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Arriva la primavera – parte II: quattro professionisti della salute spiegano cosa succede al nostro corpo

Oggi tocca al dottor Giovanni Fumagalli, responsabile del servizio di Oculistica di Habilita.

Con l’arrivo della primavera e il contestuale cambiamento climatico, il nostro organismo affronta una situazione delicata che, in alcuni soggetti, può provocare qualche problema con la salute. Per questo motivo già nella scorsa settimana e per quelle a seguire affronteremo con i medici di Habilita alcune tra le patologie allergiche più comuni legate alla primavera. Dopo l’otorinolaringoiatra è la volta dell’oculista. Facciamo quindi riferimento al responsabile del servizio di Oculistica di Habilita, il dottor Giovanni Fumagalli.

In primavera anche gli occhi sono sottoposti a particolari rischi? “La primavera è la stagione classica delle congiuntiviti allergiche – spiega il dottor Fumagalli–. Si tratta di una patologia che si può dividere in diverse tipologie: quella più diffusa in questo particolare periodo dell’anno è quella che colpisce i bambini ed è definita proprio congiuntivite primaverile in quanto è causata da una particolare incidenza dei raggi ultravioletti del sole. È una congiuntivite che crea una serie di sintomi classici come l’arrossamento dell’occhio, il bruciore, il fastidio e soprattutto prurito (tipico della congiuntivite allergica). La congiuntivite primaverile è una patologia di superficie che non può assolutamente nuocere all’occhio, ma nonostante questo crea diversi fastidi all’attività quotidiana dei bambini: la lacrimazione abbondante e la sensazione di bruciore non permettono infatti al bambino di svolgere le loro normali attività. Ci sono poi altre tipologie da contatto o inalatorie, legate ai pollini o alla fioritura, che possono proseguire per un periodo più lungo e durare fino all’inizio della stagione estiva, soprattutto in montagna con il taglio del fieno. Queste forme di congiuntiviti sono provocate dall’inalazione di sostanze definite allergeni che scatenano negli occhi i sintomi elencati in precedenza”.

Come intervenire per curare queste fastidiose congiuntiviti? “Il primo aspetto da considerare è la prevenzione – prosegue il dottor Fumagalli –. Ci sono infatti delle sostanze che, se instillate nell’occhio in un periodo anticipato rispetto al periodo classico della primavera, permettono al soggetto di avere delle crisi allergiche molto meno pesanti e meno fastidiose. Dopodiché ci sono tantissimi colliri, soprattutto dell’ultima generazione, che sono dei colliri antiallergici e anche antinfiammatori che permettono di diminuire tantissimo i sintomi. Nelle forme più gravi bisogna invece passare al cortisone e quindi, in questo caso, sia bambini che adulti devono rimanere in stretto contatto con l’oculista perché quando si instilla un collirio cortisonico per un certo periodo di tempo, o addirittura si passa alla somministrazione per via orale, è fondamentale un controllo da parte di un medico”.

La figura dell’oculista quindi svolge un ruolo fondamentale. “È importante mantenere un contatto con il medico soprattutto all’inizio, quando si evidenziano i sintomi delle congiuntiviti allergiche – conclude il dottor Fumagalli – perché spesso gli allergeni per qualche anno non creano il sintomo. Poi, con il passare degli anni la congiuntivite si manifesta ed è quindi fondamentale impostare con l’oculista un piano di cura e, soprattutto, di prevenzione per gli anni successivi. Comunque, soprattutto in casi di crisi pesanti, è sempre utile rivolgersi ad uno specialista in quanto è l’unica figura in grado di somministrare cure realmente efficaci”.

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