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"Il Natta in campo per tutte": come insegnare ai ragazzi a non aver paura delle emozioni - BergamoNews
L'intervista

“Il Natta in campo per tutte”: come insegnare ai ragazzi a non aver paura delle emozioni fotogallery

BGY ha partecipato ad un progetto scolastico organizzato dall'associazione onlus Tutti in campo per tutte all'ISIS Giulio Natta: abbiamo intervistato l'ideatrice, Viviana Mascolo

L’8 marzo BGY ha avuto non solo il piacere ma anche l’onore di partecipare a un progetto scolastico ideato da Viviana Mascolo e dalla sua associazione onlus Tutti in campo per tutte mettendo a nudo le emozioni dei ragazzi dell’I.S.I.S Giulio Natta e soprattutto ascoltando i nostri futuri uomini e donne in una giornata intitolata “Il Natta in campo per tutte”.

Ciao Viviana, ci potresti dire da che cosa nasce l’idea di creare un progetto scolastico non solo così ambizioso ma anche così prezioso per i ragazzi?

Il progetto emotivo nasce dal desiderio di mettere al centro di tutto le emozioni. Germoglia dalla speranza di guadagnare un pochino di spazio per i nostri ragazzi, che hanno davvero tantissimo da dire a riguardo. L’idea di partenza è proprio quella di rompere quella campana di vetro all’interno della quale vengono relegate tutte le emozioni per farle fuoriuscire, per aiutare a liberarci e specialmente a confrontarci e accettarci. In questo modo vengono frantumati tutti quegli stereotipi di genere che erroneamente considerano le ragazze troppo fragili e i ragazzi eccessivamente impassibili. Gioia, Paura, Disgusto, Rabbia e Tristezza hanno finalmente avuto la possibilità di essere ascoltate ma non giudicate. Molto spesso accade che se non si dà libero sfogo alle emozioni, se non veniamo sufficientemente capiti, queste -nolenti o volenti-, ci opprimono. Lo scopo di questo incontro era, per l’appunto, quello di liberarci, di dare libero sfogo alle nostre parole e ai nostri pensieri trovando nel compagno di classe un orecchio amico.

Potresti spiegarci come era strutturato questo progetto didattico?

Il progetto era articolato in diversi laboratori, in questo modo i ragazzi hanno potuto scegliere il modo che gli era più congeniale per esprimere le loro emozioni. Grazie al laboratorio di pittura hanno avuto la possibilità di esprimere non solo loro stessi ma anche ciò che provavano attraverso l’arte. In Auditorium abbiamo trasmesso Inside Out una pietra miliare del cinema che spiega come ogni emozione sia fondamentale nella costruzione della nostra personalità e nei rapporti con gli altri. Sarebbe davvero bello avere ogni giorno accanto a noi Gioia, Rabbia, Tristezza, Disgusto, Paura e Bing Bong, lasciandogli la possibilità di prendersi cura di noi -così come accade a Riley-. Io ce l’ho ancora l’amico immaginario! Il terzo laboratorio l’abbiamo simpaticamente rinominato il “laboratorio striscione”, è stato un momento in cui i nostri ragazzi sono scesi in campo per tutte mettendolo per iscritto e urlandolo al mondo intero. Inoltre, data l’importanza della data scelta e il tipo di associazione che sostengo con tutto il cuore, in questa giornata ho pensato fosse assolutamente necessario leggere le storie (tratte dal libro 100 storie della buonanotte per bambine ribelli) di donne forti, determinate che hanno cambiato la loro vita con coraggio, amore e volontà. Il quinto laboratorio ha voluto, ancora una volta, mettere in gioco i nostri ragazzi calandoli nei panni di veri e propri inviati e avvicinandoli al mondo del giornalismo; partendo dall’ottica in cui la scrittura è uno degli strumenti più preziosi che abbiamo a disposizione per esprimere al meglio noi stessi e ciò che proviamo. Il penultimo laboratorio si occupava di fotografia e cortometraggio, altri medium che ci aiutano a raccontare al mondo chi siamo e quali sono le nostre emozioni. L’obiettivo è quello di elaborare dei video che, uniti alle foto, daranno vita a un cortometraggio dal titolo “LABORATORIO EMOTIVO, NOI”.

Credi che i ragazzi abbiano gradito questo progetto?

Sono davvero soddisfatta proprio perché i ragazzi sono divenuti i veri protagonisti di questo progetto e specialmente perché hanno avuto modo di essere ascoltati e capiti. Mi si è riempito il cuore di gioia quando un ragazzo, in classe, mi ha detto: “Io Vorrei mille ore durante l’anno scolastico di queste giornate, perché a noi manca il fatto che ci chiedano come stiamo”. Mi sono anche sentita dire: “Non è mai stato così bello essere emotiva!” Sono stata emotivamente catapultata a quando avevo la loro età, desideravo anche io vivere tutto questo. Un’altra bellissima frase che mi hanno riferito è stata: “Per la prima volta abbiamo parlato davvero tra di noi, senza prenderci in giro” Io ringrazio loro perché ci ho sempre creduto e questa è la dimostrazione che loro sono meravigliosi se gli diamo la possibilità di dimostrarcelo.
La mattinata è andata oltre le aspettative: ognuno di loro ha vissuto i laboratori con passione. Ci siamo ritrovati tra i corridoi a chiacchierare e c’era chi ripensava agli argomenti sviluppati, chi sperava che il progetto si ripetesse e chi mi chiedeva di diventare parte attiva dell’Associazione. Grazie a loro ho vissuto tutte queste belle, immense e cariche emozioni. Un grazie di cuore perché senza di loro non sarebbe stato possibile tutto questo.

Pensi che questo progetto possa essere riproposto in altre scuole?

Io credo di sì, anzi ne sono certa e la mia certezza proviene proprio dal grado di soddisfazione dei miei ragazzi. Il mio cuore è colmo di gioia. Sono contenta che si sia ritagliato uno spazietto per parlare del motore del nostro corpo e delle nostre esistenze: le emozioni. Tra l’altro, il 24 giugno ad Azzano S. Paolo in occasione di un altro evento faremo proprio un’asta con i quadri dei nostri ragazzi così da raccogliere i fondi per i futuri progetti didattici.

Noi ti salutiamo e ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato.

Sono io che ringrazio voi e colgo inoltre l’occasione per ringraziare di cuore la dirigete Amodeo -che mi ha continuamente sostenuta con passione e dedizione-, il comitato genitori, il comitato studentesco, il Dirigente dell’Istituto Caniana -il professor Berta-, il professor Renzetti, i tutor e i miei fantastici ragazzi.
Da soli non siamo nulla, INSIEME possiamo TUTTO, impariamo a comunicare emotivamente.

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