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Maceo Parker al Bergamo Jazz: un’inafferrabile epidemia

Funky ad alta densità calorica stasera, venerdì 24 marzo, alle 21 al Creberg Teatro per il secondo appuntamento di Bergamo Jazz Festival.

Funky ad alta densità calorica stasera, venerdì 24 marzo, alle 21 al Creberg Teatro per il secondo appuntamento di Bergamo Jazz Festival.

In scena Maceo Parker che è cresciuto alla scuola di James Brown. Insieme a lui, che si esibisce al sax alto, flauto e voce, Dennis Rollins, trombone, Will Boulware, tastiere, Bruno Speight, chitarra, Rodney “Skeet” Curtis, basso elettrico, Nikki Glaspie, batteria, e Darliene Parker, voce. Secondo il critico Joe McEwen “Come un’epidemia inafferrabile e liberatrice, il funk mira a far sì che il suo pubblico venga contagiato da una nuova febbre”.

Ecco Parker, che è un autentico istrione del palcoscenico, portare avanti il messaggio popolare e coinvolgente di questa corrente musicale che da “Mr Dynamite” ad oggi non cessa di essere spettacolo allo stato puro. Del resto uno come Parker che si è esibito con George Clinton e i Funkadelic, Prince, Keith Richard e i Red Chili Peppers non può che trasmette una musica pulsante e potente. E non sono mancati accostamenti alla musica di Parker nel concerto dei “Blues People” a Teatro Sociale. Logan Richardson al sax alto, nel ruolo di leader indiscusso, con Igor Osypov alla chitarra, con DeAndre Manning al basso elettrico e con Ryan Lee alla batteria ha rivendicato la sua radicalità attraverso un aggiornamento efficace e agguerrito di quella che viene definita la Black American Music.

Spazio , quindi,ad una miscela di funk e soul ben appuntata da una vivace sonorità rock. L’esordio della 40° edizione del festival , presentato da Massimo Boffelli e Roberto Valentino, causa la forzata e momentanea assenza del direttore artistico Dave Douglas, è stato affidato al TRI(O)KALA formato da Rita Marcotulli, pianoforte, Ares Tavolzza, contrabbasso, e Alfredo Golino, batteria. Pianista raffinata che elabora le sue atmosfere sonore con ritmo efficace, Rita Marcotulli trova una perfetta unione con i suoi due compagni, Ares Tavlazzi, mitico contrabbassista degli Area ma anche di altri importanti musicisti, e Afredo Golino, batterista solido e di sostanza.

Dunque una performance di autentico jazz.

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