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Valbrembana

Tutela sedime ferroviario, nasce un comitato: “Per noi è storia, sbagliato cederlo”

Dopo la raccolta firme, un altro passo. Il presidente Gervasoni: "Aldilà della questione tramvia, atto da non prendere in considerazione". Dura replica della Lega Nord: "Va contro lo sviluppo e l'occupazione in Valle"

Il Comitato di Tutela della Ferrovia e di Difesa dell’Ambiente e della Salute, recentemente presentato alla cittadinanza del Comune di Zogno, viene costituito in seguito alla vendita a Sanpellegrino Spa (con atto a notaio del 1 febbraio 2018) del sedime ferroviario da parte del Comune di Zogno e alla precedente raccolta firme per interrompere la vendita del suddetto sedime indetta dall’Associazione Ferrovia Valli Bergamasche (nata dall’esperienza dell’omonima pagina Facebook aperta nel 2014).

L’associazione, che ha come finalità la riscoperta della storia della ferrovia della Valle Brembana e la proposta di passi concreti per la tutela del suo sedime, anche tenendo conto delle dichiarazioni dell’ex assessore provinciale Felice Sonzogni (il quale sottolinea come nella vicina Valseriana sia stato possibile realizzare la tramvia proprio grazie alla tutela del sedime) ha organizzato una raccolta firme attraverso il sito Change.org. “Come associazione che valorizza anche la memoria storica, crediamo che cedere un pezzo della nostra storia, al di là della questione tramvia, sia un atto da non prendere in considerazione – sottolinea il presidente dell’associazione Alessandro Gervasoni -. Cederlo vuol dire compromettere l’intero progetto: dalla raccolta firme iniziale si è quindi deciso di dare forma al comitato”.

Tutto nasce dalla volontà della Sanpellegrino Spa, del Gruppo Nestlé, di cambiare il piano regolatore attraverso un proprio progetto per la creazione di una strada funzionale allo stabilimento. Con questa richiesta di progetto, è stata aperta la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), con la quale il Comune interpella tutti gli enti interessati per approfondire il progetto. La procedura è ancora in corso d’opera, ma il Comune di Zogno, avendo acquisito a titolo non oneroso dal demanio la proprietà di tutto il sedime ferroviario presente sul proprio territorio, ha già avviato le trattative per la vendita del sedime. Il Comune ha fatto un atto di vendita nei confronti della Sanpellegrino S.p.A in funzione della stessa azienda che, da quanto si evince dal progetto, vuole realizzare una strada privata che permetta un collegamento, attraverso un ponte, ad un’area di sosta multipiano per i propri mezzi pesanti (in località Al Derò), con funzioni logistiche e di deposito per le operazioni di movimentazione delle merci.

Sedime ferroviario

“Con la costituzione del comitato, che non si riconosce strettamente nell’Associazione né tantomeno in una parte politica – afferma la commercialista Elga Cantù, membro del comitato – non si vuole ostacolare il progetto della Sanpellegrino S.p.A. che è uno dei motori economici della Valbrembana, ma si vorrebbe un progetto più condiviso, nel quale si rispetti la naturale conformazione della valle. Tutti gli atti e tutti i pareri dati in sede di VAS e la stessa Comunità Montana chiedevano alla Sanpellegrino S.p.A. di approfondire determinati aspetti relativi al proprio progetto, come la questione della tutela della biodiversità nella confluenza tra la Valbrembana e la Val Serina, ma anche la mancata previsione del trasporto merci attraverso una tramvia di futura realizzazione. L’investimento di Sanpellegrino S.p.A. è ancora e solo un investimento su gomma, perché realizza un parcheggio multipiano per i propri automezzi pesanti, in prospettiva di aumentare la produzione e quindi anche il trasporto delle merci prodotte. Sia nella relazione di scoping della stessa Sanpellegrino, presentato in sede di VAS, sia nelle annotazioni ARPA, è previsto il passaggio in Val Brembana, in una decina d’anni, da più di 77 mila transiti di mezzi pesanti del 2017 agli oltre 99 mila pronosticati per il 2024: questo comporta un forte impatto dal punto di vista ambientale, del traffico, del possibile aumento dell’incidentalità su una viabilità della valle che, anche con la prospettiva dell’apertura della variante, vedrebbe un appesantimento ulteriore del traffico”.

