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“Melanomi, le differenze contano”: al Papa Giovanni un incontro per conoscere la malattia

Il progetto promosso da Novartis in collaborazione con i centri ospedalieri di riferimento sul territorio italiano offrirà ai pazienti e alle loro famiglie momenti di dialogo e confronto con gli specialisti

È il terzo tumore più frequente sotto i 50 anni con un’incidenza nella popolazione che nel tempo è aumentata fino a sfiorare la soglia dei 14mila casi nel 2017; a Bergamo e provincia si contano circa 150 nuovi casi e un’incidenza di circa 14 casi per 100mila abitanti ogni anno. Stiamo parlando del melanoma, una patologia di cui esistono diversi sottotipi, ciascuno con caratteristiche differenti. Ed è anche per questo che i pazienti chiedono di avere una maggiore chiarezza di informazione necessaria per affrontare la malattia.

Proprio per andare incontro alle esigenze di conoscenza dei pazienti affetti da melanoma e delle loro famiglie, torna il progetto “Melanomi, le differenze contano”, il ciclo di incontri aperto a tutti, promosso da Novartis con il patrocinio di IMI – Intergruppo Melanoma Italiano: il 30 marzo, alle 16.30, all’ospedale di Bergamo la seconda tappa che prevede la presenza del gruppo multidisciplinare Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Partito nel 2016, il progetto ha finora coinvolto 11 centri ospedalieri in tutta Italia e visto la partecipazione di oltre 700 tra pazienti e care-givers.

“I progetti come “Melanomi, le differenze contano” sono fondamentali per aumentare la consapevolezza della patologia nella popolazione, condividendo con i pazienti gli avanzamenti terapeutici che hanno permesso di trasformare una malattia mortale in una patologia con opportunità di cura impensabili fino a qualche anno fa” –, dice Mario Mandalà, responsabile dell’Unità di Oncologia Gastroenterologica ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. “Possono essere un po’ considerati una rivoluzione copernicana, perché servono per avvicinare il medico al paziente e per poter guardare la patologia non con gli occhi del medico, come accade nei convegni, ma proprio con quelli di chi soffre di quella patologia”.

“Spesso, quando si riceve una diagnosi di melanoma, non si ha piena consapevolezza di che tipo di malattia sia, e quali siano le diverse possibilità di trattamento – sottolinea Alberto Cerretti, rappresentante di A.I.Ma.Me. (Associazione Italiana Malati di Melanoma). – Proprio per questo, sono convinto che la prevenzione, ma soprattutto l’informazione, rimangano le cure migliori, ed è questo lo scopo principale per cui abbiamo aderito a questa iniziativa. Inoltre, poiché le esigenze dei pazienti sono diverse caso per caso, bisogna impegnarsi e fare sistema, creando una rete sinergica fra tutti gli attori del processo, medici, associazioni pazienti e caregivers tra tutti, proprio perché chi ha ricevuto una diagnosi di melanoma non si senta solo”.

Molto apprezzato durante le scorse edizioni, anche quest’anno durante gli incontri sarà presente uno street artist, che raccoglierà le tematiche emerse durante la discussione, conferendo loro l’originalità e l’immediatezza della veste grafica.

Un ulteriore strumento messo a disposizione dal progetto è l’app Melanomi, disponibile su Play Store e App Store: un alleato digitale pensato per essere ancora più vicino ai pazienti, che raccoglie le informazioni sulla malattia, gli stili di vita e i bisogni psicologici emersi durante gli incontri con i medici.

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