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Bergamo Jazz in stile New Orleans: la magia ‘on the road’ delle Jam Session

La musica non regnerà solo nei teatri, ma si diffonderà nelle strade scaldando le serate di locali e pub. Una serata tra amici, in compagnia di un buon calice di vino, diventa occasione per fare musica dal vivo

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Dalla musica classica all’inconfondibile sound afroamericano della West Coast: il Bergamo Jazz Festival, che quest’anno festeggia 40 anni di vita, animerà la città del Belcanto per una settimana, dal 19 al 25 marzo. Una location più che appropriata se pensiamo ai vari talenti orobici che si sono distinti nel mondo dal jazz. Dal maestro Gianluigi Trovesi, sassofonista e clarinettista jazz di fama mondiale, alla stella nascente Enrico Bergamini, nativo di Parre, da poco insignito a Los Angeles del prestigioso premio “Herb Alpert Young Jazz Composer Award”.

L’edizione 2018 sarà segnata da grandi festeggiamenti: la musica non regnerà solo nei teatri – Teatro Sociale e Creberg – ma si diffonderà nelle strade e scalderà le serate di locali e pub che ben si prestano alle esibizioni dei musicisti.

Del resto, il jazz non si ascolta: si vive. Una serata tra amici, in compagnia di un buon calice di vino, diventa occasione per fare musica dal vivo. Il bello delle jam sessions è che sorprendono sempre: i musicisti scelgono un tema, una melodia che percorre la mente, e iniziano a suonare. Quello che accade dopo è un insieme di emozioni, ritmi, improvvisazioni uniche che non si ripeteranno. Rimangono vive nel ricordo di quella serata, nella memoria dei musicisti e degli ascoltatori.

Una jam session è una riunione di musicisti, regolare o estemporanea, che prevede l’esecuzione improvvisata di brani musicali. Nata negli anni Quaranta dall’usanza dei musicisti di ritrovarsi nei locali dopo il lavoro a teatro, è diventata una pratica immortale, un terreno fertile per l’incontro di musicisti, lo scambio di idee, l’occasione per una collaborazione artistica. Il jazz è condivisione: nelle jam session anche chi è tra il pubblico può chiedere di suonare. Uno dei musicisti cederà il proprio strumento senza esitazioni, una fiducia tra artisti senza precedenti.

Per chi vorrà fare le ore piccole due sono gli eventi da tenere d’occhio questa settimana. Giovedì 22 marzo al Tucan’s Pub di città alta, ore 23.30, il sassofonista Marco Scipione, il bassista Jimmi Straniero ed il batterista Alessandro Ferrari uniranno al jazz le sonorità del post-rock, dub e persino metal. Mentre venerdì 23, ore 23.30, a IndispArte si esibirà un’ampia formazione, guidata dal sassofonista Roger Rota, veterano del jazz made in Bergamo. A seguire, jam session aperta a tutti.

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