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Blitz antiterrorismo, un arresto a Torino: perquisita casa di un 30enne di Pradalunga

Icaro Bilal Masseroli, sposato e con un figlio piccolo, nel 2016 era già finito al centro di un’attività di monitoraggio del Ros di Milano

Prima del matrimonio si è convertito all’islam e ha preso il nome di Bilal. Nel corso del blitz antiterrorismo della Digos di Torino di mercoledì 28 marzo che ha portato all’arresto del 23enne marocchino naturalizzato italiano Elmahdi Halili, è stata perquisita anche l’abitazione del 30enne bergamasco Icaro Bilal Masseroli.

Gli agenti della Digos di Bergamo all’alba hanno suonato al campanello dell’appartamento di Pradalunga dove Masseroli vive con la moglie, albanese di 23 anni, e il figlio di 3. Nel corso della perquisizione è stato sequestrato materiale informatico e cartaceo, che sarà analizzato dagli inquirenti. Il bergamasco, che non risulta comunque indagato, avrebbe avuto contatti con l’arrestato Halili.

Masseroli è cognato di Bledar Ibrahimi, espulso nel marzo 2016 da Pozzo d’Adda (Milano), su ordine dell’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano. La moglie del 30enne, Ruxhina Ibrahimi, è sorella di Bledar e anche lei è musulmana.

Masseroli, con un passato da dipendente della Comunità Ruah, era già finito al centro di un’attività di monitoraggio per la prevenzione del terrorismo del Ros di Milano nel 2016, sospettato di aver fatto proseliti in Egitto, Paese che l’aveva espulso vietandogli di tornare per cinque anni. Diversi i video che girano in rete in cui parla, in arabo, di islam come religione di pace. Lui comunque si è sempre dichiarato innocente, parlando solo di momenti di preghiera.

Nel blitz di mercoledì 28 marzo gli investigatori piemontesi hanno invece arrestato in provincia di Torino, con l’accusa di partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico, Elmahdi Halili, già finito nel 2015 nel mirino di un’inchiesta della procura di Brescia per la diffusione di materiale di propaganda a favore dell’Isis. Nella sua abitazione sono state trovate le istruzioni per usare le armi bianche e soprattutto preparare camion bomba. Cosa, quest’ultima, che ha fatto innalzare il livello di attenzione su di lui.

Nella rete degli inquirenti sono finiti altri stranieri e italiani convertiti all’islamismo, attivamente impegnati in una campagna di radicalizzazione e proselitismo condotta soprattutto sul web, tra cui Masseroli.

L’operazione della polizia è stata coordinata dalla Procura di Torino, con il supporto degli uffici di polizia di Milano, Napoli, Modena, Bergamo e Reggio Emilia. È stata data esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip che ha compreso 13 perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di appartenenti agli ambienti dell’estremismo islamico stanziati nel Nord Italia. L’indagine della Digos ha avuto il supporto del Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno dell’Ucigos.

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Commenti

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  1. Scritto da Paolo Zanchi

    Buongiorno, ma qui non si sta parlando né di un VIP né di un personaggio di dominio pubblico. Inoltre la critica non è rivolta all’utilizzo del nome ma al tono dell’articolo nel quale viene praticamente già data una sentenza mettendo in evidenza soĺtanto alcuni fatti; inizialmente viene detto non indagato ma poi il tutto vira in un altra direzione, utilizzando toni più moderati sicuramente era lecito citare il nome ma alla luce di quanto scritto da voi era meglio ometterlo.
    La realtà di quanto accaduto è già citata nel mio post, aspettate pure le fonti ufficiali che vi confermeranno il tutto e poi vi invito a scrivere, se non l’avete già fatto, un articolo nel quale, con toni altrettanto espiciti, evidenziate l’innocenza del soggetto in questione.

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      veramente abbiamo già pubblicato
      http://www.bergamonews.it/2018/03/30/convertito-pradalunga-lavvocato-libro-dellisis-cercato-curiosita/279295/

  2. Scritto da Paolo Zanchi

    Buongiorno, credo sia doveroso da parte vostra redigere un articolo che rettifichi o dia aggiornamenti in merito a quanto scritto sopra.
    Prima di fare nomi e cognomi occorre informarsi, invece mi pare che l’atteggiamento qua sia di scrivere per avere più visualizzazioni e non per fare dell’informazione.
    Vi chiedo quindi di dare aggiornamenti in merito ma so già che non verrà fatto; parlare di un povero disgraziato con una moglie e un figlio piccolo a cui ribaltano casa ingiustamente nel cuore della notte per un errore delle forze dell’ordine non fa abbastanza visualizzazioni.

    1. Rosella del Castello
      Scritto da Rosella del Castello

      Buongiorno, a dire il vero quando perquisiscono case di vip o dirigenti di banche o imprenditori il nome del perquisito viene addirittura messo nel titolo. Gli aggiornamenti verranno fatti, come succede sempre, non appena ci diranno le novità.