Obiettivo del comitato è anche quello di tenere vivo l’interesse per una futura realizzazione di una tramvia anche in Valle Brembana: “La nostra idea di sviluppo sostenibile del trasporto in Valle metterebbe al centro la valutazione concreta di una tramvia leggera che possa essere funzionale per il traffico pendolare e per il turismo, ma anche essere pensata per il trasporto merci”.

Si tratta di un progetto a lungo termine, che però potrebbe incidere positivamente su tematiche attuali come la tutela della salute e la questione relativa al traffico: “Non siamo contro la Sanpellegrino Spa, ma il tema dell’occupazione non può andare ad incidere e a gravare sulla salute e sull’ambiente della valle. Il trasporto su rotaia, oggi, faciliterebbe non solo la Sanpellegrino Spa che ne ha usufruito già agli inizi del Novecento, ma anche altre aziende. Attenzione alla questione ambientale e progettualità verso un trasporto ferroviario che Nestlé, con il Gruppo Sanpellegrino, ha già sviluppato in maniera innovativa grazie al progetto di trasporto su rotaia dell’acqua minerale Nestlé Vera”. In questo senso “la tutela del sedime è indispensabile, urgente e necessaria. Una tutela che non dimentica anche le strutture, tutt’ora presenti, del vecchio tracciato ferroviario che andranno recuperate”.

Sedime ferrovie Valbrembama

Tutela che passa anche attraverso il mantenimento della ciclovia: “Non siamo assolutamente contrari al suo sviluppo – il pensiero di Barbara Pesenti, membro del comitato – infatti il nome che ci siamo dati riporta un interesse verso la tutela, oltre che della ferrovia, anche della salute e dell’ambiente della valle. La ciclovia rientra sicuramente all’intero del nostro pensiero di valorizzazione della valle stessa e dello sviluppo di un turismo più ecosostenibile, senza contare che, anche grazie alla ciclovia, viene tutelato il sedime ferroviario. In futuro, quando il sedime ferroviario dovrà essere ripristinato, si valuteranno delle varianti per spostare la ciclovia. Il progetto non avverrà nell’immediato, ma dal punto di vista dell’impatto economico pensare a delle modifiche dell’attuale ciclovia per renderla compatibile con la ferrotranvia non ha paragone rispetto all’ipotesi di dover pensare ad un percorso diverso per la ferrotranvia, proprio per la struttura orografica della valle. In ogni caso, se vogliamo pensare ad uno sviluppo del nostro territorio, sicuramente importante è la ciclovia, ma non può essere messa a paragone con la realizzazione di una ferrotranvia, magari ad uso misto per il trasporto di merci e persone”.

Lo sviluppo parallelo di ciclovia e ferrotranvia sarebbe auspicabile anche da un punto di vista economico: “È assurdo pensare che per la ciclovia venga creato un percorso completamente altrernativo rispetto a quello che è attualmente il sedime ferroviario, spendendo anche soldi pubblici per realizzare un’opera che dovrebbe essere smantellata se si pensa ad un uso esclusivo del sedime per il tracciato ferroviario”.

In questo momento, la procedura di VAS, che dovrebbe portare alla modifica del PGT del Comune di Zogno per la realizzazione poi dell’ipotizzato parcheggio multipiano e della viabilità di accesso allo stesso non è ancora definita, ci sono ancora dei passaggi formali e tecnici che mancano. “Il nostro auspicio è quello di sensibilizzare la cittadinanza, le istituzioni comunali e provinciali per fare in modo che, nel momento in cui si siedano ad un tavolo tecnico per stabilire la forma definitiva del progetto, tengano presente il fatto della vendita di un sedime storico della ferrovia, mantenendo il vincolo e la tutela del sedime. Il vincolo è fondamentale perché può garantire, in futuro, la realizzabilità della ferrotranvia”.

