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Ilicic accende, de Roon trascina: questa Atalanta merita l’Europa fotogallery

I nerazzurri dominano a Bologna ma per cambiare la partita Gasp deve ribaltare l'attacco e togliere il Papu, a secco da più di due mesi

Marten de Roon si prende cinque punti in testa e ne regala tre ad un’Atalanta da Europa. Eroico l’olandese, che firma un’altra vittoria esterna dopo quella sulla Roma due mesi fa, con il capo fasciato e il turbante che gli volava via. Però, mentre Dzemaili dopo lo scontro con l’olandese aveva dovuto alzare bandiera bianca, de Roon è salito in cattedra e ha trascinato l’Atalanta a una vittoria che vale tantissimo, in chiave europea, si direbbe il doppio considerando la contemporanea sconfitta della Sampdoria.

Grande de Roon, come Spinazzola che sembra ritrovato dopo una prima parte di stagione in sordina e naturalmente un Ilicic al bacio, per l’assist offerto all’olandese e un altro quasi gol, così come il blocco della difesa encomiabile, basti pensare a un Toloi che al 93′ ha sfiorato anche il secondo gol, a Masiello rimasto in campo nonostante un’entrata da cartellino rosso di Avenatti, sulle sue caviglie, dopo appena 4minuti.

Un’Atalanta che ha giocato un secondo tempo da 9 dopo una partenza così così nel primo, come se la squadra fosse rimasta ancora a prima della pausa forzata. Ma quando gli uomini di Gasperini hanno cominciato a girare, il Bologna non ha avuto scampo. Come aveva detto alla vigilia Beppe Savoldi, “se l’Atalanta fa l’Atalanta, per il Bologna non ce n’è” (leggi qui). E infatti, così è stato. Però, con tanta fatica contro la squadra di Donadoni, che per la verità di fronte a chi ha più qualità ha quasi sempre dovuto cedere e tuttavia qualche problema poteva crearlo e in qualche occasione ci ha provato, soprattutto con il solito Verdi, da calcio piazzato nel primo tempo e poi in qualche mischia.

In realtà già nei primi 45 minuti l’Atalanta avrebbe già potuto portarsi in vantaggio, ma qui è mancato quello che sta diventando un po’ il grande mistero di questa stagione, cioè il Papu. Perché, come in Coppa Italia contro la Juve, Gomez si è trovato ancora una volta in un contropiede solitario a tu per tu col portiere e stavolta invece di tirare ha preferito servire Castagne. E l’azione è finita lì. Ha calciato (bene) prima della fine del primo tempo, ma senza fortuna.

Insomma, l’Atalanta a un certo punto stava dominando però, dai e dai, il gol non arrivava. E a Gomez manca ormai da più di due mesi, cioè dalla vittoria di Napoli in Coppa Italia e in campionato da due mesi e mezzo, cioè dal 30 dicembre contro il Cagliari. Non è poco, perché in campionato bisogna risalire al 5-1 sul Crotone del 20 settembre per trovare una doppietta del Papu e l’ultimo gol la domenica precedente, a Verona col Chievo. Né il Papu né Petagna sono riusciti a sfondare il muro del Bologna e così a mezz’ora dalla fine, Gasp ha ribaltato l’attacco: dentro Ilicic e Cornelius e a un quarto d’ora dalla fine anche Barrow. Intendiamoci: se non avesse vinto, un’Atalanta schiacciante come quella del secondo tempo, sarebbe stato assurdo, ma si sa che il calcio riserva spiacevoli sorprese e se non fai gol…

Ora i nerazzurri potranno recuperare, con calma, mercoledì la partita rinviata per neve sul campo della Juve e affrontare poi la trasferta di Verona, per cercare un altro colpo da Europa. Perché questa Atalanta che gioca bene e gioca sempre per vincere se la merita di nuovo.

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