È Pasqua, ma è anche nostra questa resurrezione?
Don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Bergamo, ha condiviso con noi alcuni pensieri in questo tempo di Quaresima e di Pasqua. La redazione di Bergamonews lo ringrazia per questo cammino che ha percorso con noi e con i nostri lettori.
Don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Bergamo, ha condiviso con noi alcuni pensieri in questo tempo di Quaresima e di Pasqua. La redazione di Bergamonews lo ringrazia per questo cammino che ha percorso con noi e con i nostri lettori.
IL VANGELO DELLA DOMENICA DI PASQUA
Gv 20,1-9 Egli doveva risuscitare dai morti.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore
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L’annuncio del Risorto – Arcabas
“… Per illuminare l’oscurità di questa notte risplenda la luce che mai si spegna…
Salga a te come profumo soave…
Si confonda con le stelle del cielo…
La trovi accesa la stella del mattino…
Quella stella che non conosce tramonto…”
Ogni anno, nella notte della Pasqua, la liturgia ci prende per mano e ci guida sulla strada della luce… La nostra storia di tutti i giorni è impastata di buio e di paura ma anche di desiderio di luce, di pienezza, di vita; ha voglia di infiniti ricominciamenti… Tante preziosissime parole ci sono regalate… Quelle dell’antica e sempre nuova passione di Dio per l’uomo… Quelle del suo “non poterne proprio fare a meno” dell’uomo, di ciascuno di noi… Quelle che ci ricordano come funziona ogni amore vero e resistente… Sempre capace di tener presente la scintilla del sogno degli inizi e ugualmente di capire che la fiamma per non morire va continuamente alimentata…
Funziona così per tutto…
Abbiamo ascoltato parole preziose prima che ci ricordano che a Dio si va a partire dalla condizione in cui ci si trova ed Egli ci raggiunge così come noi siamo…Penso anche a tutti i racconti della risurrezione… Gesù si rende presente nel cenacolo dove sono riuniti gli undici per paura dei Giudei come nel dubbio di Tommaso; nella fuga di Emmaus come nella ricerca accorata di Maria di Magdala…e lo splendido racconto delle donne che vanno al sepolcro; vogliono ancora dare una carezza di profumo al corpo di quell’uomo morto per amore, ma nel cuore e sui loro volti tesi hanno l’amarezza e l’angoscia di quando ti è stato strappato via il sogno d’amore…Paura di aver perso il proprio grande sogno d’amore…
Già…
La paura… ci sono ritornato spesso anche in questi giorni…Anche nel buio della notte di Pasqua, prima che si intraveda l’Aurora, si sgrana la storia di quei vicoli ciechi in cui ci ritroviamo quando a vincere è proprio la paura…Quante occasioni perdute, lasciate cadere, per paura! Quante opportunità accantonate, per paura! Lo sappiamo che la paura si prende tutto se la lasciamo fare… Le storie degli uomini e delle donne incontrati e ascoltati in questi giorni santi, storie così nostre, ci parlano proprio di questo … La paura, il dubbio, la violenza, la vigliaccheria, l’incapacità di saper mantenere quanto promesso, il timore di rimetterci la pelle oltre che la faccia, l’opportunismo, la ricerca del proprio tornaconto, il voltabandiera…
È stato così per Pietro, per Giuda, per Erode, per Pilato, per le folle. È stato così anche per coloro che scrutavano le Scritture e non sono stati capaci di riconoscere in Gesù colui che stavano aspettando… Sembra quasi che non si salvi nessuno. Prima o poi, chi più, chi meno, tutti facciamo i conti con la nostra dose di maledetta paura.
Non abbiamo detto a qualcuno di volergli bene, ma poi, per paura di “smenarci troppo”, lo abbiamo lasciato nel suo?
Non abbiamo detto “Su di me puoi contare sempre”, ma poi per paura di restare impantanati nei suoi casini ci siamo tirati indietro?
Quante volte siamo scesi a compromessi rispetto a ciò in cui diciamo di credere, quante volte abbiamo promesso con parole più grandi di noi delle quali poi non siamo stati responsabili sino in fondo? Non abbiamo conosciuto anche noi la seduzione del potere, la paura di non farcela, di non essere riconosciuti, di non lasciare il segno di qualcosa di noi dopo di noi?
