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Avis, per l’assemblea provinciale attesi 500 delegati

Sabato 24 marzo 2018, al Seminario Vescovile Giovanni XXIII (Via Arena 11 in Città Alta) a partire dalle 14 si terrà l’assemblea di Avis.

All’ordine del giorno il bilancio del Presidente, Artemio Trapattoni, la relazione sanitaria, la proposta di adozione di un codice etico e il riconoscimento ai donatori emeriti.

Nel 2017 sono state 67.600 le donazioni (51.909 di sangue intero e 15.691 in aferesi) grazie alla generosità di 37.409 soci, presenti nelle 160 sezioni Avis sparse sul territorio provinciale.

È proseguito il miglioramento dei requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici delle nove unità di raccolta Avis sparse su tutto il territorio provinciale, in particolare sono stati completati i lavori a Sarnico, Trescore e Gazzaniga. È entrato a pieno regime il Poliambulatorio con visite gratuite riservate ai donatori: 113 visite per il consulto senologico e 267 per quello urologico. Un bel balzo in avanti anche per il progetto delle trasfusioni a domicilio che Avis Provinciale dedica ai malati che necessitano di terapia trasfusionale domiciliare a causa delle precarie condizioni di salute, nel 2017 sono state 470 (+ 18, 4% rispetto al 2016). Significativo anche l’impegno per i progetti nelle scuole e per l’alternanza scuola-lavoro che lo scorso anno ha coinvolto 85 studenti, oltre alle iniziative di formazione per i dirigenti dell’associazione.

“Un anno impegnativo in cui abbiamo concluso alcune attività già avviate nello scorso mandato, altre invece le abbiamo attivate in questi mesi – sottolinea il presidente Artemio Trapattoni –. Avis è attraversata da profondi mutamenti che, insieme, abbiamo scelto di attuare ed affrontare. Stiamo cambiando l’organizzazione nella raccolta del sangue e questo ha avuto effetto nelle abitudini che avevamo radicate da anni. Oggi, pur se con qualche difficoltà, siamo riusciti insieme a raggiungere alcuni dei traguardi importanti che ci eravamo prefissati. Talvolta ci poniamo di fronte alle nuove sfide con perplessità, senza molta convinzione ma, alla fine, ci ricordiamo che non siamo in Avis solo per noi stessi, o per appagare un puro desiderio di realizzazione personale; se siamo avisini è perché sappiamo che il nostro gesto di donare il sangue, così come quello di aiutare nel dirigere questa associazione, è fondamentale per garantire aiuto a chi è malato”.