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Medicina, dall'Università si esce formati a metà: cercasi posti nelle scuole di specializzazione - BergamoNews
La riflessione

Medicina, dall’Università si esce formati a metà: cercasi posti nelle scuole di specializzazione

Se in Italia ci troviamo sempre più senza medici, d’altro canto i numeri di posti nelle scuole di specializzazioni per neo-laureati in medicina diminuiscono sempre di più

Negli ultimi anni la situazione del nostro Sistema Sanitario Nazione ha avuto un piccolo declino, nato dai numerosi tagli che il Governo ha fatto per quanto riguarda la sanità pubblica. Se i tagli sono quindi sempre maggiori, un altro dato significativo che dovrebbe preoccupare noi cittadini italiani è quello relativo ai medici di oggi, che diventeranno presto pensionati, e confrontarli coi giovani medici neolaureati che cercano la possibilità di specializzarsi.

La situazione è piuttosto chiara, si calcola infatti che nei prossimi cinque anni saranno circa 45 mila i medici che andranno in pensione e circa 71 mila entro dieci anni, di quest’ultimi sono circa quindici mila i medici di famiglia e 56 mila i medici ospedalieri. Concretamente cosa significa? Che nei prossimi 5 anni saranno ben 14 milioni gli italiani che si troveranno senza un medico di base e questo significa creare disagi nei confronti di tutti quegli ammalati che cercheranno di ottenere un’adeguata assistenza sanitaria, considerando però che i medici di base non ci saranno per tutti.

Questo quindi potrebbe significare che un medico di famiglia dovrebbe aumentare il raggio di lavoro sul proprio territorio, occupandosi di un maggior numero di pazienti. A sua volta però, se così fosse, i pazienti dovrebbero aspettare lunghe code e attese prima di avere la possibilità di essere visitato dal proprio medico. Un caso già concreto di questa carenza di medici si è già verificato. Parliamo infatti di Fossalta di Portogruaro, un paese nel Veneto con sei mila abitanti che, suo malgrado, è rimasto senza medici di base e questo significa che un centinaio di persone, per lo più anziani, devono andare nel paese confinante, per un percorso lungo anche trenta chilometri e tutto per una semplice ricetta o una visita. Fra medici sempre più vicino alla pensione e italiani che restano senza una adeguata assistenza sanitaria, dov’è il paradosso? Semplice, perché se in Italia ci troviamo sempre più senza medici, d’altro canto i numeri di posti nelle scuole di specializzazione per neo-laureati in medicina diminuiscono sempre di più.

Infatti la Federazione Italiana di Medici ha rilevato che nei prossimi dieci anni saranno ben 36 mila i giovani ragazzi che non potranno specializzarsi in medicina, ciò significa che le nostre università sfornano migliaia di camici bianchi formati a metà. Le loro opzioni di scelta per il proprio futuro sono solo due, molti di loro infatti scelgono di intraprendere un percorso di specializzazione all’estero, lasciando l’Italia essendo che le possibilità professionali sono sempre più ridotte: infatti esiste un forum di supporto per tutti quei giovani medici che cercano opportunità migliori rispetto a quelle offerte dall’Italia. Parliamo di Doctors in fuga, un sito dove i giovani medici e neolaureati in cerca di specializzazione, si aiutano a vicenda confrontando le varie realtà fra Italia e l’estero, riferendosi in particolare alla Germania, Inghilterra, Francia, Spagna, USA… e tutto perché l’Italia non offre le giuste opportunità. È vero anche però, che molti di loro decidono di restare in patria, cercando un lavoro approssimale e attendendo la pubblicazione per un bando di concorso per la specializzazione in medicina. Ecco quindi che sorge un ulteriore problema, ossia la lentezza.

“Presa Diretta”, la trasmissione televisiva di Rai3, intervistò nel settembre del 2017 un gruppo di giovani neolaureati che protestarono a Roma durante il “Giovani Medici Day”. Dalle interviste rilasciate infatti, non solo ci si lamentava della lentezza del bando per il concorso di specializzazione, che dopo una attesa di 2 mesi è uscì a settembre, ma si voleva far notare come i posti disponibili fossero in realtà pochi, circa 6676 a livello nazionale, il che significa che 1 giovane neolaureato di medicina su 3 non avrà la possibilità di specializzarsi per mancanza di posti. Bisogna però ricordare che come già detto in precedenza, nei prossimi cinque anni saranno 14 milioni gli italiani senza medici di base. Questa situazione crea quindi tante difficoltà, non solo per i giovani camici bianchi che cercano di migliorarsi professionalmente, ma anche per noi italiani, cittadini che abbiamo il diritto di vivere in un paese in cui la giusta assistenza sanitaria viene garantita a tutti. Come garantire però il giusto futuro sia per i nostri giovani, sia per i cittadini, se non ci occupiamo in primis dei neolaureati? È inaccettabile pensare che i medici un futuro non ci saranno ed intervenire tagliando i posti per le specializzazioni in medicina per i giovani. Come può una nazione sopravvivere se i giovani non vengono valorizzati, ma piuttosto vengono indotti indirettamente ad andare all’estero per garantirsi un miglior percorso professionale?

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