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Marco Stagi, bergamasco nel tristellato belga: “Ma tornerò a cucinare nella mia città”

Il cuoco 28enne è capopartita dei secondi di carne e di pesce al rinomato Hof Van Cleve, tre stelle Michelin, nel quale nessun altro italiano, prima di lui, aveva mai lavorato

Ha ventotto anni Marco Stagi, ventotto anni e già una grande esperienza dietro ai fornelli. Non è un caso, infatti, se oggi è uno dei cuochi dell’Hof Van Cleve, uno dei ristoranti più importanti e prestigiosi del mondo, tre stelle Michelin. Prima di lui mai nessun italiano ci aveva mai lavorato.

Marco Stagi è partito dal basso. Ha studiato, si è diplomato a San Pellegrino e ha iniziato a lavorare con le mansioni che un ragazzo di 19 anni appena uscito dalla scuola alberghiera può svolgere.

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“I tre anni all’Osteria della Brughiera mi hanno insegnato le basi, i cinque successivi al ristorante Piazza Duomo di Alba mi hanno invece fatto diventare il cuoco che sono oggi – ci spiega Stagi -. Con lo chef Enrico Crippa sono cresciuto tantissimo, poi un giorno è stato lui a indicarmi la strada, a consigliarmi l’esperienza all’estero”.

“All’Hof Van Cleve – racconta il giovane cuoco – sono arrivato quasi per caso: quando ho deciso lasciare il Piazza Duomo e di partire ho mandato decine di curriculum in tutta Europa. E dal Belgio, incredibilmente, sono stati i primi a rispondermi: non ci ho pensato un attimo, ho fatto le valigie e sono salito sull’aereo”.

Marco Stagi

Gli inizi a Kruishoutem, cittadina a 50 chilometri da Bruges, non sono stati dei più semplici: “Qua sono arrivato nel settembre del 2016 – ricorda Stagi -. Ero da solo, ad Alba avevo lasciato non solo tanti amici, ma anche la mia fidanzata Laira che mi avrebbe raggiunto solo tre mesi più tardi. Mi sono messo a studiare il fiammingo, anche se me la sono cavata anche con il francese e con l’inglese, e dietro ai fornelli ho iniziato subito a lavorare sodo, dando tutto me stesso: all’inizio ero alla cucina fredda, oggi sono capopartita dei secondi caldi, carne pesce e salse”.

“Per me essere qua, all’Hof Van Cleve è un traguardo importantissimo. Sono orgoglioso di quello che ho fatto finora – spiega il cuoco bergamasco -. E in Belgio mi trovo benissimo: ogni giorno ho a che fare con professionisti esemplari, con prodotti incredibili che arrivano freschi dal Mare del Nord e dalla costa francese: scampi e ostriche di questa qualità non li avevo mai visti prima. Ma anche la carne, qua c’è una grandissima cultura della carne”.

Marco Stagi

“Questa esperienza mi sta aprendo ancora di più, sto guardando e imparando ogni giorno – spiega ancora Stagi -. Respiro aria nuova, diversa, e la cosa mi piace tantissimo. Noi italiani avremmo tanto da imparare dal Belgio: qua ho incontrato grande umiltà, grande dedizione, ingredienti che sono alla base di tutto l’ambiente”.

“Il Belgio è gran bella nazione, la gente sta bene: pensate che il ristorante, nonostante sia riservato a una fascia economica altissima, è sempre pieno. Ogni sera. Abbiamo perfino una pista d’atterraggio per i clienti che si muovono in elicottero”.

Marco Stagi

Ma il futuro di Marco Stagi non sarà in Belgio o in qualche altro stellato d’Europa: “Sogno di tornare a Bergamo, nella mia città, per aprire qualcosa di mio – ci svela -. Il futuro lo vedo solo lì: sono lontano da casa da più di sette anni, mi manca”.

 

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