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Lovere, al via il progetto per valorizzare uno dei borghi più belli d’Italia

Mantenere e recuperare il nucleo primario medievale di uno dei Borghi più belli d’Italia: questo l’obiettivo del progetto recentemente premiato da Fondazione Cariplo

Mantenere e recuperare il nucleo primario medievale di uno dei Borghi più belli d’Italia: questo l’obiettivo del progetto recentemente premiato da Fondazione Cariplo con un cofinanziamento di 145.000,00 euro nell’ambito del bando “Beni culturali a rischio anno 2017″ che vede impegnati la Parrocchia di Santa Maria Assunta in qualità di capofila e il Comune di Lovere.

Il progetto prevede la realizzazione di interventi per un importo complessivo di € 450.000,00 finalizzati da un lato al recupero delle superfici esterne e al consolidamento della parte sommitale della Torre Civica, dall’altro alla messa in sicurezza, al consolidamento e al restauro della copertura della Chiesa di San Giorgio.

Come sottolineato dal Sindaco Giovanni Guizzetti, una chiara progettualità amministrativa ha visto prendersi in carico problematiche relative al recupero del patrimonio storico e architettonico unico e incommensurabile che i secoli precedenti hanno lasciato nel Borgo antico di Lovere, in particolare nei periodi medievale e rinascimentale di Lovere. La valorizzazione di queste importanti testimonianze ha visto già negli anni precedenti notevoli recuperi urbanistici quali la scalinata Ratto, la gradinata Cavallotti e la creazione del percorso di risalita verso la sommità della stessa duecentesca Torre Civica, nonché iniziative specifiche dell’Amministrazione comunale quali il bando con incentivi economici per il recupero delle facciate degli edifici del Centro Storico, il rifacimento della segnaletica turistico-viaria, il piano di agevolazioni dei parcheggi del Borgo, la digitalizzazione del Catasto Lombardo-Veneto e approfondimenti storici sulle varie epoche che hanno segnato lo sviluppo loverese.

“Questo nuovo intervento – spiega il Sindaco – va nella stessa direzione e nella valorizzazione di Piazza V. Emanuele II, un tempo piazza vecchia o “Piazza degli Uffizi”, da noi sempre considerata il centro del Centro Storico. Il secondo intervento insieme al primo permetterà di fruire in modo completo di questo importante monumento che è diventato uno dei simboli di Lovere e che nell’ultimo anno è stato visitato e apprezzato nella sua risalita da oltre 20.000 visitatori italiani e stranieri. Per questo ritengo che anche l’altro progetto voluto da mons. Alessandro Camadini, che ringrazio per aver accettato il ruolo di capofila, e riguardante l’antica Chiesa di San Giorgio, una volta completato permetterà di restituire alla nostra comunità un edificio di elevato significato non solo spirituale, ma anche artistico e culturale.”

“Siamo contenti – commenta Alessandro Camadini – che il progetto di partenariato con il Comune per il ricupero e valorizzazione delle coperture di alcuni edifici storici del Borgo sia stato valutato positivamente da parte di Cariplo. La tutela dei beni storico artistico è tra i doveri della comunità civile, unitamente anche alla Comunità ecclesiale. La Chiesa di S. Giorgio è patrimonio culturale e artistico, ma soprattutto centro di spiritualità, luogo primario per la celebrazione dei sacramenti e segno della fede della comunità dei credenti, che sempre hanno visto nella Chiesa di S. Giorgio il luogo nel quale ritrovarsi, nel quale riconoscersi come comunità e nella quale celebrare i misteri della fede cristiana. I momenti importanti della vita delle persone sono stati celebrati in S. Giorgio, dall’inizio con il Battesimo, fino al saluto di commiato al termine dell’esistenza terrena. Il cuore dei loveresi vede in S. Giorgio la custodia degli affetti più cari, nonché il simbolo di amicizia con il Signore e tra le diverse persone. Il presente progetto di conservazione, valorizzazione e recupero della copertura di S. Giorgio continua la progettualità di salvaguardia e manutenzione straordinaria attivata dalla Comunità ecclesiale, sotto la guida dei reverendissimi prevosti, l’ultimo dei quali mons. Giacomo Bulgari. Infatti nel 2003-4 si era proceduto alla messa in sicurezza e al restauro delle facciate e al rifacimento della porzione di tetto sopra il presbiterio, la zona sopra la “torre soca”.
La comunità ecclesiale si è attivata a recepire anche la quota parte rimanente di fondi per far fronte all’onerosa opera di rifacimento del tetto. Il costo dell’intero intervento solamente per il tetto di S. Giorgio è stimato in circa € 250.000,00. Si è fatta richiesta anche all’8×1000 della Chiesa Cattolica, per il quale si è superata la fase diocesana istruttoria e attualmente è al vaglio della valutazione a livello nazionale. Certamente il contributo dei singoli fedeli, nonché delle famiglie, in occasione della celebrazione dei sacramenti, o per il ricordo di cari fratelli e sorelle defunti, è una via preferenziale perché quest’opera sia custodita ancora maggiormente dall’affetto operoso di tanti.
L’intervento sul tetto è un ulteriore step della conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico. Certamente la Chiesa di S. Giorgio necessiterà successivamente anche di un restauro della parte interna della Chiesa. Ma questo è un altro step e segna un’ulteriore progettualità. Iniziamo dal tetto. Forse ci aiuta a guardare in alto e a confidare che la prima azione del credente e della Comunità è cercare il proprio aiuto dall’Alto, nel rapporto con Dio. Per i credenti vale sempre il proverbio “Aiutati e il ciel ti aiuterà”.

“L’obiettivo – sottolinea la restauratrice Silvia Conti – non è il singolo restauro di un dato manufatto storico, bensì un intervento più ampio che tende a porre le basi virtuose della conservazione di un intero nucleo storico. Tutto ciò si renderà possibile attraverso azioni correlate di messa in sicurezza, restauro, attività di coinvolgimento della cittadinanza e soprattutto manutenzione programmata a medio e lungo termine. La concreta finalità è conservare i manufatti di interesse storico artistico correlati tra loro sul territorio, garantirne un utilizzo reale e programmarne la manutenzione nel tempo.”

Come illustrato da Francesca Chierici – Responsabile del Settore Area Lavori Pubblici del Comune di Lovere – il progetto è stato redatto dall’architetto Maurilio Ronchetti in collaborazione con Silvia Conti, Giuseppe Sorlini e Roberto Bellesi, e prevede un complesso intervento di conservazione e di messa in sicurezza della Chiesa di San Giorgio e della Torre Civica. I lavori saranno eseguiti in seguito al rilievo che sarà effettuato con metodologie “in quota” utilizzando apposite tecnologie che consentiranno di superare le problematiche legate alla localizzazione dei due beni all’interno di un denso tessuto storico che, circondando entrambi i monumenti su più lati, ostacola di fatto le tradizionali operazioni di rilievo.

 

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