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Finalmente i 18anni! La festa, poi la responsabilità: ma è vero?

Paola e quel compleanno tanto speciale attorno a cui sembra che ruoti tutta l'adolescenza...

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Li aspettiamo per tutta la vita, li programmiamo, non vediamo l’ora che arrivino; ogni compleanno risulta essere un passo in avanti, un tassello in più aggiunto alla nostra storia e tutto sembra essere in funzione di quel momento: la nostra adolescenza ruota intorno a quel numero. Di cosa sto parlando? Del diciottesimo compleanno!

Ansia, agitazione, preparativi; “si festeggia una sola volta nella vita” dicono tutti, come se per gli altri compleanni non fosse lo stesso. Arriva il grande giorno, ti svegli e inizi ad ispezionare il tuo corpo; corri al bagno e ti guardi allo specchio: tutto sembra essere rimasto uguale! Un minuto, solo un minuto di libertà prima che…

Prima che i tuoi genitori ti assaltino letteralmente, ti soffochino con gli abbracci e continuino a ripeterti “tanti auguri piccola nostra”; ti fermi e ti guardi attorno, leggi nei loro occhi tanta gioia e allo stesso tempo capisci che avrebbero posticipato volentieri quell’evento per un po’ di anni. Ti prepari per la scuola, prendi il pullman e ti senti strana: un vuoto nello stomaco, non sarà mica fame?

Percorri lentamente il corridoio che porta alla tua classe, credi che ti sia tutto perdonato quel giorno: è il tuo diciottesimo compleanno, non c’è ritardo che tenga. Entri in aula e… Sorpresa! I tuoi amici, coloro che tutti i giorni ti accompagno nella routine, che ti stanno accanto nei bei momenti e in quelli tristi, i migliori, insomma, ti accolgono con tanto di dolci candeline e canzoncina! Vorresti piangere, ti emoziona il tutto, ringrazi per la sorpresa e poi… Lezione!

La giornata prosegue nel migliore dei modi, sei al centro dell’attenzione e ti prepari alla seconda parte del tuo compleanno. Regali, chiamate, messaggi, ti senti importante, speciale; molti esprimono ciò che pensano e provano per te, ricordano i bei momenti e postano le tue foto più imbarazzanti.

Iniziano anche le prime raccomandazioni: “Ora sei perseguibile penalmente”, “Niente alcool ancora per un po’ “, “Hai già pensato a cosa votare?”; a questo punto le tue responsabilità sembrano aumentare ma è davvero così?

È necessario compiere 18 anni per diventare responsabile? Non credo proprio!

Sono stata cresciuta con sani principi, le mie responsabilità le ho sempre assunte io e solo io, nessuno ha mai risposto per i miei sbagli e ciò mi ha portato a limitarli; sarò cresciuta troppo presto? Non è affatto così. Essere consapevoli che le nostre azioni influiscono sulle vite degli altri, saper agire nel modo umanamente più corretto nonostante il pensiero altrui e le consuetudini della nostra società, questo è ciò che mi è stato insegnato.

E secondo voi avrei dovuto aspettare i 18 anni per applicare tali conoscenze? Il livello di maturità di un individuo non si può misurare in base alla nostra carta d’identità, è un elemento che cresce dentro di noi influenzato dalla nostra famiglia ed educazione.

Nonostante ciò, i 18 anni sono la chiave per l’ingresso al mondo adulto ed è questo che va festeggiato, forse. Il mio diciottesimo è stato indimenticabile e soprattutto ha rappresentato un momento di gioia condivisa con le persone a cui voglio e che mi vogliono bene.

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