Chi ha avuto molto, sa cosa significa perdere tutto…
Questi giorni santi ci hanno ricordato che quando è Dio a mettersi nelle nostre mani, non riusciamo neppure a capire il dono di vita che ci è regalato, che ci è chiesto di fare nostro, di custodire… di continuare a donare lasciando che il dono continui a restare dono…
Far morire Dio è non rendere dono il dono che ci è stato fatto…
È non prendersi la responsabilità di continuare a far essere dono con la nostra vita il dono della vita di Dio, della vita che ci è stata data…La Pasqua… la resurrezione è potente invito a tutto questo…Mi sono chiesto tanto che cosa cambia la Pasqua in me…Ce la raccontiamo tanto del morire per amore e amare da morire, del perdere per trovare senza paura, del chicco di grano che deve scomparire perché la vita sia moltiplicata… Ma poi?
Ci chiediamo che cosa cambia la resurrezione di Dio in noi oggi…È anche nostra questa resurrezione? La sento possibile nello scorrere dei miei giorni e dentro alle mie relazioni di vita e di morte? Altrimenti a cosa serve?
La luce se non passa attraverso la vita trasfigurandola è dono inutile, un poco come quei regali che finiamo per mettere in un armadio senza più ricordarci neppure di averli…Quante pasque sono passate così… La luce che squarcia le tenebre, la stella che non conosce tramonto, la vita che non finisce sino a quando noi lasciamo vilmente che finisca, il male, le preoccupazioni, le paure che continuano a portarci via pezzi preziosi di quell’unica vita che abbiamo a disposizione…
Si gioca dentro qui il dono della resurrezione…E non ci rendiamo neppure conto che ciò che fa star male noi è poi quel male che carichiamo su qualcun altro. Funziona così; e la storia che la Parola ci ha abbondantemente consegnato in questi giorni ci parla di questo…
Quando Dio ha scelto di mettersi nelle nostre mani, com’è stato ripagato? Con la moneta in corso tra di noi… la paura, la fragilità, la morte…Ma Dio però non ci ripaga con la stessa moneta, non smette mai di guardarci con gli occhi di chi è follemente innamorato e non riesce a dire la parola fine…Gli uomini possono far questo ai loro simili e persino a Dio, ma Dio non lo farà mai. Ecco la Pasqua!
“Dove nella nostra vita siamo finiti in una situazione in cui possiamo solo vergognarci davanti a noi stessi e davanti a Dio, dove pensiamo che anche Dio dovrebbe adesso vergognarsi di noi, dove ci sentiamo lontani da Dio come mai nella vita, proprio lì Dio ci è vicino come mai lo era stato prima. Lì egli vuole irrompere nella nostra vita, lì ci fa sentire il suo approssimarsi, affinché comprendiamo il miracolo del suo amore, della sua vicinanza e della sua grazia” (D. Bonhoeffer).
Se gli uomini disertano, Dio no.
Egli usa gesti e parole di tenerezza proprio per tutti i campioni di negatività di cui il Vangelo è memoria perenne. Dio non cessa di prenderci per mano e di portarci oltre le nostre paure, proprio come mia madre mi ha preso per mano, con il modo più giusto, quello che solo lei conosceva, per farmi andare oltre le piccole o grandi paure, le cadute della vita…
A lei sono sempre piaciuto e sempre sono stato amato oltre e di più delle mie piccolezze, del non giusto della mia vita…
Ecco, non riesco a trovare immagine più eloquente per dirmi la Pasqua di Dio oggi…È difficile andare oltre l’esperienza fatta: eppure è proprio questa la consegna e l’invito della Pasqua. La Pasqua getta nuova luce sulle nostre vicende, e proprio come l’Aurora del sole che sorge, illumina ciò che ho vissuto o sto vivendo… E scopro che ciò che nel buio è stato per me pietra d’inciampo, al sole diviene solida roccia su cui costruire…Per questo il nostro buio, il buio di questa chiesa è stato via via rischiarato da quella piccola splendida luce che a partire dal cero pasquale abbiamo condiviso con chi era accanto a noi…
Ecco la Pasqua che fa la differenza nella concretezza della nostra vita da qui in poi…
Ecco il compito che ci è affidato: – ripercorrere la nostra storia, ricordare quello che abbiamo vissuto, le persone incontrate, le fatiche affrontate, per poter riconoscere che proprio nelle pieghe di quei momenti è possibile vedere il Signore presente, alimentare ciò che è a rischio e illuminare ciò che è tenebroso…
Buona Pasqua amici… grazie per le mille resurrezioni che avete donato alla mia vita…


