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Processo Ubi, Bazoli in aula: “Sempre agito con trasparenza”

L’udienza Ubi Banca di venerdì 9 marzo termina con un colpo di teatro, come lo ha definito il Gup Ilaria Sanese.

L’avvocato Guido Alleva chiamato buon ultimo a difendere il Professor Giovanni Bazoli, insieme all’avvocato Stefano Lojacono ha scelto e chiesto di depositare l’intervento, senza esporlo direttamente, perché a suo dire la miglior difesa erano state le iniziali dichiarazione del suo assistito, il Professor Bazoli. Presente in aula anche la figlia Francesca. Il Presidente emerito di Intesa ha letto un intervento molto accorato, umano, senza tralasciare di entrare nel merito delle indagini e del metodo seguito .

Ha riconosciuto al Pubblico Ministero il senso di responsabilità di non avere dato seguito alla richiesta di custodia cautelare, come invece richiesto da Polizia giudiziaria. Ha rivendicato la propria coerenza e trasparenza facendo la storia propria e della banca, partendo dalla fusione tra Blp e Bpu, scelta fatta per salvare un gruppo italiano. Banca Lombarda, dalle attenzioni del Santander.

Due gruppi diversi come azionariato ma con la stessa identità nella vicinanza ai territori, radici e valori uguali. Ubi e Intesa banche solide nel panorama bancario italiano. Una operazione che trovò Banca d’Italia del tutto favorevole e sempre informata dei fatti, altro che patti occulti o mancate comunicazioni, come vorrebbe l’accusa.

Mio ruolo, ha ricordato il Professor Bazoli, per garantire stabilità all’azionariato di Banca Lombarda e la stessa stabilità al nascente gruppo bancario. Negli incontri occasionali mai sfiorati aspetti gestionali della banca.

La professoressa Paola Severino e l’avvocato Francesco Centonze hanno difeso l’indagato Ubi  Banca, come persona giuridica. La prima ha ricordato l’insufficienza degli atti del’indagine, incertezze fino all’ultimo della procura di Bergamo nell’inserire Ubi come indagata. Proprio perché la colpa eventuale dell’ente deve essere valutata autonomamenre da un reato imputato alle persone fisiche.

“Non c’è automatismo” ha sottolineato Severino.

Ancor più incisivo l’intervento dell’Avvocato Francesco Centonze. Il Gup ha presente una situazione ideale per decidere, la documentazione ufficiale trasmessa dalla Banca all’organo di vigilanza. Sull’illecita influenza assembleare ha definito un errore fondamentale di partenza dell’indagine, cioè trovare irregolarità solo nel voto alla lista uno. Il campione doveva per forza essere allargato, da cui errori metodologici irrecuperabili per passare ad un dibattito.

La prossima udienza in calendario con la replica del Pubblico Ministero è prevista per il 23 marzo. Mentre salteranno le udienze del 30 marzo e del 6 aprile. Gli avvocati che vorranno di nuovo replicare al Pm lo potranno fare il 13 aprile.

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