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"Non dimentichiamoci della poesia: fa bene al cuore e allo spirito" - BergamoNews
La giornata mondiale

“Non dimentichiamoci della poesia: fa bene al cuore e allo spirito”

Leggere o scrivere una poesia vuol dire farsi una carezza, prendersi cura della propria interiorità, della propria anima

Tra le diverse caratteristiche che ci differenziano dagli altri esseri viventi, in particolare dagli animali, c’è n’è una davvero singolare, ed è la capacità di espressione dei propri sentimenti e delle proprie emozioni, sotto la forma unica ed irripetibile della parola. Per questo, quando parliamo della Poesia non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di un insieme di parole, pur dotate di una carica emotiva e rappresentativa di indubbio livello.

Cos’è allora che fissa la differenza tra un qualsiasi testo o articolo e una poesia?

Secondo me ciò che genera questa differenza è la Meraviglia, lo Stupore, qualcosa che stiamo relegando a qualche impolverato banco delle nostre coscienze ed invece è uno dei motivi per il quale siamo stati creati. Già, perché se non riconquistiamo il diritto alla meraviglia e allo stupore tutto ci apparirà come scontato, quasi obbligatorio in questo mondo. La meraviglia e lo stupore ci rendono più umani, più liberi, come un bimbo che osserva le cose per la prima volta e le ricrea al suo occhio e alla sua anima ogni volta che gli si presentano davanti eventi ed emozioni nuove.
In secondo luogo credo che la Poesia abbia l’unicità di far emergere e vibrare dettagli e sfumature delle nostre esperienze che altrimenti rimarrebbero inascoltate ed invece meritano di essere ricordate e meditate perché appaia sempre più evidente che non siamo esseri robotici, sottomessi al cambio di una valuta o al grigiore del correre frenetico delle giornate, ma persone uniche ed irripetibili dotate di un’Anima, che è l’elemento unificante e aggregante di tutto il nostro essere, quel che ci fa essere ciò che siamo. La Poesia scatta una fotografia a questi istanti, a questi momenti, rendendoli più luminosi, più unici, più veri.

In questi ultimi decenni stiamo assistendo ad un profondo cambiamento che riguarda il modo di approcciarsi e relazionarsi con l’arte, con la letteratura, con la cultura in generale. L’interesse e le aspettative sono cambiate. Se pensiamo che nel medioevo e nel rinascimento gli artisti erano considerati delle vere e proprie personalità, al quale rivolgersi per saperne di più sul mondo oppure per divertirsi e crescere, oggi tutto sembra sbiadito, dato che per molte arti l’interesse e la fruizione sono lasciati alla libera iniziativa personale e non è più un atto comunitario, un bisogno sociale.

Questo non toglie che non vi sia una urgenza, un bisogno insito nel cuore di ciascuno, una condizione di necessità che ci fa tutti uguali. Perché anche se qualcuno lo vuole negare, tutti siamo alla ricerca di amore. Ed ognuno ha in sé la possibilità di generare qualcosa di bello attraverso l’atto creativo.

Perché una persona, un giovane in particolare dovrebbe avvicinarsi alla Poesia?

Secondo me perché è qualcosa che fa bene a sé stessi e agli altri.
A sé stessi perché leggere o scrivere una poesia vuol dire farsi una carezza, prendersi cura della propria interiorità, della propria anima, con un effetto terapeutico da non sottovalutare, laddove quelle parole divengono occasione per esternare sentimenti ed emozioni che sempre più tendiamo a reprimere dentro di noi.
La condivisione invece può generare molti frutti di speranza, di pace, di crescita dei quali spesso si è inconsapevoli.

Insomma, a dispetto degli scaffali delle librerie e delle biblioteche c’è ancora una gran voglia di poesia. Bisogna imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi per scoprire che non stiamo parlando di qualcosa che è passato di moda, come qualcuno malignamente vuol far credere, perché la Bellezza e la Vita non possono passare di moda, ma valori altissimi che s’affacciano al cuore e alla penna (anche la matita, perché no) per essere raccontati e valorizzati.

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