Violenza alle donne, molte facce di uno stesso problema - BergamoNews
Treviglio

Violenza alle donne, molte facce di uno stesso problema

Interventi del Pubblico Ministero Carmen Pugliese, del Vicequestore Angelo Lino Murtas e delle Avvocatesse Liana Nava e Francesca Mazzoleni.

Non sono aggiornatissimi i dati Istat che danno come vittime della violenza di genere il 35% delle donne nel mondo. Non c’è dubbio infatti che siano molte di più quelle che hanno dovuto fare i conti con una tale drammatica esperienza nel corso della loro vita.

Perché la violenza assume i più diversi aspetti e non è solo fatta di botte, stupri, omicidi, ma si camuffa anche sotto le vesti subdole della sopraffazione psicologica e del ricatto economico, che privano dell’autonomia e costringono alla dipendenza e in molti casi sono l’arma capace di far desistere le donne che hanno imboccato la via della legittima ribellione ad un insostenibile stato di sopruso, costringendole a ritirare le connesse azioni legali. Chiunque si sia occupato di violenza sulle donne sa bene che il fenomeno ha radici culturali profonde: oggi come ieri, la matrice della violenza contro le donne può essere rintracciata nella disuguaglianza dei rapporti tra uomini e donne e non è, dunque, un caso, che la stessa Dichiarazione adottata dall’Assemblea Generale dell’Onu parli della violenza di genere come di “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini”.

E questo è anche il profilo di massima contenuto nelle parole della Dottoressa Carmen Pugliese, Sostituto Procuratore di Bergamo, voce autorevolissima in proposito, intervenuta nella conversazione promossa dal Rotary. Ma anche voce coraggiosa e critica, capace di andare controcorrente e di dichiarare senza mezzi termini come la vera difesa della donna, della sua dignità, della sua incolumità, della sua integrità fisica e morale passi anche dal coraggio delle vittime di portare alle estreme conseguenze il dovere morale e civile di denunciare i colpevoli, quasi sempre nella più stretta cerchia dei legami affettivi, senza fare marcia indietro. Coraggio che riguarda anche la volontà di smascherare le strumentalizzazioni delle tardive denunce di violenza, oggi così di moda, ambigue fonti di pubblicità soprattutto nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, o le denunce ricatto negoziate nelle cause di divorzio.

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