L'analisi

Esperienza, mentalità e tradizione: perché la Juve è ancora superiore al Napoli

L'ultima settimana di campionato ha ribaltato l'inerzia del duello Juve-Napoli; analizziamo i motivi psicologici e tecnici per cui i bianconeri hanno riagguantato la testa della classifica, dimostrando di essere ancora superiori ai partenopei

Poco più di una settimana…in 8 giorni la storia del nostro campionato è cambiata, con risultati inaspettati, colpi di scena e gerarchie rovesciate. Tutto ha inizio durante la serata di sabato 3 marzo: la Juventus batte 1-0 la Lazio al 93esimo, al termine di una prestazione a tratti imbarazzante, grazie a una giocata semplicemente sublime della propria stella, Paulo Dybala. Il Napoli, che già pregustava l’allungo in classifica, si ritrova costretto a dover vincere ad ogni costo, dovendo gestire una pressione psicologica pesantissima… perde 4-2. Molti napoletani allo stadio sono in lacrime, la loro squadra è ancora prima in classifica e gioca il miglior calcio d’Italia, ma è appena stata affossata da un doppio risultato di emblematicità unica… una sorta di piccola maledizione.

Passano 4 giorni e la Juve compie un’impresa, vincendo a Wembley e aggiudicandosi la qualificazione ai quarti di finale di Champions League. Per i bianconeri si tratta di un’iniezione di fiducia straordinaria: pur giocando peggio dei propri avversari, passano il turno per superiorità mentale ed esperienza, sapendo gestire al meglio energie fisiche e mentali. Altri 4 giorni e la Juventus certifica il proprio momento galvanizzante, battendo l’Udinese attraverso una prestazione di rara qualità e torna in testa alla classifica, con ancora una gara da recuperare, sfruttando il passo falso dei propri rivali a San Siro.

In questi 8 giorni la Juve ha dimostrato, per l’ennesima volta, di essere un club con la vittoria marchiata sulla pelle, in grado di affrontare partite di rara importanza, di gestire pressioni psicologiche e mediatiche pesantissime. La Juventus, a volte, sembra vinca per superiorità storica: gioca male, soffre, cade, ma si rialza…sempre…come se fosse scritto nel cielo. Concetto di cui, in Europa, è esponente principe il Real Madrid, club dalla tradizione, dal blasone e dal DNA vincente senza eguali. La Juve è tutto ciò, lo è pienamente in Italia, ma ancora troppo poco nelle competizioni internazionali: al club di Agnelli serve la definitiva consacrazione europea per entrare nell’Olimpo del calcio mondiale, due Champions League sono davvero troppo poche.

Il duello scudetto, invece, deve continuare ad essere combattuto: siamo l’unico campionato d’Europa ancora aperto. Il duello fino ad ora è stato di estrema spettacolarità e di assoluto valore tecnico. Il Napoli deve proseguire la propria strada con serenità, tornando ad affrontare ogni partita con razionalità e sangue freddo, impegnandosi, ad ogni costo, a non vanificare tutto ciò che è stato fatto finora.
A prescindere da come andrà a finire, saremo di fronte a una scudetto storico, che sia il settimo consecutivo bianconero o il terzo napoletano, 28 anni dopo il tricolore targato Maradona. Tutto può ancora succedere…

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