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L'Orobica Ginnastica alleva campionesse "nella vita prima che nello sport" - BergamoNews
L'intervista

L’Orobica Ginnastica alleva campionesse “nella vita prima che nello sport”

Daniela Gamba, moglie del presidente, ci porta alla scoperta della società con più di 400 tesserate, 12 istruttrici e 14 sedi per l'attività base in tutta la provincia

Più di 400 tesserate, 12 istruttrici, 14 sedi per l’attività base che coprono tutto il territorio bergamasco. Quattro campionesse che hanno conquistato titoli e medaglie a livello internazionale e mondiale. Sono alcuni numeri dell’Orobica Ginnastica, l’associazione sportiva che da più di 40 anni si occupa di far conoscere la ginnastica ritmica alle bambine di Bergamo e provincia. Con la squadra da anni si allenano, con costanza e passione, ragazze che, a livello agonistico, hanno raggiunto traguardi e podi importanti di livello regionale e nazionale.

La ginnastica ritmica è una disciplina olimpica dove, in competizioni individuali o collettive, le atlete gareggiano eseguendo un esercizio della durata di un paio di minuti con un attrezzo tra palla, cerchio, fune, nastro, clavette e corpo libero. È eseguito con il sottofondo di una base musicale, che può essere di diverso genere, dal classico al pop.

Daniela Gamba, 67 anni, moglie del presidente dell’associazione Maurizio e direttrice tecnica della sezione agonistica, ci porta alla scoperta della squadra. Lei quotidianamente supervisiona l’attività di ragazze e istruttrici nelle palestre cittadine dell’Italcementi e del PalaNorda.

Come è nata l’Orobica Ginnastica? O meglio cosa l’ha spinta a voler fare di una passione un lavoro vero e proprio, in uno scenario dove la ginnastica ritmica era uno sport poco conosciuto?

Quando arrivai a Bergamo per la prima volta avevo appena 22 anni e mi ero diplomata da poco. Stavo cercando una società dove poter fare pratica, ma non c’era nulla. Insegnavo alle magistrali quando ho chiesto di tenere un corso di ginnastica ritmica e, nonostante suonasse strano e nessuno conoscesse questo sport, ebbe un discreto successo. Divenne subito un impegno a tempo pieno. Ricordo che rimanevo in palestra tutti i pomeriggi fino a tardi. Tra queste ragazze c’era Marina Sacchi, che da allora è sempre stata il mio braccio destro e che ancora oggi è la vice direttrice tecnica della società. Nel frattempo ho aperto un altro corso con delle bambine più piccole, preparandole ai Giochi della Gioventù che si tenevano in quegli anni.

Qual è stato il passo successivo?

Dopo poco ho capito che avrei potuto fondare una società e ci sono riuscita grazie al supporto dei genitori delle bambine che allenavo e quello di Maurizio Gamba, attuale presidente.
È arrivata poi Cecilia Rossi, che insieme a me e a Marina, ha visto la squadra crescere e allargarsi. Il resto non è importante. Ci tengo però a dire che l’Orobica Ginnastica è nata per inseguire una passione. Tutt’ora non lo considero un lavoro vero e proprio, perchè nessuno mi obbligherebbe a farlo.

Lei ha allenato e visto crescere alcune promesse della ginnastica ritmica, che hanno infatti preso parte alla Nazionale Italiana. Crede ci siano, anche tra le più giovani, ragazze che vede pronte, nei prossimi anni, a gareggiare ad alto livello e magari a farsi un nome importante nello scenario italiano?

Qualcuna si, però ribadisco che la strada è lunga e tortuosa. È difficile fare previsioni quando sono piccole. Dipenderà tutto da ciò che succede nei prossimi anni. Infatti, nella mia esperienza, ho capito che tutto si può interrompere per svariati motivi, se non si segue il percorso di una ragazza con competenza e attenzione. Però sì, sono convinta ci siano bambine che hanno le capacità e la voglia per arrivare in alto e spero sinceramente di vedere alcune nostre ginnaste gareggiare ad alto livello.

Quanto si allenano le ragazze dell’agonistica, e quanti sforzi e sacrifici ci sono dietro alle medaglie e ai podi?

Le ore di allenamento variano in base all’età. Di base sono 4 o 5 allenamenti a settimana di 3 ore per le più piccole, di 4 ore per le più grandi. Gli allenamenti si intensificano nel periodo estivo. Di lavoro ce n’è tanto e gli sforzi e i sacrifici sono infiniti, vi assicuro. Personalmente sono dell’idea che se una ragazza si allena con passione, non si può parlare di sacrificio. Però c’è uno stile di vita sano da rispettare, bisogna rinunciare al sabato pomeriggio con gli amici e qualche volta studiare fino a tardi la sera, per stare al passo con la scuola.

Secondo lei, cosa insegna questo sport alle ragazze? In che modo dopo anni di duro allenamento, ne escono arricchite?

La ginnastica ritmica insegna a inseguire un obiettivo, a saper mantenere degli impegni. In palestra si impara a socializzare, a fare gruppo e a sostenersi a vicenda. È importantissimo per me vedere che la squadra diventa per le nostre atlete una seconda famiglia. Le ragazze inoltre imparano che, indipendentemente dall’esito di una gara, tutte le ginnaste meritano di essere rispettate e trattate allo stesso modo: le qualità di una persona non dipendono dalle sue capacità.

Per finire, qual è la più grande soddisfazione che questa società e queste ragazze le hanno regalato?

Dal punto di vista tecnico è stato molto gratificante portare delle ginnaste ad alto livello e in alcuni casi vederle partecipare alle Olimpiadi. È qualcosa che davvero ti riempie di orgoglio. Però la vera soddisfazione, a mio parere, è quella di aver accompagnato tante ragazze nella loro crescita, di aver condiviso con loro delle esperienze, che spero si portino dentro. Ma soprattutto è la consapevolezza di averle aiutate a diventare le donne che sono. Nella ginnastica ritmica il lavoro in palestra vale solo il 50% del risultato di una gara, tutto il resto credo dipenda dalla passione e dall’impegno con cui vengono seguite dalle allenatrici anche fuori, non solo come ginnaste ma come persone.

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