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Atalanta, a Bologna senza tifosi ma con l’obiettivo Europa League ben in vista

I nerazzurri fanno visita alla squadra di Donadoni: match di importanza vitale in ottica europea.

Dopo due giornate di campionato rinviate (una per la neve di Torino e l’altra per la tragica scomparsa di Davide Astori), l’Atalanta scende in campo per la ventottesima giornata affrontando al Dall’Ara il Bologna di Donadoni.

È una partita delicatissima in chiave europea, anche se fare calcoli diventa sempre più difficile visto che poche squadre hanno disputato tutte le gare, mentre alcune, tra cui la Dea, ne hanno addirittura due da recuperare.

Il Bologna ad esempio ha giocato tutte le 27 partite previste dal calendario e si trova al 12° posto con 33 punti, 5 in meno dell’Atalanta ferma a quota 38. Questi punti, dopo i recuperi, potrebbero restare tali o aumentare fino ad un massimo di 44. Stesso discorso vale per Samp e Milan che di gare da recuperare ne hanno però una sola: la Samp proprio quella con l’Atalanta, mentre il Milan il derby della Madonnina.

Proviamo allora a fare un giochino, nella realtà possibile solo con la playstation: prima della giornata odierna, tutte le squadre recupereranno le gare non disputate. La classifica che ipotizzo (e mi auspico) potrebbe presentarsi sarebbe la seguente: Milan 45, Samp 44, Atalanta 41. Ergo, la Dea perderebbe il recupero di Torino ma vincerebbe quello con la Samp.

Questa “invenzione”, al solo scopo di inquadrare meglio la giornata odierna, dove la Samp scenderà a Crotone ed il Milan affronterà a Genova l’altra squadra ligure. Ecco spiegata la mia precedente affermazione sulla delicatezza della partita di Bologna: un’eventuale vittoria nerazzurra potrebbe davvero portare i nerazzurri a strettissimo contatto con le altre contendenti all’Europa League. Tanto più che il Milan potrebbe trovarsi ancora frastornato dalla batosta casalinga subita dall’Arsenal tre giorni fa.

La squadra felsinea sta disputando una stagione abbastanza altalenante, alternando discrete gare a prove incolori come quella di domenica scorsa a Ferrara dove ha perso per 1 a 0 ed il suo centravanti Destro ha sbagliato uno dei gol più clamorosi della storia del calcio.

Scorrendo i nomi dei giocatori della formazione bolognese, viene da chiedersi come mai non occupi un posto più prestigioso in classifica. Palacio, Destro, Mirante, Di Francesco, Dzemaili, Verdi, sono tutti ottimi giocatori, ma questo conferma che spesso non basta avere gli uomini a disposizione, ci vuole qualcosa di più per ottenere risultati migliori.

Tra le mura amiche però i rossoblu sono comunque piuttosto temibili, anche se negli ultimi anni la Dea vanta una tradizione piuttosto favorevole su questo campo avendo vinto due delle tre ultime trasferte.

In casa rossoblu Donadoni è alle prese con diversi problemi di formazione. Dovrà fare certamente a meno di Gonzalez squalificato, oltre che degli infortunati Orsolini, Da Costa, Poli e Palacio. In attacco, complice forse l’errore di domenica, Destro rischia il posto a scapito dell’ex ternano Avenatti.

Mentre il mister rossoblu perde i pezzi, la Dea è quasi al gran completo. Tutti disponibili infatti gli uomini di Mister Gasperini che, avendo recuperato Petagna, potrebbe schierarlo nell’11 di partenza. Dovrebbe quindi scendere in campo la formazione titolare, ad eccezione di Mattia Caldara.

Un’ultima info e nota dolente: il settore ospiti sarà vuoto. Il Viminale ha infatti deciso di vietare la trasferta ai tifosi atalantini a causa degli scontri avvenuti a Reggio Emilia prima di Atalanta-Borussia Dortmund. Credo fosse una decisione inevitabile e scontata soprattutto dopo la chiusura della curva con condizionale per i cori razzisti (o presunti tali) a Koulibaly durante la gara interna col Napoli.

Non posso che constatare come sia un vero peccato che accadano ancora questi inutili episodi di violenza, anche perché credo che sarebbero stati parecchi i tifosi che avrebbero seguito volentieri la squadra in questa trasferta.

Questa sarà la prima giornata in cui si giocherà senza Davide Astori. Il mio personale auspicio è che, al di là delle rivalità calcistiche e più che i risultati, possano davvero contare i veri valori del calcio e dello sport. Spero quindi che tutti gli addetti ai lavori, i giocatori, i dirigenti, gli allenatori e i tifosi onorino la memoria di un giocatore serio, corretto e leale, tenendo un comportamento analogo. Credo che lui, da lassù, ne sarebbe felice.

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