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Francesco Micheli debutta all’Opéra National de Bordeaux con la regia di Lucia di Lammermoor fotogallery

Nuovo debutto internazionale per il regista bergamasco Francesco Micheli con un titolo particolarmente significativo per la sua carriera: Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti.

Nuovo debutto internazionale per il regista bergamasco Francesco Micheli con un titolo particolarmente significativo per la sua carriera: Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti.

Titolo operistico romantico per eccellenza, immerso fra le brume, i castelli e i cimiteri di una Scozia medievale, dilaniata dalle lotte fra i clan, in cui si delinea la storia d’amore tenera e sincera di due adolescenti cresciuti troppo in fretta. Lucia di Lammermoor di Donizetti su libretto di Salvadore Cammarano (1835), debutta all’Opéra National de Bordeaux il prossimo 3 aprile con un allestimento firmato da Micheli, in coproduzione con la Fenice di Venezia, dove è andato in scena con grande successo proprio un anno fa.

«Sono state le emozioni a guidarmi nell’ideazione registica di questo allestimento di Lucia di Lammermoor – dichiara Francesco Micheli – opera a me particolarmente cara: innanzitutto perché è un titolo celeberrimo del repertorio, del bel canto che mi ha sempre affascinato e soprattutto perché è di Donizetti, bergamasco come me, compositore al quale sono particolarmente legato anche perché dal 2015 sono direttore artistico del Festival Donizetti Opera. Sento una doppia responsabilità. Ma l’emozione è diventata riflessione sulla drammaturgia – continua Micheli – e sulle molteplici possibilità di vicinanza tra la Lucia e noi: una tragedia in cui si prende coscienza delle difficoltà, nell’opera come nella vita di tutti i giorni, nel costruire il proprio futuro, il proprio progetto di vita, specialmente se si è giovani come i protagonisti di questa storia. Ed ecco che la pazzia appare, in tutta la sua paradossale lucidità, come l’unica via d’uscita “sensata” dalle costrizioni di un presente obbligato, avendo trascorso l’infanzia e l’adolescenza dicendo sempre di sì e ritrovandosi adesso oppressi dal peso schiacciante dell’eredità storica e familiare che i due orfani Enrico e Lucia si trovano costretti ad amministrare, proprio come tanti altri figli dell’Italia di oggi che si ritrovano in balia del futuro e dei loro desideri, orfani di un sistema di valori nel quale sono cresciuti».

Per questo allestimento di Lucia di Lammermoor, le scene (romantiche nei toni e nei colori e intensamente oniriche nelle ambientazioni) sono firmate da Nicolas Bovey, i costumi da Alessio Rosati, le luci da Fabio Barettin.
A Bordeaux salirà sul podio Pierre Dumoussaud, Lucia sarà Georgia Jarman, Edgardo Julien Behr, Enrico Florian Sempey, Raimondo Jean Teitgen, Alisa Albane Carrère, Normanno Paul Gaugier, L’orchestra e il coro sono quelli dell’Opéra National Bordeaux Aquitaine.

Nelle prossime settimane Micheli sarà impegnato ancora in TV con gli interventi musicali nell’ambito della trasmissione domenicale di Rai1 Uno Mattina in famiglia, poi a Milano nel ciclo Sound Music con la Filarmonica della Scala e UniCredit, con gli impegni legati alla direzione artistica del Festival Donizetti Opera e con il debutto all’Opera di Firenze di una nuova produzione della trilogia popolare verdiana, a settembre 2018 infatti firmerà la regia di Rigoletto, La traviata e Il trovatore.

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