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Pausa pranzo. Cibo, industria, lavoro nel ‘900: la mostra a Dalmine

La mostra, curata dalla Fondazione Dalmine e dalla Fondazione ISEC, in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, nell'ambito del progetto AggiungiPROmemoria, con il contributo di Fondazione Cariplo, ha inaugurato il 17 ottobre 2017 alla Fondazione Dalmine, avviando un calendario di visite guidate, incontri e appuntamenti che si concluderà il 21 dicembre 2018.

Pausa pranzo. Cibo, industria, lavoro nel ‘900 propone un percorso sulle origini e trasformazioni del consumo del pasto nelle industrie italiane, dai primi decenni del ‘900 fino agli anni ’60.

Fotografie, oggetti, filmati storici, documenti tratti da archivi di imprese e istituzioni culturali illustrano i luoghi, gli spazi, le attrezzature, le modalità, le atmosfere in cui si svolgeva il pranzo nei reparti, nei refettori e nelle mense delle principali fabbriche. Dal consumo di cibo portato da casa nella tradizionale schisceta nei pressi della postazione di lavoro, allo stare in fila nelle moderne mense self- service, Pausa pranzo racconta per immagini il rito del pasto quotidiano, che cambia nel suo contenuto, forma, valore e rilevanza nell’ambito delle condizioni di lavoro e dei servizi al personale da inizio ‘900 agli anni ‘60.

Pausa pranzo tratteggia per spunti visivi il percorso di un’industria che si trasforma, si modernizza, che organizza in forma sempre più scientifica e pianificata sia il tempo del lavoro che quello della pausa. Con immagini e filmati a Fiat, Pirelli, Olivetti, Falck, Breda e altre imprese fra cui la storica Dalmine (oggi Tenaris), la mostra punta l’attenzione sulla mensa come luogo della pausa e ri-creazione, uno spazio progettato spesso da importanti architetti in modo integrato e funzionale a quello della produzione industriale. Il pasto in mensa raccontato da Pausa pranzo è un momento reale e materiale, fatto di oggetti, attrezzature e tecnologie di preparazione, grandi numeri e quantitativi di alimenti, enormi spazi affollati. Ma è anche un momento simbolico, fatto di riposo, di incontro, di confronto, e in alcuni casi di scontro.
La particolare importanza attribuita dalle imprese al cibo è testimoniata dal risalto dato alla rappresentazione e interpretazione fotografica e documentaristica, che lascia traccia nelle numerose immagini d’autore conservate negli archivi aziendali. Fra gli altri, Uliano Lucas, Vincenzo Aragozzini per lo Stabilimento fotografico Crimella, Ugo Mulas, Silvestre Loconsolo, hanno ritratto in modi diversi luoghi e momenti della pausa pranzo nel corso del ‘900. Anche il cinema ha rappresentato questa realtà: le scene nelle grandi e moderne mense sono di volta in volta espressione di un’auspicata armonia fra capitale e lavoro, celebrazione della modernità ed efficienza, tentativo di analisi sociale di una forza lavoro che, negli anni dell’autunno caldo, troverà anche nella mensa la sede delle grandi assemblee sindacali.

Pausa pranzo propone anche una sezione dedicata al caso di Dalmine, dagli anni ‘10, quando gli operai consumavano cibo portato da casa nei piccoli e angusti refettori adiacenti i reparti, alla nascita della prima mensa progettata nel 1934 dall’architetto milanese Giovanni Greppi, nell’ambito di un piano urbanistico commissionatogli dalla Dalmine, allora punta di diamante dell’impresa di Stato. In quegli anni Bruno Stefani, fotografo attivo soprattutto nel campo dell’industria, della pubblicità, della moda e del paesaggio, è chiamato a documentare la produzione, i prodotti, gli uomini al lavoro, le architetture e naturalmente anche la mensa, alla quale dedica preziosi reportage esposti in mostra. E poi ancora i documentari e i film firmati da Michele Gandin, che raccontano della mensa come parte integrante di un “villaggio modello” protagonista della propaganda del regime negli anni della guerra e della “minestra rinforzata”.
E gli anni della ricostruzione, con il proliferare delle moderne mense nei vari stabilimenti italiani; l’introduzione del primo self-service nella mensa impiegati, parte integrante, insieme a quella operaia, di un sistema di welfare sviluppatosi sostanzialmente a partire dagli anni ‘20 e che ha attraversato, con profondi cambiamenti, il fascismo, il dopoguerra, il boom, gli anni ‘60.

Pausa pranzo sviluppa un’idea avuta nel 2015 dallo storico Giorgio Bigatti, direttore della Fondazione ISEC, che aveva dato luogo ad una prima presentazione, in occasione di Expo, a Sesto San Giovanni. Fondazione Dalmine, che da anni collabora con ISEC su progetti legati alla storia dell’industria e del lavoro, ha integrato il percorso originario con documenti, oggetti, filmati ed immagini del proprio archivio, coinvolgendo anche Istituto Luce Cinecittà, storico partner dei progetti culturali di Fondazione Dalmine. La mostra fa da scenario ad una serie di workshop che sviluppano il tema del cibo, delle mense, del welfare aziendale secondo diversi approcci e punti di vista: i grandi architetti, gli autori della fotografia, la letteratura, il cinema.

VISITE
Su prenotazione 035 560.3418 segreteria@fondazionedalmine.org
VISITE E LABORATORI PER SCUOLE
Su prenotazione 035 560.2222 www.3-19.org

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