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Viaggiare da soli: ecco perché lo consiglio a tutti i miei coetanei

Non importa dove come e quando, ma il perché ho scelto di intraprendere un viaggio da solo

OOOOH finalmente posso dire di aver viaggiato da solo.
Okay, Okay. Specifichiamo subito che il viaggio non è durato mesi, ma ahimè solo 4 giorni e che il luogo non era l’inospitale foresta amazzonica, ma la comune, ma comunque selvaggia, Sardegna.

L’unica cosa un po’ fuori dagli schemi è che mi sono spostato solo con l’ausilio di una bicicletta percorrendo 140km che, per un ciclo amatore fallito come me, non sono decisamente pochi, ma per un ciclista un poco più professionista sono un giretto pomeridiano.

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Non importa dove come e quando, ma il perché ho scelto di intraprendere un viaggio da solo.

Viviamo in una società programmata, dai ritmi frenetici. Ognuno di noi ha una giornata tipo che si ripete per 5-6 giorni alla settimana scandita dagli stessi orari dalle stesse persone e dagli stessi luoghi: ore 6.00 mi sveglio , doccia ,caffè, smartphone, ed un’ oretta per ripassare; ore 7:38 salgo in sella alla bici, vedo la stessa ragazza che porta fuori il cane, lo stesso ragazzo in bici che va al lavoro nella direzione opposta alla mia, le stesse ragazze alla pensilina dell’autobus e le stesse auto in coda; ore 8.00 inizio delle lezioni; ore 13.25 mangio, mia madre mi chiede com’é andata a scuola io le rispondo “bene”; smartphone; studio; smartphone; dormo (poco). Questa è la mia giornata tipo, spettacolare vero?

Qui nasce il mio desiderio di staccare, di prendermi una breve pausa e di fregarmene di ciò che in teoria dovrei fare, di ciò che mi dicono che dovrei fare e di tutti i pareri altrui, spesso detti solo per convenienza. Passiamo la vita a emulare i modelli imposti dalla società senza renderci conto di ciò che siamo. Viviamo pensando al futuro perdendoci il presente, perdendo noi stessi.

Sardegna <br clear=all>

Basta, Stop. Ambivo solo a quattro brevi giorni per me.

“La solitudine è solo un punto di vista
A volte è una condanna, a volte è una conquista”

Questa frase di Willie Peyote presa dalla canzone “Falling Crumbs” di Dutch Nazari, racchiude perfettamente il senso della mia breve vacanza solitaria, la solitudine a volte è l’unica situazione che ci può dare una risposta.
Personalmente vivo dei momenti in cui il desiderio di solitudine è molto forte, credo sia l’unico modo per riuscire a pensare e comportarsi liberamente senza sottostare a regole impartite da terzi. Spesso però, mi accorgo che essere soli sia controproducente in quanto non puoi condividere sentimenti, pensieri e avventure. Non si può essere completamente felici se siamo soli, ognuno di noi ha amici, famigliari, amori segreti per cui si provano sentimenti più o meno forti, alla lunga la loro mancanza non potrà che infierire sul nostro stato d’animo.

Tuttavia a volte dobbiamo prenderci un po’ di tempo per noi e dedicarci solo a ciò che vogliamo e come desideriamo, motivo per cui credo che ognuno di noi, ogni tanto, dovrebbe staccare, prendersi del tempo per se e viaggiare.

Questo viaggio l’ho concluso con il sorriso, la Sardegna è una regione spettacolare, dominata da natura incontaminata e paesaggi mozzafiato, la vita nei paesini del Sulcis-Iglesiente scorre più lentamente e serenamente: niente semafori, niente code e niente frenesia.

Al mio ritorno all’aeroporto di Bergamo quando si sono aperte le porte scorrevoli del gate è stato come ritornare da un viaggio a Narnia, ora tutto era come prima: gente che fattura con in bocca un panino, gente che si lamenta delle code al bar, una famiglia che discute su quale sia la fila più veloce in cui immettersi …. Ahh mia cara Sardegna, ci rivedremo presto.

Sardegna <br clear=all>