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Ferruccio de Bortoli alla BgNews Academy: “Ci sarà sempre bisogno di giornalisti seri”

L'ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, ospite alla lezione dell’1 marzo: "Mestiere cambiato radicalmente negli ultimi 40 anni, ma regole di base per essere validi rimangono le stesse"

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“Il mestiere del giornalista è cambiato radicalmente negli ultimi quarant’anni, ma le regole di base per essere un buon giornalista rimangono le stesse: accuratezza, credibilità, onestà intellettuale, capacità di verificare la fondatezza di una fonte”. L’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, Ferruccio de Bortoli, ospite alla lezione dell’1 marzo, racconta ai ragazzi della Bergamonews Academy i suoi quarant’anni di giornalismo. Una professione in buona parte mutata dai continui sviluppi tecnologici che hanno portato alla sconfitta dei vecchi mezzi di comunicazione, sostituiti dai social media.

Nonostante la lotta tra vecchi e nuovi media, il ruolo del giornalista rimane fondamentale: “Abbiamo vissuto un vorticoso cambiamento tecnologico che ha mutato in profondità il linguaggio del giornalismo, il modo in cui si sviluppa nella società”, afferma de Bortoli. Ma è proprio di fronte all’innovazione digitale che si trova conferma della necessità di giornalisti preparati e pronti: “Vi rinnovo il senso del ruolo del giornalista, anche se gli algoritmi sembrerebbero sostituirlo. Questi sono molto più gestibili dal punto di vista dei costi, ma il giornalista ci mette le proprie emozioni, il proprio cuore, le proprie viscere e guarda tutto ciò che merita attenzione. All’algoritmo non sfuggirebbe nessun elemento, ma mancherebbe la qualità”.

Il giornalista non può essere sostituito da una combinazione numerica, a maggior ragione nell’era digitale dove l’utente, da testimone, è diventato protagonista dell’informazione. Abbiamo bisogno di “professionisti validi affinché gli utenti non siano sudditi della rete, ma cittadini della società. Una comunità di persone che non abbiano perso una visione critica della realtà, linfa vitale della pubblica opinione – continua De Bortoli –. Se questa si indebolisce di conseguenza si indebolirà anche la democrazia. Un buon giornalismo aiuta una comunità forte ad essere più forte, ad aprirsi avendo la convinzione di ciò che è, far sì che i priori valori non vengano sopraffatti da altri”.

La responsabilità in capo ai giornalisti è grande. De Bortoli invita i ragazzi a riflettere sul potere delle parole:Un buon giornalismo mette in condizione di aver elementi non avariati per sviluppare un parere critico sulla realtà: non incita alla reazione, non nutre le paure, non esaspera i bisogni e non erge reticolati. Un buon giornalismo è anche la manutenzione costante delle relazioni tra le persone: se le persone sono ben informate, possono condividere idee ed opinioni con i consociati. Questo risulta meno manovrabile e se è certo delle informazioni che riceve, non sviluppa una sorta di sospetto nei confronti del prossimo”.

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