Al liceo falcone

Articolo censurato: “Cari prof, come possiamo abbattere i pregiudizi se ci impedite di conoscere?”

La risposta di una studentessa del Falcone alla mancata pubblicazione dell'articolo riguardante gay e lesbiche sul giornalino scolastico

“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”.

Parole belle e importanti, non pronunciate da capi di stato, politici o diplomatici. Espressioni che non appartengono nemmeno a scritti o memorie di grandi uomini del passato. È l’articolo 10 della Convenzione Europea per i diritti dell’uomo, nota come CEDU, un testo fondamentale, che riguarda tutti noi, come uomini e donne, cittadini del mondo.

Ai più sconosciuto, si tratta di un catalogo di garanzie vitali per lo sviluppo dell’essere umano. Tra queste, il diritto alla libertà di espressione, nato come naturale conseguenza della diffusione del diritto di voto. L’informazione, nel suo versante attivo e passivo, come diritto ad informare ed essere informati, è il primo passo per una democrazia sana e duratura nel tempo. Il cittadino ben informato è un miglior cittadino: ha maggior coscienza di sé e dello Stato di cui fa parte. È l’animale sociale che sa e che vuole sempre conoscere, attivo nella comunità.

Nel lontano 1950, l’Italia, insieme ad altri stati, si impegnò a ratificare questa convenzione. Da quel momento l’Italia ha il dovere di rimuovere ogni ostacolo all’applicazione dei diritti previsti, soprattutto all’interno delle istituzioni pubbliche che rappresentano lo stato.

Per questo motivo la recente notizia che coinvolge il Liceo linguistico Giovanni Falcone di Bergamo desta sgomento: a poco più di un anno dal caso del Liceo Secco Suardo, ecco un nuovo caso che colpisce un giornalino scolastico.

LEGGI QUI Articolo su gay e lesbiche: la scuola dice no alla pubblicazione sul giornalino

É stata vietata la pubblicazione di un articolo sulla comunità LGBT+ (Lesbian, Gay, Bisex, Transgender, Queer e tanti altri), un testo per incoraggiare le persone ad accettare la propria identità senza vergognarsene. Un invito a non nascondersi, ad aprirsi agli altri per essere felici. La motivazione alla base della censura è assolutamente inappropriata. La scuola ritiene di non essere tenuta a conoscere l’orientamento sessuale di studenti e docenti, soprattutto se si tratta di orientamenti che potrebbero offendere determinate comunità religiose. Tralasciando, per ora, il fatto che è obbligo della scuola interessarsi alla vita degli studenti aldilà del rendimento scolastico, una cosa è innegabile: siamo nel 2018 e la libertà di espressione – quella critica e rispettosa delle posizioni altrui – è ancora sotto attacco. E l’attentatore è una istituzione pubblica.

Come sempre, bisogna guardare il lato positivo. Questa vicenda ne ha uno: i ragazzi iniziano ad interrogarsi su quali siano i propri diritti. Si chiedono fino e che punto il potere dello Stato, e degli adulti in generale, possa intromettersi nella vita delle persone.

Come Angelica, studentessa del Liceo linguistico G. Falcone, che si sta ponendo le stesse domande. In commento all’articolo di denuncia esprime un discorso degno di nota, segno di una maturità già raggiunta a pieno.

“Dopo la polemica che è seguita alla mancata pubblicazione dell’articolo, sono stata presa dalla curiosità e sono andata a informarmi, scoprendo che di molti degli orientamenti non conoscevo neppure l’esistenza e ciò molto probabilmente mi ha portato a generalizzare molte volte.

Se all’autore di questo articolo è stato negato il diritto alla libertà di espressione – dice la studentessa – a me ne è stato negato un altro, ed ugualmente importante. Quello all’informazione, che dovrebbe andare di pari passo con la cultura, in una scuola. La cultura ci fa capire l’importanza della nostra storia, ci sottolinea gli errori che non dobbiamo ripetere. Ci fa appassionare alle opere degli uomini e a ciò che pensano. Ma quando finiremo di studiare, per entrare a fare parte del mondo, a che cosa ci servirà sapere in che anno è morto Leopardi se ci ritroveremo estranei a ciò che ci circonda? Come possiamo noi abbattere i pregiudizi se non ci sono date le armi per farlo?

Perciò non negateci il diritto all’informazione, cari adulti. Fateci conoscere, senza inculcarci un concetto in testa a memoria. Perché non ci piace studiare, di solito lo odiamo. Ma amiamo imparare. Più conosceremo, più potremo dirci acculturati. E un giorno magari ringrazieremo la scuola per averci reso cittadini del mondo”.

Una richiesta più che lecita, accompagnata da un pensiero profondo. Una scuola pubblica non può esimersi dal parlare e far parlare i ragazzi di temi che li riguardano direttamente.

Affrontarela questione dell’identità sessuale è dovere di ogni liceo od istituto superiore: gli studenti hanno bisogno di essere indirizzati ed accompagnati nel periodo cruciale per la crescita. La scuola deve prendersi carico a 360 gradi dell’educazione dei ragazzi, promuovendo il dialogo con i professori e tra gli studenti stessi.

L’orientamento sessuale, la capacità di riconoscerlo ed accettarlo, la libertà di manifestarlo non possono essere realtà di cui la scuola si rifiuta di occuparsi.

Il Liceo Linguistico Falcone ha voluto fornire, tramite il proprio referente per il contrasto al bullismo e cyberbullismo, la propria versione: “È per noi importante precisare che da parte dell’Istituto non c’è mai stata alcuna intenzione censoria. Il ‘Falcone’ è e resta una scuola aperta e inclusiva, e il dialogo avviatosi in questo momento lo dimostra. Nel confronto tenutosi con i rappresentanti abbiamo convenuto che l’aspetto più importante dell’eco mediatica di questo articolo sia stato il dibattito generatosi, e non solo nel nostro Istituto, relativo all’argomento. Desideriamo infine che tutte le nostre studentesse e i nostri studenti si sentano accolti e al sicuro, qualunque sia la loro identità”.

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI