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Elicottero della Marina precipitato in mare, Crescini: "Io su quella nave, una grande famiglia" - BergamoNews
La testimonianza

Elicottero della Marina precipitato in mare, Crescini: “Io su quella nave, una grande famiglia”

Claudio Crescini, consulente ginecologico all'ospedale Bolognini di Seriate e al Fenaroli di Alzano Lombardo e vice segretario nazionale dell'associazione dei ginecologi ospedalieri italiani, a luglio 2017 si trovava a bordo della Nave Borsini.

“A bordo della Nave Borsini lavorano solo grandi professionisti, l’incidente della scorsa notte mi ha profondamente sorpreso e toccato”: Claudio Crescini, consulente ginecologico all’ospedale Bolognini di Seriate e al Fenaroli di Alzano Lombardo e vice segretario nazionale dell’associazione dei ginecologi ospedalieri italiani, commenta con grande dispiacere la tragedia di giovedì notte nel Mediterraneo centrale quando un elicottero della Marina militare si è inabissato in mare.

Un incidente nel quale è morto Andrea Fazio, uno dei cinque membri dell’equipaggio, impegnato in un’esercitazione notturna dell’operazione Mare sicuro: secondo quanto ricostruito il velivolo è caduto in mare poco lontano dalla Nave Borsini in fase di appontaggio e una volta ammarato l’elicottero si è rovesciato su un fianco, non lasciando scampo allo specialista di volo.

Gli altri quattro occupanti del velivolo sono stati recuperati in buone condizioni ma sotto shock, seguiti dai sanitari della nave.

E proprio come sanitario della nave Claudio Crescini è stato a bordo del Borsini tra il luglio e l’agosto dello scorso anno: “Avevo dato la mia disponibilità alla Ong italiana Rava di Milano – spiega – Così sono partito per una decina di giorni, durante i quali ero a disposizione per emergenze mediche, partecipavo a eventuali simulazioni e facevo il medico di bordo. Stavo in un’infermeria attrezzatissima addirittura con ecografo, dotazione di presidi farmaceutici e chirurgici completa. Una struttura davvero molto organizzata e un ambiente familiare molto gradevole: credo che sia stato difficile per gli altri membri dell’equipaggio accettare questo incidente”.

Il dottor Crescini spiega come spesso a bordo del Borsini si svolgano esercitazioni come quella della scorsa notte, durante le quali si simulano possibili situazioni emergenziali: “La nave viaggia sempre tra Lampedusa e le coste libiche, a copertura e protezione dei pescherecci italiani e per azioni di soccorso ai migranti con motoscafi appositi senza eliche e l’elicottero che solitamente si occupa di affondare i barconi una volta messi in salvo gli occupanti per evitare che altri scafisti li possano riutilizzare. L’organizzazione è davvero minuziosa: una volta recuperate le persone in mare, donne e bambini vengono posizionati in un’area protetta, gli uomini che potrebbero essere portatori di malattie isolati in un’altra zona e tutti gli altri ospitati sul ponte con l’acqua che viene messa subito a disposizione. Il sistema è simile a quello del triage del pronto soccorso”.

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