Il Web senza memoria decreterà la fine della Storia? - BergamoNews
Il caso

Il Web senza memoria decreterà la fine della Storia?

Quando però un sito non verrà rinnovato, le informazioni contenute spariranno per sempre. A poco a poco tutto lo scibile sarà limitato all'immediato presente.

Qualche giorno fa leggevo un articolo di Wired riguardo un personaggio che esplorava Internet alla ricerca di di vecchi siti Web abbandonati.

Questo “scavenger” era riuscito a trovare dei siti vecchi di 20-25 anni ancora attivi ma non aggiornati. Quello che però non veniva discusso era il destino dei siti spariti dal web.
In poche parole, il destino di tutti quei domini, siti e pagine che i legittimi proprietari hanno smesso di mantenere attivi, cessando di pagare il costo annuale del rinnovo dello spazio sui server dei provider (mi scuso per l’eccessivo uso di termini inglesi e tecnici).

Quando le informazioni venivano stampate, per quanto gli autori, o gli argomenti trattati, venissero a cessare, una traccia fisica rimaneva sempre, e i famosi “topi di biblioteca” riuscivano a recuperare, anche dopo secoli, informazioni specifiche, originali, su argomenti sia importanti che assolutamente inutili, se non che per le persone che le cercavano.

Tra trent’anni non ci saranno più nuovi libri stampati. Sarà anti-economico, non sostenibile per l’ambiente e troppo complesso mantenere attiva e produttiva la filiera della carta stampata.
Tutto sarà on-line.

Quando però un sito non verrà rinnovato, le informazioni contenute spariranno per sempre. A poco a poco tutto lo scibile sarà limitato all’immediato presente. Non ci sarà più la storia passata da indagare, capire ed usare per evitare gli errori già fatti. Non sapremo più nulla dei nostri antenati, di quello che venne detto o fatto nei secoli passati (a parte quello che è stato stampato nel passato).

Immaginatevi se Wikipedia semplicemente chiudesse per fallimento. Oggi, secondo me anche in maniera un po’ superficiale, è diventata la fonte principale d’informazione nel mondo. Un giorno ci svegliamo e non c’è più; le informazioni diventano frammentarie, disorganizzate, incomplete. Certo, ci sono anche altre fonti, ma anche alcune di queste potrebbero sparire per mille motivi. A livello strategico, specie i militari, si preoccupano delle bombe elettromagnetiche che potrebbero cancellare tutti gli hard disk.

Probabilmente si potranno escogitare delle soluzioni per evitare che questo possa succedere, ma in realtà nulla può essere fatto per evitare il naturale “trapassare” di milioni, e nel tempo miliardi, di siti web, depositari di tutto lo scibile umano.

C’è una soluzione? Non credo.

Asimov, nella sua bellissima serie sull’Impero, descrive l’Enciclopedia galattica, una raccolta digitale di tutto lo scibile, gestita, organizzata e protetta da una sorta di setta di scienziati/sacerdoti, devoti da sempre, generazioni dopo generazioni, al mantenimento di questa opera colossale. Ma anche nei suoi libri, alla fine solo questi sacerdoti hanno conoscenza e coscienza di quanto scritto nella Enciclopedia, e anche loro in maniera parziale e frammentaria, mentre il resto della Galassia è assolutamente ignaro del passato…

https://www.wired.com/2013/04/websites-stuck-in-time/
http://www.bbc.com/news/technology-3

Oliviero G. Godi è laureato alla Columbia University di New York, ha insegnato al Politecnico di Milano e ha tenuto corsi alla Naba di Milano, alla Bezalel Academy of Art ad Architecture di Gerusalemme e all’Istituto Internazione di architettura di Lugano. Ha ricevuto due medaglie dei Presidenti della Repubblica Italiana per meriti accademici e didattici.
È collaboratore di BergamoNews su problematiche architettoniche/urbanistiche.

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