi all’incirca a 1200 metri”.

Giacomo Cerretti <br clear=all>

In conclusione, se Giacomo dovesse consigliare un luogo da visitare all’interno del nostro territorio, quale sceglierebbe?

“Per iniziare si potrebbe scegliere una delle grotte in Valle Imagna visto che gran parte di esse sono alla portata di tutti e per alcune di loro non serve nemmeno esser moniti di corde, altrimenti o la Valle di Giongo oppure una passeggiata in montagna in presenza di ambienti carsici, come in Presolana”.