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Dona il midollo a 24 anni: “Mai stato più orgoglioso d’essere uno smidollato”

Il giovane si racconta: "Non è stato difficile decidere di donare il midollo: basta informarsi, comprendere che è possibile donare almeno una volta nella vita, anche se trovare qualcuno di compatibile è un evento raro. Proprio per questo è importante farlo: il ricevente ha bisogno di te, dal tuo gesto può dipendere la vita di quella persona".

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“Mai stato più orgoglioso di essere uno smidollato”. Sono le parole, ovviamente scherzose, che Oscar – nome di fantasia per tutelare la privacy richiesta dalla Admo – scrive sulla sua pagina Facebook per informare amici e conoscenti della buona riuscita dell’intervento di donazione di midollo a cui si è sottoposto.

Il giovane trevigliese, classe 1993, si è da poco sottoposto a un prelievo di midollo osseo con lo scopo di donarlo a una persona che ne aveva bisogno. Un gesto nobile, che può salvare una vita e che non tutti sono disposti a farlo, chi per paura, chi per scarsa informazione sul tema.

Cosa spinge una persona, e in particolare un ragazzo, a sottoporsi a un intervento del genere ? E quali sono le procedure da seguire per poter donare? Lo scopriamo tramite le parole di questo giovane che ha deciso di compiere un grande gesto di altruismo.

Oscar, cosa ti ha spinto a donare il midollo ?

L’essere volontario è una specie di malattia per me: non ti limiti a fare ciò che devi, ci prendi gusto e decidi di salvare il mondo un pezzettino alla volta. Ho sempre conosciuto persone con questa mentalità e anche io vivo la vita in questo modo. Non è stato difficile decidere di donare il midollo avendo questa visione: basta informarsi, comprendere che è possibile donare almeno una volta nella vita, anche se trovare qualcuno di compatibile è un evento raro. Proprio per questa sua “rarità” è importante farlo: il ricevente ha bisogno di te, dal tuo gesto può dipendere la vita di quella persona.

Cosa bisogna fare per poter donare ?

Io ho avuto fortuna: durante un evento a Treviglio mi sono imbattuto in un gazebo dell’associazione Admo e mi sono incuriosito in merito a questa tematica. Sentita la spiegazione da parte degli addetti, ho deciso di volerlo fare. Una volta iscritti alle liste Admo si viene indirizzati a un colloquio medico dove viene chiesto un campione di sangue o saliva da cui è possibile estrapolare i dati genetici. Fatto ciò, il donatore è “libero” di scegliere se donare o meno; fino a una settimana dalla reale donazione il ‘si’ resta un impegno morale: si ha infatti la possibilità di ritirarsi in ogni momento. I medici Admo, nel mentre, cercano un paziente affetto da determinate malattie, l’esempio più comune è la leucemia e, tramite una scala composta da dieci valori, valutano la compatibilità con ciascun richiedente registrato alle loro liste. Trovato quello più compatibile, io lo ero al 100%, viene contattato il possibile donatore e si chiede la disponibilità a venire in ospedale per iniziare la procedura di prelievo.

Per un atto di tale importanza la procedura di controllo e verifica sul donatore è molto rigida, giusto?

La procedura è abbastanza lunga e scrupolosa: nell’arco di qualche mese bisogna sostenere esami del sangue, rx al torace, ecografie, colloqui coi medici. Tutti esami che in un certo senso agevolano il donatore in quanto gratuiti; inoltre si viene accompagnati da dei referenti durante tutto il percorso. Finiti gli esami vi è per l’ultima volta la domanda: “È tutto pronto, vuoi ritirarti?”. Questo avviene perché il via libera del donatore permetterà al personale medico di iniziare a “prosciugare” il midollo da un ricevente per prepararlo a ottenere quello del donatore. E’ una procedura complicata: lascia il paziente totalmente privo di difese immunitarie e indebolito. Nel contempo al donatore estraggono il midollo: le procedure sono solitamente due e sta alla persona scegliere quale usare. Io, ad esempio, ho scelto l’operazione con la quale il midollo viene fisicamente estrapolato dal bacino tramite un ago.

Ci parli dei momenti successivi a questo intervento?

L’idea dell’operazione può spaventare, ma la realtà è che entrambe le procedure non comportano nulla di che, specialmente quella che ho scelto io: ero in anestesia totale ed è stato tutto veloce e indolore. Certo, i postumi dell’operazione sono un pochino noiosi: venendo estratto molto sangue ed essendo sotto anestesia i primi due o tre giorni si fa un po’ fatica ad alzarsi in piedi e non si può di certo fare pazzie, poi però ci si riprende abbastanza velocemente e si torna alla vita normale.

Se fosse possibile, cosa diresti al paziente che ha ricevuto il tuo midollo?

È necessario dire che il donatore non saprà mai chi è il ricevente e viceversa – da qui la necessità dell’anonimato nell’articolo ndr -. Questo per questioni di sicurezza: mi è stato spiegato che, in passato, in alcune persone che hanno deciso di conoscersi dopo l’operazione si è sviluppato una certa condizione di ‘servilismo’ ai danni del ricevente. Una situazione paradossale. Proprio per questo motivo io non conosco il nome, il sesso, l’età o l’ubicazione della persona che ha ricevuto il mio midollo; questo per evitare l’insorgere di tale condizione. Dopo l’operazione è tuttavia consentito scrivere una nota anonima per fare un augurio all’altra persona. Spesso infatti capita che nel processo si sviluppa una certa vicinanza emotiva a questa figura sconosciuta, una sorta di ‘sindrome da mamma chioccia’, come la chiamo io. Personalmente non ho scritto nulla: non penso serva il mio consiglio o saluto perché questa persona decida di rimettersi in piedi e camminare, sono contento di avergli dato una chance e questo mi basta.

Che messaggio vorresti lanciare invece a chi è interessato a seguire il tuo stesso percorso?

Per me tutti dovrebbero seriamente pensare di iscriversi all’Admo e donare: il personale segue e informa su ogni singolo passo, vengono forniti esami gratuiti al donatore, la registrazione non implica né la chiamata né la donazione effettiva, si fa una volta sola nella vita, se si fa, e soprattutto si salva una vita umana senza sforzo. Non ho idea del perché non si debba o non voglia fare, purtroppo però i volontari sono ancora relativamente pochi. Donate: è una sensazione unica e irripetibile e avete la possibilità di salvare non solo una persona, ma anche tutti coloro che ad essa sono legati.

Per chi fosse interessato a donare il midollo osseo è possibile consultare il sito dell’Admo per avere tutte le informazioni necessarie.

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