Un cielo imbronciato per il triste addio a Mondonico - BergamoNews
Rivolta d’adda

Un cielo imbronciato per il triste addio a Mondonico fotogallery

In chiesa diverse personalità del calcio made in Italy: dall'amico fraterno Cesare Prandelli a Pippo Inzaghi e Urbano Cairo

Anche il cielo sembrava voler piangere il “Mondo”. In una mattinata uggiosa e carica di emozioni la sua città, Rivolta d’Adda, e il mondo dello sport italiano, hanno dato l’estremo saluto a uno degli ultimi signori del calcio.

Centinaia erano le persone presenti sabato 31 marzo per dare l’ultimo saluto al “Baffo di Rivolta”, come veniva chiamato Mondonico.

La Basilica di Santa Maria e San Sigismondo colma all’inverosimile: amici, parenti e semplici conoscenti. Tutti lì a dire addio a uno degli allenatori più amati d’Italia.

In prima fila durante tutta la funzione religiosa la moglie Carla e le due figlie Francesca e Clara. Davanti a loro, vicina all’altare, la bara.

In chiesa diverse personalità del calcio made in Italy: da Filippo Inzaghi al bomber Paolo Pulisci, passando per i presidenti di Torino e Atalanta Cairo e Percassi. Presenti molte delegazioni di squadre di Serie A, tra cui quella della Dea, l’Atalanta, che Mondonico guidò in due occasioni – dal 1987 al 1990 e dal 1994 al 1998 – e con cui ebbe anche una fugace apparizione da calciatore. La cavalcata europea in Coppa delle coppe nel 1988 fu ciò che scolpì definitivamente il nome di Mondonico nei cuori di tutti i tifosi nerazzurri e che lanciò definitivamente l’allenatore rivoltano nell’olimpo del calcio italiano.

All’arrivo della salma un tripudio di bandiere, striscioni e fumogeni, quasi fosse una partita di calcio. Davanti alla chiesa, poi, cori e canti per ricordare l’amato tecnico che si sono ripetuti al termine della funzione religiosa accompagnati dalla canzone “Io vagabondo” de “I Nomadi”, uno dei gruppi preferiti del mister nonché suoi grandi amici.

 

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