Alfred Hitchcock: l’attrazione per il terrore
La nostra nuova rubrica vuole raccontare i grandi (o meno) personaggi del passato e del presente per essere d’esempio ai nostri giovani lettori.
Giovani donne e giovani uomini, erano così i grandi volti della storia quando hanno iniziato a lottare per non essere dimenticati dal corso del tempo: semplicemente, giovani. Da loro i ragazzi di oggi devono apprendere e ed essere spronati per lasciare un segno e fare della propria vita una grande occasione da cogliere. La nostra nuova rubrica vuole raccontare i grandi (o meno) personaggi del passato e del presente per essere d’esempio ai nostri giovani lettori.
Dal passato riportiamo in vita un uomo dal talento “da brividi” per la cinepresa e dallo stile provocatorio: Alfred Hitchcock
Il terrore è un’emozione continua, duratura oppure un momento, un istante?
Forse il grande Hitchcock, uno dei più grandi registi della storia, potrà risponderci; o perlomeno renderà possibile la comprensione di tale sentimento.
Ma, facciamo un passo indietro, e scopriamo chi è costui: Sir Alfred Hitchcock nasce a Londra, nel 1899, in una famiglia che trasuda amore per il teatro, è il più giovane dei tre figli e riceve un’educazione prettamente cattolica. Non ha un ottimo rapporto col padre: disse che una volta, quando aveva appena tre o quattro anni, il padre lo portò in un commissariato di Polizia per punizione ‘verso bambini cattivi’. Lo lasciò presto: Alfred aveva solamente 15 anni. Si dà alla lettura, alla geografia, ma ha sempre un occhio di riguardo verso la settima arte.
E così fu; a 26 anni gira il suo primo film: ”Il Labirinto delle Passioni”. Poi è la volta di ”Ricatto”, primo film sonoro inglese. Quindi si trasferisce a Hollywood: il suo cinema è sottile, curato, pensato, a tratti umoristico, brillante, ma, soprattutto incentrato sulla suspence.
Lui forma, produce, plasma la nuova idea di suspence: lo spettatore è pervaso dalla sceneggiatura, dalla scenografia, dallo svolgimento della trama, è visivamente ed emotivamente attento alla prossima mossa o al prossimo passo che farà l’attore o l’attrice; Hitchcock, infatti, nei suoi film ci prende per mano, ci conduce, ci rende partecipi, ci dà segnali che poi si rivelato inutili e ci nasconde aspetti fondamentali. Follia e normalità, bene e male, terrore e piacere sono fusi ed amalgamati fino a renderli un tutt’uno: un organismo compatto, autonomo, autosufficiente. Tutto orchestrato da un brivido che pervade la nostra schiena: forse anche noi spettatori siamo diretti da Hitchcock.
Autore, tra gli altri, di ‘Psycho’ e ‘Gli Uccelli’, icona del Cinema, oggetto di studio nei corsi universitari, creatore di nuovi tipi di Trailer e di promozione pubblicitaria, gigante del Thriller, morì nel 1980 a Los Angeles.
Ma la risposta per il nostro quesito può averla data proprio lui, con il suo stile provocatorio e tagliente, cerebrale e sagace: ‘Lo sparo spaventa, ma l’attesa terrorizza’.


