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Ruspe in azione all’ex Stoppani, demoliti gli edifici fotogallery

Il sindaco Bertazzoli: "Rimarrà solo la storica ciminiera". Dopo la rimozione dei detriti, la bonifica del terreno inquinato

“Entro questa settimana tutto ciò che erano i capannoni dell’ex Stoppani saranno completamente abbattuti. Rimarrà solo la storica ciminiera in mattoni rossi, simbolo della passata gloria industriale del paese”. Lo annuncia il sindaco di Sarnico, Giorgio Bertazzoli (Lega Nord). “L’ethernit e l’amianto presente è stato bonificato – spiega il primo cittadino -. Dopo la rimozione totale dei detriti, si passerà alla bonifica totale del terreno inquinato”.

Una questione, quella della riqualificazione dell’ex industria di vernici, che ha tenuto banco per molto tempo. Un’operazione immobiliare da 35-40 milioni di euro destinata a cambiare la fisionomia del lungolago (portando alla nascita di nuovi appartamenti, parcheggi, piazze) attraverso la quale l’amministrazione prevede di incassare all’incirca 2,5 milioni di euro tra oneri di urbanizzazione e standard di qualità.

“Risorse – commenta Bertazzoli – con le quali intendiamo mettere mano ad altre situazioni in sospeso, come la sistemazione della Contrada e di piazza XX Settembre”. Il progetto prevede anche il prolungamento del lungolago davanti alla zona dell’ex cantiere e della Stoppani, eliminando la passerella in legno che si collega alla passeggiata davanti alle Residenze del Porto. Il tratto mancante sara realizzato su terraferma.

In questi mesi non sono mancate le polemiche: in particolare quelle tra l’amministrazione del Comune e il circolo di Legambiente Basso Sebino, che lo scorso dicembre aveva presentato ricorso al Presidente della Repubblica per l’annullamento del piano attuativo (leggi qui). Secondo l’associazione ambientalista, il progetto andrebbe cambiato radicalmente “pensando meno agli appetiti dei costruttori e di più ai veri bisogni di Sarnico: turistici, ambientali, culturali e paesaggistici”.

A suscitare qualche preoccupazione di troppo, la portata del comparto residenziale: “Abbiamo previsto un massimo di 40-45 appartamenti a fronte dei 120 di cui si parlava – conclude il sindaco –. Per questo progetto abbiamo incassato il parere positivo di Arpa, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Ats e Sovrintendenza. Si tratta di un progetto a cui tengono tutti i cittadini, volto a recuperare una zona da decenni soggetta a situazioni di degrado”.

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