Bergamo

Il sindaco sul parcheggio della Fara: “Opera utile, il cantiere non si ferma”

E in Consiglio comunale l’assessore Brembilla ha presentato alcuni dati riguardanti i possibili costi per la collettività in caso di rescissione unilaterale della convenzione

“Non abbiamo alcuna intenzione di fermare il cantiere, e non già o non solo per le ragioni che sono state ampiamente illustrate dall’assessore Brembilla, che pure dovrebbero bastare a togliere dal tavolo questa eventualità, ma perché crediamo che questo progetto sia utile”.

Con queste parole il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, nel corso del consiglio di lunedì 9 aprile, ha confermato la volontà da parte dell’amministrazione di proseguire nel percorso di realizzazione del nuovo parcheggio nella zona della Fara. A riproporre la questione un ordine del giorno presentato dal consigliere di Forza Italia Gianfranco Ceci che ha chiesto chiarimenti sullo stato dei lavori e sull’eventuali conseguenze di rescissione della convenzione stipulata fra Comune e Bergamo Parcheggi: “Con questo ordine del giorno chiediamo alcune risposte non date nel corso della seduta del 27 novembre 2017, riguardanti alcuni punti come le spese sinora sostenute dall’appaltatore, il valore sino ad ora eseguiti, l’eventuale mancato guadagno dell’appaltatore e/o il decimo delle opere non eseguite in caso di rescissione bilaterale della convenzione, le eventuali clausole penali contenute nel contratto d’appalto e le spese di messa in sicurezza statica ed ambientale del sito”.

A rispondere al consigliere azzurro è stato il sindaco stesso che ha spiegato anche le finalità di quest’opera: “Se questa amministrazione, e questo Consiglio comunale, a larga maggioranza, democraticamente, hanno deciso di dare il via alla realizzazione del parcheggio di via Fara (voglio dirlo con grande chiarezza) questo non è, principalmente, per il timore di dover pagare molti soldi o per timore della Corte dei Conti; anche, certo: sono denari dei cittadini ed è nostro preciso dovere evitare di spenderli senza motivo – sottolinea il primo cittadino di Bergamo – Né ci siamo nascosti dietro al fatto che quel progetto era stato voluto da un’amministrazione di centrodestra, quella del sindaco Veneziani, votato da una maggioranza di cui facevano parte i qui presenti consiglieri Tentorio e Ceci, e che noi l’avevamo ereditato, accompagnato da un contratto impegnativo per il Comune. La ragione per cui abbiamo dato il via alla realizzazione del parcheggio è legata al fatto che quella convenzione (pur senza poterne cambiare il piano economico finanziario) noi siamo riusciti a modificarla radicalmente, negoziando duramente con la controparte, minacciando per ottenere ciò che volevamo, fino ad ottenere un progetto che noi consideriamo oltremodo positivo e utile per la città”.

Nel corso della seduta, oltre al sindaco è intervenuto anche l’assessore ai lavori pubblici Marco Brembilla che ha illustrato alcuni dati riguardanti i lavori e le prospettive di costi per le penali in caso di rescissione unilaterale della convenzione: “Per la risoluzione e/o revoca della concessione, l’articolo 17 della concessione prevede la possibilità di revoca per grave pubblico interesse. Le somme da corrispondere in tal caso al concessionario secondo il disposto concessorio sono il valore delle opere realizzate più oneri accessori o, comunque tutti i costi effettivamente sostenuti dal concessionario. Al 31 marzo le spese sostenute sono di 2.180.000 euro a cui si aggiungono oneri di sicurezza, iva, progetto, lavori in economia, teleferica ed indennità di occupazione che porta la spesa a 4.090.000 euro. Oltre a ciò andrebbero corrisposte le penali e gli alti costi sostenuti o da sostenere in conseguenza alla risoluzione ed un indennizzo a titolo di risarcimento del mancato guadagno pari al 10 % delle opere da eseguire ovvero della parte di servizio ancora da gestire, il quale risulterebbe essere di 833.357 euro per le opere non eseguite e di 2.430.000 per il servizio ancora da gestire che porta i costi certi a 7.353.357 euro. A questi andrebbero da una parte aggiunti eventuali indennizzi da corrispondere in una causa fra concessionaria e assegnatario dei lavori con chiamata in causa del Comune e da valutare, dall’altra i lavori di ripristino dell’area stimati fra i 2.500.000 e i 4.000.000 euro per una media di 3.250.000 che porterebbe l’importo totale a carico del Comune di 10.603.357 euro. Tutto ciò se si constatasse il grave interesse pubblico, altrimenti l’importo sarebbe più elevato”.

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