"Se ti prendiamo fai una brutta fine": minacce sul web, Carnevali querela - BergamoNews
L'onorevole pd

“Se ti prendiamo fai una brutta fine”: minacce sul web, Carnevali querela

"Tra esprimere dissenso e minacciare - fa notare - c'è una bella differenza. Lasciar correre significa permettere il diffondersi di linguaggi d'odio"

“Vattene da Bergamo prima che ti prendiamo e fai una brutta fine”, seguito da un epiteto tutt’altro che decoroso nei confronti del genere femminile. Un commento che potrebbe costare caro quello postato su Facebook da un utente nei confronti della deputata bergamasca del PD, Elena Carnevali.

Dopo avere esaminato attentamente la situazione con il suo legale di fiducia, ha deciso di sporgere querela passando dalle parole ai fatti: “Tra esprimere dissenso e minacciare una persona c’è una bella differenza – fa notare l’onorevole dem -. La violenza sul web è un fenomeno che ci impone di agire. È ormai evidente che lasciar correre significa permettere il diffondersi di questi linguaggi di odio. Per questo, quando gli insulti diventano minacce e le offese vere e proprie violenze, ritengo sia giusto valutare la tutela legale”.

L'insulto a Elena Carnevali

La decisione è arrivata dopo che lo scorso 5 ottobre la Carnevali era stata insultata per aver annunciato l’adesione allo sciopero della fame, in favore dello Ius Soli. La frase incriminata era stata postata proprio nello spazio dei commenti riservati ai lettori di Bergamonews, che come altre testate aveva riportato la notizia.

Un’iniziativa, quella dello sciopero per la legge sulla cittadinanza, che era stata condivisa anche dal Consigliere Comunale di Treviglio, Erik Molteni. Sui social network, i più “miti” si erano limitati alle prese in giro; altri erano andati ben oltre, arrivando a ricoprirli di minacce e insulti, alcuni particolarmente pesanti.

Non per questo, però, Carnevali sembra farne una questione personale: “Per tutelare i minori dagli attacchi sul web abbiamo approvato la legge sul cyberbullismo – conclude l’onorevole-. Se vogliamo educare i nostri ragazzi alla legalità, se vogliamo opporci con azioni concrete al dilagare della violenza sul web, allora noi per primi dobbiamo muoverci e far valere gli strumenti legali a nostra disposizione. Le parole d’odio costruiscono pensieri d’odio e prevaricazione”.

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