A napoli

I colleghi bergamaschi del vigilante ucciso da 3 ragazzini: “Ci serve il manganello”

Dario La Ferla, consigliere delegato di Sorveglianza Italiana e membro dell'ASSIV: "La pistola che abbiamo non basta, anche perché se la usiamo rischiamo guai giudiziari"

Il grave episodio di Napoli, dove tre ragazzini hanno ucciso a bastonate una guardia giurata, ha sconvolto tutta Italia. A Bergamo, i colleghi del vigilante ora chiedono “maggiori tutele da parte dallo Stato, con la reintroduzione di dispositivi di protezione come il manganello distanziatore e lo spray al peperoncino”.

Francesco Della Corte, questo il nome della vittima, è stato aggredito a colpi di bastone il 3 marzo mentre stava chiudendo la stazione della metropolitana di Piscinola. A sorprenderlo, alle spalle, tre ragazzini di 15, 16 e 17 anni, fermati poi dalla polizia con l’accusa di tentata rapina e omicidio doloso. I responsabili hanno confessato l’aggressione e sono stati rinchiusi nel carcere di Nisida.

I drammatici momenti dell’agguato sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza. I giovani, incensurati e non iscritti ad alcun istituto scolastico, secondo quanto ricostruito, hanno atteso l’arrivo del vigilante alla stazione della metro per impossessarsi della sua pistola e poi, armati di due piedi di un tavolo in legno trovati in strada, lo hanno aggredito alle spalle, colpendolo ripetutamente alla testa. I ragazzini non sono però riusciti a prendere l’arma poiché Della Corte la teneva nascosta in una tasca della giacca.

Quando i poliziotti del commissariato di Scampia sono arrivati sul posto, il 51enne era inginocchiato vicino all’auto della società per cui lavorava, la Security Service, con il viso completamente insanguinato e una vistosa ferita in testa. Portato all’ospedale Cardarelli e operato d’urgenza al cervello, è deceduto nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 marzo.

Sorveglianza

“Si tratta di un episodio gravissimo – commenta Dario La Ferla, consigliere delegato di Sorveglianza Italiana a Bergamo e membro dell’ASSIV (Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari) – che mette in evidenza prima di tutto il disagio sociale dei tre giovanissimi responsabili e della loro totale mancanza di educazione e di civiltà. Il gesto è ancora più atroce perché hanno colto il povero Della Corte alle spalle e quindi senza lasciargli la possibilità di difendersi”.

“I nostri uomini qui in Bergamasca sono preparati – prosegue – , ma non nego che a volte la paura c’è. Lavoriamo di notte, al buio. Spesso in zone isolate o difficili. Dovremmo avere la possibilità di difenderci con dispositivi come il manganello sfollagente, detto distanziatore, e lo spray al peperoncino. Una volta potevamo tenerli, poi ci sono stati vietati. La pistola che abbiamo in dotazione non basta, nel senso che non possiamo utilizzarla facilmente altrimenti rischiamo di incorrere in guai giudiziari”.

“Chiediamo inoltre – conclude La Ferla – di professionalizzare maggiormente il nostro settore, con corsi come quelli per le forze dell’ordine. Dovremmo essere riconosciuti con più diritti. Ora lavoriamo nell’ombra, spesso siamo scambiati per guardoni e purtroppo la gente si rende conto dell’importanza del nostro ruolo solo in circostanze drammatiche come quella di Napoli”.

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