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Io, tifoso, e le gare di Sofia Goggia: tra tensione, divertimento e tanta adrenalina foto

Marco Cangelli segue le gare della super campionessa Sofia Goggia e ne scrive per Bergamonews. Ma la freddezza del cronista in certi casi come questo viene scalzata dalla passione.

Cosa si prova a seguire una gara sportiva? È una domanda molto difficile da rispondere: adrenalina, tensione, felicità, delusione, insomma, un mix di emozioni differenti l’una dall’altra. Tutto ciò che è stato appena descritto è quello che può provare un atleta in gara, ma poter capire fino in fondo cosa stia provando quest’ultimo, in particolare se si sta lanciando a più di cento chilometri orari lungo una pista innevata è realmente difficile. Tuttavia, se sei un appassionato che non ha mai messo ai piedi un paio di sci, ma l’atleta in questione è Sofia Goggia, allora state pur certi, lo potrete capire perfettamente.

Seguire una gara di Sofia significa molte cose, una su tutte immedesimarsi: con la finanziera di Bergamo, anzi di Astino, si può diventare parte di un’atleta, diventare per un minuto e mezzo uno sciatore e con lei affrontare curva dopo curva, salto dopo salto tutti gli ostacoli presenti in pista; un minuto e mezzo che sa di eternità e che irrimediabilmente, una volta tagliato il traguardo, ti spinge a voltarti per vedere il risultato assieme a Sofia.

In seconda battuta seguire una gara di Sofia significa divertirsi: la sciatrice bergamasca quando affronta una prova tende a non fare calcoli e tutto ciò spinge l’atleta a compiere a volte anche alcuni passaggi che possano storcere il naso ad allenatori ed esperti. Non importa cosa si possa pensare: quel che è certo, qualsiasi sia il risultato, non si potrà dire di non essersi divertiti e di non aver combattuto a suo fianco con la nostra passione.

L’ultima sensazione che si può provare durante una gara di Sofia è la sofferenza: il cronometro scorre inesorabile senza guardar in faccia a nessuno, il ghiaccio può tradire da un momento all’altro e gli sci non sempre spingono alla soluzione desiderata. Con Sofia non si può stare mai tranquilli, che si tratti di un’Olimpiade o di una gara di Coppa del Mondo; occorre semplicemente seguire la discesa in punta di piedi ed esultare soltanto dopo il traguardo.

Chi vi scrive ha avuto la fortuna di raccontare la magica stagione 2017 – 2018 di Sofia Goggia, ma ciò che avete letto è quello che un comune appassionato di sport può provare seguendo le sue imprese.

In conclusione, da bergamasco, ma anche da appassionato di questo sport sono sicuro che questo sia soltanto un assaggio di quello che Sofia potrà ottenere in futuro nel corso della sua carriera, nonostante ciò non posso esimermi dal due semplici parole: grazie Sofia.

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