Bergamo
|Nel cuore di Città alta l’Archivio Fotografico Sestini, patrimonio per i posteri
Il nuovo centro, situato nella manica occidentale del Convento di San Francesco , sarà anche a portata di clic.
Tutela, Catalogazione e Valorizzazione. Ecco le tre colonne alla base del nuovo progetto, Archivio fotografico Sestini verso il futuro, a firma di Fondazione Sestini, Museo delle Storie e Comune di Bergamo. Un progetto che parte dal passato per il domani nato dal “connubio infallibile tra privato e pubblico”, come definito da Nadia Ghisalberti, assessore alla cultura di
Bergamo, alla cerimonia di presentazione del 6 aprile.
Un progetto all’avanguardia: sei mesi per realizzare uno dei centri di eccellenza in Italia per la conservazione, lo studio e la valorizzazione della fotografia storica, che aprirà al pubblico a settembre 2018.
L’archivio ha raccolto nel 1.200.000 immagini nei suoi cento anni di storia. Un secolo che Roberto Sestini, presidente Siad, ha voluto ricordare nel progresso che lo ha caratterizzato. Un lungo periodo partito dal cuore della Prima guerra mondiale ed arrivato fino ad oggi con la Fondazione Sestini. La fondazione, che da sempre si occupa di manifestazioni culturali e sostiene il mondo medico scientifico, ha a cuore l’intera raccolta di fotografie, “un patrimonio per i posteri”.
Il nuovo centro, situato nella manica occidentale del Convento di San Francesco di Città alta, avrà due ambienti destinati ad accogliere il materiale originale secondo parametri di umidità e temperatura idonei alla loro conservazione nel tempo. Un grande polo di 500 metri quadrati che porta con sé una grande novità. Tra il 2017 e il 2020 verranno digitalizzate 195.000 immagini e, al contempo, un’équipe di 7 professionisti ne catalogherà 86.000.
Numeri da primato nel panorama degli istituti di conservazione del nostro Paese. “È di un atto di fiducia che testimonia la volontà di mettere questo prezioso patrimonio al servizio del cittadino – afferma Roberta Frigeni, direttrice del Museo delle Storie di Bergamo – Verrà conservato per essere valorizzato, studiato e restituito alla comunità”.
Il progetto di digitalizzazione guarda soprattutto ai giovani: ai un gruppo di under trenta verrà data l’opportunità di imparare il mestiere con l’ausilio di tutor esperti nel settore.
Il ricco catalogo di immagini sarà a portata di click per tutti. Da settembre 2018 un portale online permetterà a tutti gli utenti del web di accedere a questo patrimonio. Ma non solo: mostre, workshop, laboratori didattici, visite guidate e iniziative editoriali renderanno l’archivio uno spazio vivo e partecipato dove toccare con mano il mondo della fotografia a 360 gradi.
L’archivio guarda al futuro, ma parte inevitabilmente dal passato che avrà degna memoria nelle fotografie, come ricorda Emilio Moreschi, presidente Fondazione Storia di Bergamo: “La storia sarà fatta dalla fotografia. Sarà questo il modo in cui verranno scritti gli eventi degli ultimi cinquant’anni”.
Ad aggiungere valore all’inestimabile raccolta ci saranno le 500.000 immagini donate da Pepi Merisio, uno dei più fotografi del Novecento, alla Fondazione Sestini. Il maestro della fotografia sarà omaggiato dalla città di Bergamo con una mostra a Palazzo della Ragione in Piazza Vecchia.


