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Fabrizio Frizzi, addio al conduttore gentiluomo che sapeva divertire con garbo

La morte di Fabrizio Frizzi lascia senza parole. È una di quelle notizie tristi che non si è mai pronti a ricevere: la sua scomparsa colpisce, lascia sgomenti e produce una grande sensazione di vuoto.

La morte di Fabrizio Frizzi lascia senza parole. È una di quelle notizie tristi che non si è mai pronti a ricevere: la sua scomparsa colpisce, lascia sgomenti e produce una grande sensazione di vuoto.

Lo testimoniano i tanti messaggi di cordoglio che in queste ore si stanno moltiplicando un po’ ovunque, in televisione, sui giornali e soprattutto sui social, dove scorrono abbondanti post e tweet per condividere il dolore e manifestare vicinanza alla famiglia. A scriverli sono numerosi amici, conoscenti e colleghi di questo popolare conduttore televisivo, ma anche tanta, tantissima gente comune, semplici estimatori che ne apprezzavano la professionalità e le qualità umane. È un fiume d’affetto dal quale traspare il senso di dispiacere per questa perdita: non si tratta delle classiche belle parole o di frasi di circostanza, ma di un’autentica partecipazione al lutto.

Sono numerose le persone che lo seguivano con affetto sul piccolo schermo: il suo era un pubblico di ogni età e tutti lo ricordano come una bellissima persona, speciale e molto umana, solare e capace di trasmettere ottimismo. A contraddistinguerlo era il suo stile naturale e spontaneo, semplice e garbato, capace di far divertire e regalare serenità senza cadere in eccessi e volgarità.

A rimanere impressi nei cuori dei telespettatori sono il suo sorriso e i suoi modi sempre gentili per cui viene ricordato come un gran signore oltre che un professionista che sapeva svolgere il suo lavoro con ironia e senza offendere mai nessuno. Tra il dispiacere e tanti ricordi di chi lo seguiva ogni giorno a L’Eredità su RaiUno, e lo aveva visto anche ieri sera, c’è tanta incredulità, si fatica a rendersi conto della sua morte.

Una perdita che addolora anche perché non si era preparati a riceverne notizia: dopo il malore che lo aveva colto lo scorso 23 ottobre, il 15 dicembre era tornato alla guida de “L’eredità” e sembrava che il peggio fosse superato, anche se nei giorni scorsi alcune dichiarazioni rilasciate da Frizzi al settimanale “Gente” avevano fatto preoccupare, lasciando pensare che fosse “sul filo del rasoio”. Aveva dichiarato: “Il problema che sto affrontando mi fa vivere di alti e bassi. Momenti in cui mi sento più forte, altri in cui si fa fatica a essere lucidi. Ho prudenza nel parlare di quello che sto vivendo. Alla guarigione completa non sono ancora arrivato, sto facendo una terapia e mi sono completamente affidato a una straordinaria squadra di medici. Non sgarro, seguo tutto quello che mi indicano di fare e combatto. Combatto come un leone ogni giorno per vincere questa battaglia. E quando avrò finito, e speriamo finisca bene, potrò raccontare. Tra un mese o forse un po’ di più, saprò come stanno andando le cure”.

Purtroppo non ce l’ha fatta e ora rimane una grande sensazione di vuoto: è strano pensare di non rivederlo più in tv, soprattutto con l’appuntamento fisso alle 18.45 con “L’eredità”, con cui “entrava” nelle case degli italiani mentre cenavano facendo loro compagnia. Nel corso della sua carriera, inoltre, ha condotto tanti altri programmi spiccando sempre per il suo stile: ne sono esempi “Pane e marmellata”, “I fatti vostri”, “Miss Italia”, “Scommettiamo che”, “Per tutta la vita”, “Piazza grande”, “Cominciamo bene” e “Soliti ignoti – Identità nascoste” solo per citarne alcuni.

Oltre a essere un apprezzato professionista, aveva una grande sensibilità sociale e si è sempre speso per promuovere iniziative di beneficenza: ad esempio, per anni è stato tra i protagonisti della “Partita del cuore”, amichevole a scopo benefico tra sportivi e volti dello spettacolo, ed era impegnato anche nella Nazionale Basket Artisti.

In modo particolare, è stato a lungo punto di riferimento della maratona televisiva a sostengo di Telethon per la ricerca sulle malattie genetiche rare: ne è stato un volto storico e il suo è stato un coinvolgimento autentico, realmente vissuto e sentito personalmente, tanto da prendere parte allo show di apertura dell’edizione 2018 anche se non si era ancora del tutto ripreso, perchè ci teneva a essere presente. Insieme alla squadra di Telethon ha dato un prezioso contributo per sensibilizzare sulle malattie rare ed è anche grazie a lui se è stato possibile diffonderne la conoscenza e sostenere la ricerca affinchè si possano trovare possibili cure e dare speranza a tante persone che ne sono affette.

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