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M5S e Lega scrivono la nuova storia d’Italia, ma manca la maggioranza: cosa succederà? foto

L'analisi dei risultati delle elezioni politiche da parte del nostro Marco Cangelli, classe 1997

Inutile andare a cercare precedenti, il 4 marzo 2018 sarà uno di quei giorni che segnerà per sempre la storia dell’Italia: dopo le elezioni il Movimento 5 Stelle, a distanza di dieci anni dalla sua nascita, diventa il primo partito in Italia con il 32 % dei voti, mentre il centro –destra vince con il 37 % con la Lega di Matteo Salvini che sorpassa Forza Italia e guida la coalizione.

Dati sorprendenti che lasciano basiti gli esperti anche rispetto ai sondaggi, dati che dimostrano come la maggioranza degli italiani (ben il 75 % di loro ha scelto di votare nonostante l’annunciata avanzata dell’astensionismo) abbia scelto liste legate all’anti establishment ed in opposizione all’Europa, con gli exploit di Movimento 5 Stelle e Lega e con il crollo del centro – sinistra, con il solo Partito Democratico, crollato al 19 % (6 punti percentuali in meno del 2013), in grado di entrare in Parlamento. Come anticipato dati inaspettati, che lasciano il paese senza una maggioranza e che preoccupano l’Europa. Di fronte a ciò, cosa avverrà dopo il voto?

elezioni 2018

Sicuramente la scelta passerà dalle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che potrebbe nominare per un mandato esplorativo Luigi Di Maio, ma, a differenza di quanto molti sostengano, tutto ciò non è così scontato, in quanto il movimento lanciato da Beppe Grillo dovrebbe trovare un alleato per esser in grado di governare. Analizzando i dati il primo sospettato sarebbe ancora una volta Matteo Salvini con la sua Lega, ma, nonostante il partito di Umberto Bossi sia vicino al secondo posto nazionale, esistono due punti che potrebbero impedire la nascita della nuova coalizione: il primo sarebbe legato alla somma dei seggi, che porterebbe l’alleanza ad una maggioranza risicata (senza contare possibili uscite da entrambe i partiti in caso di fumata bianca); il secondo si baserebbe all’incompatibilità fra le liste, con Movimento 5 Stelle e Lega molto vicini sul tema Europa, ma distanti su temi come immigrazione e politiche sociali.

Considerando i seggi ottenuti e considerando che la creazione di un governo si basa sulla fiducia del parlamento, una delle soluzione più probabili in questo momento è un governo di minoranza targato centro – destra, con Giorgia Meloni che potrebbe esser nominata premier per mantener uniti Lega e Forza Italia, e con il Partito Democratico che potrebbe donare la maggioranza attraverso un voto di fiducia frutto di una netta opposizione al Movimento Cinque Stelle. Riguardo quest’ultimo aspetto tutto dipenderà dal destino dei democratici, che, dopo il voto, potrebbe spaccarsi in diverse correnti, tra le quali alcune potrebbero confluire nel centro – destra; un Nazareno bis è tecnicamente impossibile come è molto lontano un governo di scopo.

elezioni 2018
 

In conclusione, siccome nelle prossime ore verranno proposte numerose ipotesi, lanciamo un’ultima provocazione fantapolitica: di fronte ad un Salvini che non ha mai attaccato i pentastellati in campagna elettorale, di fronte a Berlusconi che si era aperto ai fuorisciti grillini, cosa impedirebbe al Movimento Cinque Stelle di creare un governo di larghe intese con il centro – destra che potrebbe superare le problematiche prima espresse? Ad ora non lo sappiamo, lo scopriremo solo vivendo.

Fotografie della pagina Facebook “Election Day”

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