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Andrea Micheli e Paolo Delle Monache dialogano tra loro alla Galleria Ceribelli

La scelta di unire questi due autori, Delle Monache nato a Roma nel '69 e il milanese Micheli classe 1972 -chiarisce Arialdo Ceribelli gallerista e curatore - "nasce dal loro stretto legame di amicizia e dalla condivisa attenzione e studio dell'ambiente che li circonda"

Fotografie e sculture in dialogo alla Galleria Ceribelli, nel segno del paesaggio e dei suoi risvolti simbolici, con accento particolare sul linguaggio verbo – visivo. Quaranta fotografie di Andrea Micheli e dieci sculture di Paolo Delle Monache mettono in scena una sorta di teatro della visione, tra l’orizzonte architettonico del Bel Paese e storie e memorie di altre latitudini.

L’ironia è il leit-motiv degli scatti in bianco-nero (ma non solo) di Andrea Micheli, che catturano istanti di vita, pause spaziali, still-life artificiali e naturali. Il loro senso o controsenso si condensa e si evidenzia in titoli che ammiccano a chi guarda creando piani sfasati di lettura del reale. “La trama del racconto iniziato con lo scatto d’autore”, precisa l’architetto Mario Botta presentando gli artisti in catalogo “viene usata come pretesto scenografico rubato alla realtà di un istante”.

Andrea Micheli e paolo delle monache

Il gioco degli accostamenti tra le immagini e tra scatto fotografico e titolo dà vita a istanti e a sequenze esilaranti: la fila di formiche che disegna una calligrafia di segni speculare al tracciato di minuscoli sciatori in fuga, l’allestimento di teste in marmo d’epoca romana in un museo di Tripoli che dialoga a distanza con la selva di busti senza testa conservati in altro ambiente del medesimo museo, la signora comodamente seduta nella sua casa di Nairobi a leggere un classico mentre dalla finestra una giraffa spinge il collo verso il libro che poggia su un piatto guarda caso “a pattern di giraffa”, la mucca che si inserisce dritta in un internet & downloading point in India, i pescatori e i turisti che su uno skyline di mare alzano al cielo simmetricamente le loro canne da pesca e le aste telescopiche da selfie. Sono scatti di grande raffinatezza formale e di alta qualità di stampa, che non ci si stanca di guardare proprio per la sfida sottile e spesso umoristica che ingaggiano con l’osservatore.

Più disincantata, con venature a tratti amare ma anche tenere e ironiche, la riflessione visiva di Paolo Delle Monache. Lo scultore propone geografie urbane sotto forma di moduli o griglie di bronzo dipinte in tonalità di rosso, celeste, ocra. L’impressione d’insieme è quella di un patchwork organico di quinte e fondali architettonici che assediano l’orizzonte visivo proprio come accade nei nostri abitati italiani. Ma la leggerezza delle strutture, pensate per un effetto di bi-dimensione, aggiunge un che di onirico e metafisico a questi paesaggi della memoria, intessuti di monumenti-icona del nostro Rinascimento. Un repertorio che agglomera gli stili in modo anche incongruo, come incongrua è spesso la crescita urbanistica del nostro Paese. Si tratta, secondo l’architetto Botta, di “fragili frammenti traforati di sapore post-moderno” che “riassumono l’universo architettonico e vengono quasi usati come caricature di una stagione costruita non particolarmente felice e che invece lo scultore fa apparire più convincente di quanto non siano riusciti a fare gli architetti”.

Andrea Micheli e paolo delle monache
 

Andrea Micheli e Paolo delle Monache   

Tra i pieni e i vuoti delle fitte trame del bronzo, le cui nervature a volte si incastrano “a pettine” alla maniera di certi blocchi per costruzione, si affaccia – tangibile – la presenza umana. Questa prende la forma di volti e di corpi sbozzati che esprimono nel loro piccolo un forte identità di appartenenza, che risuona ora come una denuncia, ora come un’estrema testimonianza d’amore, ora come “un’eco nostalgica”.

La scelta di unire questi due autori, Delle Monache nato a Roma nel ’69 e il milanese Micheli classe 1972 -chiarisce Arialdo Ceribelli gallerista e curatore – “nasce dal loro stretto legame di amicizia e dalla condivisa attenzione e studio dell’ambiente che li circonda”. Un abbinamento riuscito e ben documentato dal catalogo che correda l’evento, con testi di Mario Botta, disponibile in Galleria.

Andrea Micheli e paolo delle monache
 

Una scultura di Paolo Delle Monache, “Serendipity”, è esposta per tutta la durata della mostra al Chiostro di Santa Marta in Piazza Vittorio Veneto.

L’esposizione è aperta in via San Tomaso 86 fino al 21 aprile tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 , dalle 14 alle 19.30. Chiuso domenica e lunedì.

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