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Virginia: le 10 domande che ho sempre voluto fare a mio nonno Cesare Zonca - BergamoNews
L'intervista

Virginia: le 10 domande che ho sempre voluto fare a mio nonno Cesare Zonca

Virginia Zonca frequenta la terza liceo al Sarpi di Bergamo ed è venuta in redazione a Bergamonews per uno stage. In quell'occasione ha intervistato il suo nonno Cesare Zonca, avvocato e banchiere, già leader del Credito Bergamasco, oggi presidente della Fondazione omonima

Virginia Zonca frequenta la terza liceo al Sarpi di Bergamo ed è venuta in redazione a Bergamonews per uno stage. In quell’occasione ha intervistato il suo nonno Cesare Zonca, avvocato e banchiere, già leader del Credito Bergamasco, oggi presidente della Fondazione omonima.

I nonni sono sempre stati un punto cardine nella mia vita. La loro casa non è solo il ristorante migliore del mondo ma anche un rifugio, un posto in cui mi sento protetta e serena. Ma soprattutto è il miglior posto in cui poter ricevere consiglio e conforto. Questo per me è un periodo di grandi scelte, molto lavoro e, essendo nel pieno dell’adolescenza, anche di ricerca della mia persona. Così ho deciso di fare una serie di domande a mio nonno che forse mi aiuteranno a scegliere la strada migliore. Eccole con le sue risposte.

Buongiorno nonno, come stai?

Sto abbastanza bene, quando ti vedo poi sono sempre contento.

Il sentimento è reciproco. La mia prima domanda è: qual è secondo te il consiglio più utile che io possa ricevere a questo punto della mia vita?

Fai quel che vuoi. Lo dico davvero, scegli con assoluta libertà quello che hai voglia di fare. Ma naturalmente anche con tanta responsabilità perché poi quella scelta ti resterà sulle spalle per tutta la vita.

Dove mi vedi in futuro e cosa pensi che dovrei fare per arrivarci?

Ginni, non ho la sfera magica e tu sei talmente imprevedibile che è molto difficile immaginarsi dove arriverai. Adesso ti sei appassionata di giornalismo ma fino a poco tempo fa eri innamorata solo dei rapporti internazionali. Non so se sei ancora appassionata dell’Inghilterra ma a me farebbe molto piacere se tu ti innamorassi anche di questa città provinciale che ha però 2500 anni
di storia alle spalle.

Assolutamente sì nonno, io adoro Bergamo. È una delle città più belle del mondo e resterà per sempre la mia casa.

Bisogna conservare le radici.

Quali sono, secondo te, le cose che non si può fare a meno di studiare? Le cose indispensabili per una buona educazione?

Per prima cosa, secondo me, deve essere assolutamente insegnato che, siccome viviamo in una società, abbiamo diritti ma anche un sacco di obblighi nei confronti di tutti gli altri che stanno intorno a noi. Se noi ci dimentichiamo gli obblighi di solidarietà che abbiamo in particolare con i più deboli, con chi soffre e con chi ha bisogno in generale allora siamo degli esseri di seconda categoria. La seconda cosa è quella di non dimenticare mai che la nostra capacità di esprimerci, sia verbalmente che concretamente nelle azioni e nei comportamenti, dipende dal nostro patrimonio culturale che è molto difficile da acquisire perché è faticoso, è lungo, perché ti fa piangere dalla disperazione e perché ti ritrovi a leggere dei libri , come mi è capitato in questi giorni mentre ne leggevo uno di Garcia Marquez, che ad un certo punto bisogna abbandonare perché non c’è più nulla che vada al concreto delle cose, era un gioco intellettuale ma i giochi intellettuali non servono. Bisogna sapere per capire la realtà e comportarsi nei confronti della stessa con la lucidità mentale di chi ha imparato a fare l’analisi delle cose. In questo aiuta tantissimo lo studio del greco e del latino. Lo so che a voi può meravigliare ma io vi dico ancora oggi che il patrimonio che mi è venuto studiando il greco e il latino, nonostante io fossi un pessimo studente, è quello che mi ha permesso di fare un percorso nella vita che a me pare sufficiente ma che comunque è meno peggio di altri. Posso anche dirti che nella vita è importante
non dimenticare mai la bellezza: guardanti in giro, guarda le piante, i monumenti, la gente che lavora, quello che accade nella società, vai in una pinacoteca (a Bergamo ce ne abbiamo una stupenda, l’Accademia Carrara. Non ci va nessuno nonostante ci siano delle cose meravigliose). Abbeverati di quella bellezza. Perché la differenza tra un abitante di San Quirico d’Orcia in Toscana e uno di una provincia inglese è che chi vive in Toscana, vive nella bellezza e conseguentemente anche lui impara a fare cose belle, a vederle e a viverle. Avrei altre cinquanta cose da dire ma non te le dico, se no divento noioso.

