Cibo e diete, la psicologa: "Riconoscere gli errori primo passo per mangiare bene" - BergamoNews
L'intervista

Cibo e diete, la psicologa: “Riconoscere gli errori primo passo per mangiare bene”

Cristina Uccelli, psicologa di Bergamo specializzata in Psicologia dell’alimentazione e tecniche di gestione del peso corporeo, spiega i principali comportamenti scorretti e come evitare il ricorso al cosiddetto cibo consolatorio.

“La dieta si inizia sempre da lunedì”. Quante volte abbiamo pronunciato questa frase? Probabilmente tante quante le volte che abbiamo iniziato una dieta senza riuscire a portale a termine. È una questione più seria di quanto possa sembrare: spesse volte per stress, stanchezza o a causa di periodi poco sereni ci rifugiamo nel cibo consolatorio. È una cattiva abitudine che dobbiamo imparare ad evitare. Parliamo di questo tema con Cristina Uccelli, psicologa di Bergamo che svolge la sua attività oltre che in città a Rovetta e a Rovato,  specializzata in Psicologia dell’alimentazione e tecniche di gestione del peso corporeo, una fra le prime professioniste in Italia ad occuparsi di questo spinoso tema.

Psicologia dell’alimentazione e tecniche di gestione del peso corporeo: una disciplina alquanto particolare. Uno psicologo per dimagrire?

Ebbene sì: aiuto le persone a ristabilire un corretto rapporto col cibo lavorando sui loro comportamenti e aiutandoli a scoprire le motivazioni sottese a tal comportamenti, che troppo spesso non capiamo e trascuriamo quando ci imponiamo una dieta. La psicologia è la scienza che studia il comportamento umano: mangiare è un comportamento che noi teniamo tutti i giorni. Ci si è resi conto che l‘alimentazione è un settore strettamente legato al comportamento ed è di competenza della psicologia. A volte questi comportamenti possono essere disfunzionali. Utilizziamo il cibo come consolazione perché siamo annoiati, stressati e preoccupati. I dati dimostrano che una percentuale altissima delle diete fallisce. Ciò accade perché raramente si va ad indagare il perché un soggetto tenga certe abitudini, ad esempio perché una persona non riesca a non stuzzicare salatini o patatine di continuo durante la giornata. Se non vado a capire il motivo, non riuscirò mai a scardinarli e prima o poi si ripresenteranno. C’è un meccanismo a livello cerebrale che ci riporta alle vecchie abitudini.

Dottoressa, perchè ha deciso di specializzarsi in Psicologia dell’alimentazione e tecniche di gestione del peso corporeo?

Da sempre nutro un grande interesse verso le tematiche riguardanti l’alimentazione, come i disturbi alimentari. Per caso, dopo la laurea ho scoperto dell’esistenza di questo master a Roma ed ho colto subito l’occasione. Sono stata attirata dall’assoluta novità della materia. Sin dall’inizio ho creduto alla necessità di una figura professionale preparata in questo campo, soprattutto al giorno d’oggi. Non mi riferisco solo agli adulti, che sono soggetti allo stress del mondo del lavoro, ma anche ragazzi e bambini.

Che cosa consiglia a coloro che vogliono imparare ad avere un corretto regime alimentare?

Il primo passo per risolvere il problema è essere consapevoli degli errori che commettiamo. A volte non si è pienamente coscienti di avere una alimentazione poco corretta. È molto importante notare quali sono i nostri comportamenti scorretti: ad esempio chi a cena tende ad mangiare in modo abbondante sta usando il cibo come mezzo per “rilassarsi” dalle tensioni della giornata, oppure chi tende a stuzzicare tutto il giorno spesso è una persona annoiata o che mal sopporta le incombenze quotidiane. Il segreto è trovare metodi più sani per allentare le tensioni e lavorare concretamente su ciò che ci fa causa malessere. È sempre un percorso che parte dal paziente: ognuno di noi deve avere piena coscienza di sé e delle proprie abitudini. È questo l’unico modo per iniziare bene un percorso di salute. Del resto, noi siamo quello che mangiamo.

cibo

Che tipo di problematiche riscontra nei bambini?

Pensiamo ai bambini che vengono definiti inappetenti, spesso dalle mamme – giustamente – apprensive. I classici capricci da tavola, il non accettare le verdure o tutto ciò che è di colore verde sono tutti comportamenti che hanno una matrice psicologica: il bambino vuole comunicare qualcosa. Spesso accade che il bambino si rifiuti di mangiare e che anche a 4 o 5 anni debba essere imboccato: un comportamento del genere potrebbe nascere dal desiderio di attenzioni, che capisce di poter ottenere al momento dei pasti.

Per quanto riguarda gli adolescenti, quale cattive abitudini emergono?

Quello che riscontro nei ragazzi è proprio il comportamento peggiore in assoluto. Sto parlando del mangiare senza regole: si tende a non avere orari, a non avere limiti, a mangiare di fretta. Purtroppo, molte famiglie stanno perdendo la buona abitudine di stare insieme ai pasti. Sedersi a tavola tutti insieme, senza televisione o altre distrazioni, consumando un pasto fatto in casa deve essere considerata una necessità, soprattutto nel caso dei ragazzi in fase di sviluppo. Mi rendo conto che i tempi sono cambiati: come me, molte mamme lavoratrici devono gestire la famiglia, il lavoro ed i vari impegni. Spesso, per mancanza di tempo, si utilizzano cibi precotti o il classico panino con prosciutto. Si tratta di un tipo di alimentazione che non può essere quotidiana.
È soprattutto ai ragazzi che mi rivolgo sulla mia pagina Facebook (CLICCA QUI), ho deciso di usare un approccio smart per dare consigli utili ed arrivare direttamente alle persone anche attraverso i social.

Nei periodi di forte stress, come evitare di ricorrere al cosiddetto cibo consolatorio?

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