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Politicando

Provincia, il dopo Rossi è un’incognita: primi nomi, i partiti scaldano i motori

Pd, Forza Italia e Lega alla ricerca di un candidato per la guida di Via Tasso. Con la legge che rema contro.

Mancano pochi mesi al rinnovo della Presidenza e del Consiglio provinciale, circa 5 mesi ancora di mandato, e con l’avvicinarsi della scadenza iniziano i movimenti dei partiti. Il PD aprirà le danze, il prossimo 9 aprile, con una assemblea della lista civica Democratici e Civici per la Bergamasca che suona come una chiamata alle armi. Ufficialmente è promossa per fare un bilancio di questi 4 anni guidati da Matteo Rossi, ma in realtà servirà a capire chi ancora c’è e chi vuole essere della partita.

Il dilemma dei partiti sarà definire soprattutto il candidato presidente. Dopo 4 anni Rossi, uscente Dem, non potrà ricandidarsi. A meno che non cambi la legge possono essere leader di Via Tasso solo i sindaci con almeno 18 mesi di mandato amministrativo davanti. Tenendo conto che in provincia di Bergamo la maggior parte dei comuni andrà a rinnovo nella tarda primavera 2019, i papabili a questo ruolo sono i sindaci dei comuni eletti dal 2015 al 2018, una rosa di 87 primi cittadini (compresi quelli che dovranno essere eletti a giugno).

È probabile che i partiti si indirizzino verso sindaci eletti dal 2016 in poi, per avere più respiro laddove non fossero riconfermati, e verso sindaci di comuni “blindati” ovvero dove la loro rielezione non sia in discussione.

Con queste premesse i nomi che iniziano a emergere sono pochi pochi. Per il Partito Democratico, in pole position, ci sarebbe il segretario provinciale Gabriele Riva, eletto nel 2017; in alternativa un possibile nome è Mauro Bonomelli, sindaco di Costa Volpino, ma anche Maria Carla Rocca, sindaco di Solza, potrebbe essere in corsa.

Per Forza Italia molti scommettono su Sara Riva, sindaco di Gromo, forte dei suoi 2200 voti alle regionali e politicamente legata al coordinatore provinciale Paolo Franco. Il neo deputato Alessandro Sorte in una riunione interna al partito ha già rivendicato per gli azzurri la presidenza della Provincia, rinunciando a esprimere il nome del candidato sindaco di Bergamo per il centrodestra. Quella di Sorte è stata una uscita personale, ma non smentita dal coordinatore e consigliere regionale Franco, cosa che ha creato non pochi malumori nel partito cittadino, dove Gianfranco Ceci e Tommaso D’Aloia stanno accarezzando l’idea della candidatura a sindaco.

Dal punto di vista civico, in tanti vedono di buon occhio il sindaco di Calcinate, Gianfranco Gafforelli, attualmente consigliere provinciale della civica ex area Ncd, ora Nci, che potrebbe vantare l’appoggio di tanti sindaci civici di centrodestra, ma su questo nome non ci sarebbe la convergenza né di Forza Italia né della Lega.

Infine in casa della Lega, diversi i possibili candidati: da Yuri Imeri, sindaco di Treviglio, a Massimo Bandera, sindaco di Almè, per chiudere con Stefano Locatelli, sindaco di Chiuduno. Certamente i pesi elettorali delle provinciali non corrispondono ai risultati reali delle urne, usciti dalle ultime politiche, ma in diversi sostengono che quella sostanziale parità tra centrodestra e centrosinistra alle ultime elezioni del Consiglio provinciale potrebbe mutare a favore del centrodestra, laddove venisse individuato un candidato presidente unitario e gradito.

I partiti intanto scaldano i motori e per l’estate emergeranno i nomi dei candidati presidente.

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