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L'anniversario

La Casa dello Studente fondata dal Papa Buono compie cent’anni

Lo stabile medievale situato in Città Alta che per 85 anni ha ospitato un pensionato per ragazzi fu inaugurato il 18 marzo del 1918

Sono stati più di quindicimila i ragazzi che hanno attraversato la soglia di via San Salvatore 8 a Bergamo, nonostante ciò, a distanza di anni, molti di loro sono ancora legati a quel luogo magico. Stiamo parlando della “Casa dello Studente”, stabile medievale situato in Città Alta che per 85 anni ha ospitato un pensionato per ragazzi.

La struttura, aperta sino al 2003, festeggia nel 2018 il centesimo anniversario dell’inaugurazione della Casa compiuta il 25 novembre 1918 da don Angelo Giuseppe Roncalli, primo direttore dell’istituzione nonché futuro Papa Giovanni XXIII. Colui che un giorno sarebbe divenuto l’erede di Pietro fu il responsabile del progetto, preparò arredi e mobili ed allestì la cappella interna ed oggi, a cent’anni di distanza, gli alunni della Casa lo ricordano con la sessantatreesima edizione del convegno annuale degli ex studenti, in programma il prossimo 18 marzo nella Casa dello Studente di Via Sant’Antonino 11/B.

Il convegno si aprirà alle 9.15 con l’intervento di don Michele Carrara e del Consiglio dell’Associazione Ex Alunni, mentre alle ore 10 si terrà la relazione del vicario generale diocesano monsignor Davide Pelucchi. La giornata proseguirà con la messa prevista per le 11.30, mentre la mattinata si chiuderà alle 12.30 con il pranzo.

Nel corso del convegno i partecipanti potranno sia osservare la tradizionale esposizione di fotografie, ma anche ritirare la copia del libretto pubblicato in occasione del centenario e contente le testimonianze di numerosi ex alunni: “Alla ‘Casa dello Studente’ si era tutti uguali, sia per diritti che per doveri da sostenere – ricorda Marco Agazzi, ex studente della struttura –. Al mattino si andava a scuola e dopo il pranzo, dalle 14 alle 16 gli insegnanti ci aiutavano a svolgere i compiti mentre dalle 16.30 alle 17.30 vi era la possibilità di approfondire. È stata un’esperienza fenomenale, come vivere in un campus”.

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