Non potresti mai essere noioso, nonno quando parli di queste cose. Qual è il tuo motto? E se non ce l’hai, quale pensi che dovrebbe essere il motto di una persona?

Io di motti non ne ho perché sono sempre stato molto attaccato alla vita concreta, a parlare con la gente, a sentire cosa fa, ad interessarmi di politica, a partecipare alla vita pubblica e ad esaminare approfonditamente i problemi concreti delle persone della società. Questo non puoi farlo in base a un motto, non ci credo ai motti. Quello che è importante e in cui bisognerebbe credere, e questo potrebbe anche essere un motto alla fine, è che quando assumi un impegno o dai una parola ti sei obbligato come se avessi sottoscritto un contratto notarile. Ma di più, perché se non lo mantieni ne va della tua dignità.

Qual è il libro, il film o l’opera che ti ha colpito di più e che mi consiglieresti di leggere?

È molto difficile da dire perché come tu sai io sono uno che legge tutto. Però da ragazzo ho cominciato a leggere le tragedie greche, gli scritti di Tucidide e di Tacito e un’infinità di altre  cose, ma mi sono reso conto di essere davanti a una cosa fuori di testa e fuori dal comune quando mi sono cadute le mani sulla Divina Commedia. Ancora oggi sono qui a pensarci. È chiaro che capisco poco ma certamente io riesco a capire che l’ha scritta un genio. Intendendo per genio un uomo coraggioso e sapiente che ha voluto esporre ai suoi contemporanei un giudizio sulla realtà del tempo, che era per un verso estremamente impietoso (Inferno), per un altro semi disinteressato (Purgatorio) e un altro ancora sconvolto dall’ammirazione per quello che poteva essere l’intuizione dell’esistenza divina. Come tu sai, io sono un miscredente, ma quella rappresentazione è sconvolgente. Poi, se vogliamo venire più vicini nel tempo, io credo che soprattutto nell’Ottocento, dimenticandoci il Rinascimento ed Erasmo da Rotterdam, quando nasce il romanzo che purtroppo in Italia non ha avuto grandi esempi, a parte Manzoni e Verga che sono stati ottimi scrittori. Ma se vai in Francia trovi Balzac e se vai in Russia trovi Dostoevskij e Tolstoj e il genio assoluto tra tutti questi è Dostoevskij. Se dovessi suggerirti qualcosa ti direi di leggere: Delitto e castigo, I fratelli Karamazov e Memorie dal sottosuolo. Sono tutti romanzi che ti cambiano la vita.

Secondo te, qual è la cosa che serve di più nella vita? E come si fa ad ottenerla o a mantenerla?

La cosa che serve di più nella vita è la compagnia e avere qualcuno, possibilmente di sesso diverso, che stia e viva con te e che esprima per te amore che tu ricambi completamente: questa è una situazione di una delicatezza estrema e difficile da conservare perché il tempo passa e su tutte queste vicende passano delle bufere, ma se una persona ha un forte sentimento d’amore nei confronti di un’altra persona e questa persona prova anche lei un forte sentimento nei tuoi confronti, queste bufere si riesce a superarle facendo delle volte dei sacrifici. Ma alla fine ne sei enormemente ripagato, come capita a me.

Che cos’è che dovrei sempre evitare di fare?

Di essere disonesta e di mancare di attenzione e carità nei confronti di quelli che sono più deboli di te e che possono avere bisogno di te.

Qual è il posto che bisognerebbe visitare almeno una volta nella vita?

Io vivo in Italia e i posti che sono parte della mia vita, tralasciando le isole dell’Egeo e del Dodecaneso, sono tre quarti dell’Italia. La Sicilia, Venezia, la Toscana con tutte le sue città stupende, zone meno conosciute come l’Abruzzo e le Marche dove ci sono città bellissime che nessuno conosce. Perché è difficile rendersi conto che in Puglia esiste una città come Trani dove nessuno va quasi mai nonostante abbia forse la più bella cattedrale del mondo. Non ho un posto, ho una serie di cose che soddisfano il mio senso estetico e il mio rapporto con la gente e che non mi sento mai di dimenticare.

Cosa ti sarebbe piaciuto studiare nella vita a parte legge?

Io ho fatto un mestiere che mi è piaciuto molto e che mi ha dato molte soddisfazioni e problemi dal momento che non c’è niente che ti dà soddisfazione senza darti anche problemi. Quello che vorrei avere avuto ma che non ho avuto è una condizione di salute migliore di quella che mi è capitata.

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