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La fede si gioca tutta tra il desiderio ed il bisogno di un incontro

Don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Bergamo, condivide con noi alcuni pensieri in tempo di Quaresima.

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Don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Bergamo, condivide con noi alcuni pensieri in tempo di Quaresima.

Gv 12,20-33
Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Parola del Signore

Gesù Pantocratore

Il nostro cammino verso la Pasqua continua a portarci sulla via del guardarci dentro perché, come dice bene Geremia, per trovare il Signore non bisogna andare lontano o cercare chissà dove…
Ora la legge è scritta nei cuori, ora il percorso è scritto in noi, la presenza sta dentro la nostra vita…
“Tutti mi conosceranno…”
Conoscere Dio… Non è cosa semplice; conoscere senza pensare di possedere; “tener dentro” senza “chiudere dentro”; sentire e gustare una presenza ed allo stesso tempo sapere che essa è sempre molto di più di quanto noi riusciamo a cogliere di essa, e che se lo permettiamo diventa sorpresa sempre nuova che si muove nella creatività e nella infinita immaginazione di Dio che si offre in modo sempre nuovo pur restando la stessa…

Quando non lasciamo libero il soffio della vita, ma lo incaselliamo nei nostri schemi e nei nostri “deve andare così perché vada bene…”, allora passiamo la vita a credere di credere, ma poi davvero la Fede vera non la mettiamo mai in gioco fino in fondo, e ci accontentiamo di un prodotto preconfezionato che va bene un po’ per tutto senza che questo sia il nostro unico e irripetibile modo di incontrare e lasciarci incontrare da Dio e dagli altri…

Il Vangelo di oggi ci ridice che la fede si gioca tutta tra il desiderio ed il bisogno di un incontro, e spero che anche dentro di noi nel cammino di vita verso la Vita della quaresima, sia cresciuto il bisogno, il desiderio e quindi la domanda “vogliamo vedere Gesù…”

La domanda è fondamentale…Senza domanda non c’è risposta vera e soprattutto non c’è ricerca e accoglienza della risposta…Mi viene da pensare subito che a volte ho la sensazione che come Chiesa ci preoccupiamo più di dare risposte che di ascoltare le domande, quelle vere…. Il Vangelo è tutto fatto di passaggi di domande e risposte e mi piace moltissimo pensare che questa debba essere l’immagine della comunità, della Chiesa, che ha come primo compito quello di ascoltare le domande e cercare di accompagnarle e interpretarle; quello di farsi delle domande per poter trovare insieme a tutti delle risposte; quello di suscitare domande laddove si è spento il desiderio ed il sogno, e non si ha più la forza di domandare nulla alla vita perchè non ci si aspetta più nulla…

“Vogliamo vedere Gesù”…

È una domanda profonda quella fatta da questi greci; uomini di una terra d’intelletto, di gusto e di ricerca del bello…Domanda che parte dal bisogno che diviene desiderio verso il fascino misterioso di quel Volto… «Vogliamo vedere Gesù!»… è subbuglio del cuore.

Vogliamo vedere… perché al desiderio non basta solo il sentir parlare, e quel volto diviene mistero e scoperta, ansia e consolazione, godimento e struggimento. Il bisogno-desiderio a un certo punto non ce la fa più a cogliere solo d’orecchio la Bellezza… Non basta più sentire dei suoni che svegliano la memoria, perché la vista è il racconto vero della nostra storia. E senza poter più scegliere sei strappato da ciò che devi fare, per muoverti verso colui che ti è così vicino da essere diventato intimo nel cuore, di cui conosci il profumo buono e hai voglia di curiosare dentro i suoi occhi, di assaggiarlo.

La Bellezza esige il metterci dentro lo sguardo…

Ha bisogno di immergersi nelle profondità degli occhi desiderati per ritrovarvi un pezzo importante della mappa della propria storia; quella che ti serve per non perderti… Bellissimo…

“Vogliamo vedere Gesù…”… il desiderio di Dio… un Dio da vedere… da gustare… Da tutto questo nasce la splendida risposta di Gesù, immensa sintesi di tutta la storia del Dio vero e dell’uomo vero… Ecco, per “vedere Gesù” bisogna guardare la dove c’è la storia vera, fatta di vita e di morte, di dono di sé,  di capacità di perdere qualcosa per ritrovare quello che è più importante…

Dio si vede tra le pieghe nascoste delle cose di tutti i giorni, dove l’amore è capace di diventare “esagerato” (etimologicamente significa ciò che esce dall’argine, supera i confini stabiliti)… Dio si vede tra nei gesti silenziosi dentro una cucina, dietro ad una scrivania, facendo con passione il proprio dovere, vivendo fino in fondo ciò che rende gustosa la vita, provando a starci dentro sempre…

Dio si vede dove l’amore è innalzato in modo totale… Ecco … “Se il chicco di grano non muore, rimane solo; se muore produce molto frutto.” Storia che ha come parola centrale non il morire, ma il molto frutto…Storia di terra… Il Vangelo ci dice: – Guarda la terra, guarda il seme. Oltre i pensieri e le filosofie, qui ci sono le leggi della natura, di chicchi di grano caduto, lontano dal clamore e dal rumore, nel silenzio della terra umana, seminati nel quotidiano. Seminati nella terra accogliente o a volte arida dei tuoi giorni, seminato nella terra amara delle domande senza risposta e dei giorni delle lacrime; dentro a quella terra porta la parola che dice vita; che dice che ogni uomo contiene molte più energie di quanto non sembri, e molta più luce e profumo di Dio di quanto si ritenga degno…

Detto così va tutto bene … Poi però bisogna passare alla prova dei fatti per vedere la bontà di ciò in cui crediamo, di cui parliamo, delle nostre buone intenzioni… Quando bisogna metterci la faccia; quando tocca a te pagare di persona; quando arriva nel cuore la paura e il dolore della mancanza dalla perdita di qualcuno o qualcosa davvero tuo…

Dal male di dover lasciare un tempo di vita che ci ha riempito il cuore, un modo di vita che ci sembrava potesse essere quello giusto per noi, un sogno capace di muovere con forza i nostri passi verso ogni nuovo giorno… Poi sì che la fede diventa “grave…” , diventa a volte un atto di forza con se stessi e contro la dispersione e a volte un coraggioso gesto di affidamento che dice la verità del nostro essere piccoli grandi uomini… In quella terra va portata la parola che dice che ogni vita contiene molte vite… Le contiene quando le dona.

Dio ci consegna una ragione per cui vale la pena dare la propria vita fino a morire… un dono che moltiplica la nostra piccola vita…Questa è promessa in cui credere… Ecco la Fede…Ogni gesto d’amore è sempre bello:- Bello è chi ami e ti ama, bellissimo è chi, uomo o Dio, ti ama fino all’estremo.

È l’arte divina di amare messa tra le nostre mani accogliamola…È davvero una buona ragione per cui vivere…

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