Riguardo alle dichiarazioni di Giampaolo Pesenti, vicesindaco e assessore Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune di Zogno, che afferma come il tratto venduto non implichi la perdita del vincolo della tranvia e di conseguenza il futuro passaggio della TEB, i membri del comitato sottolineano come l’unico vincolo finora esistente è sul tracciato storico della ferrovia. “L’assessore dice che il tracciato rimane tutelato, con una nuova sede che avrà il vincolo di utilizzo pubblico. In questo momento però non c’è: l’unico vincolo è sul tracciato storico della ferrovia. Le ipotesi per il vincolo di un nuovo tracciato non sono ancora definitive. In realtà, il vincolo è stato spostato sul lato opposto perché di fatto la strada privata occuperà il sedime: sarà obbligatoria la costruzione di un ponte per passare dalla destra orografica alla sinistra orografica del fiume Brembo. I nostri dubbi sulla creazione del ponte riguardano la sua collocazione, senza contare che non è ancora chiaro a chi spetti l’onere per la costruzione. Non è noto se questo vincolo sia a carico della Sanpellegrino Spa o meno. L’ipotesi di un tracciato alternativo, inoltre, porterebbe ancora di più la ferrovia a correre sull’attuale sede della ciclovia”.

Album Generico

Contattato a proposito della questione, il vicesindaco Pesenti vuole ricordare innanzitutto la conferma del presidente Teb Filippo Simonetti sull’impegno di Sanpellegrino Spa per trovare una soluzione il meno invasiva possibile rispetto al sedime. “Soluzione che è parte integrante di un investimento di 90 milioni che, da parte di Sanpellegrino Spa e Nestlé significa un impegno tangibile di sviluppo, fondamentale per tutta la Valle Brembana. È stata venduta una porzione di ex ferrovia di settemila metri quadrati, di cui la Sanpellegrino Spa utilizzerà una minima parte, circa trecento metri. Il vincolo di utilizzo pubblico esiste sul tratto che è stato venduto ed è definito, mentre il successivo vincolo per la nuova sede verrà posto una volta definito in consiglio comunale. Per adesso è ancora tutto in fase di valutazione: deve essere fatto lo spostamento, previo parere positivo della Provincia, e, una volta acquisito il via libera, verrà fatta una convezione urbanistica per inserire il nuovo vincolo. Al momento non è ancora stata fatta la variante alla sede della tranvia, per adesso rimane ancora tutto ipotetico. La Sanpellegrino Spa deve ancora raccogliere il parere di tutti gli enti, per poi proseguire con la proposta di variante”. Il vicesindaco invita inoltre il comitato ad un incontro, per chiarire alcuni passaggi poco chiari e confrontarsi sulla questione. “Il tracciato c’è, esiste ed esisterà in futuro”.

Il 22 febbraio, con l’assemblea di presentazione e con la redazione di un atto costitutivo, è stato costituito ufficialmente il comitato, che ha come obiettivi prefissati quelli di fornire alla cittadinanza un’informazione corretta e trasparente, la raccolta di almeno 1000 firme per chiedere al Comune la revoca dell’atto di vendita, interpellare la Provincia affinché non venga apportata la modifica al tracciato del sedime, ma soprattutto “la creazione di una situazione virtuosa simile a quella instauratasi in Valle Seriana, dove istituzioni e cittadini concertano la realizzazione della ferrovia”.

Il primo passo del nuovo comitato sarà quello di “diventare ente credibile, di dialogo con le istituzioni, in primis con la Provincia per chiedere di non variare il percorso della tramvia” e “iniziare un confronto sul progetto, avendo chiara la finalità di coinvolgere istituzioni, enti privati e privati cittadini per la tutela e la salvaguardia della Valle Brembana, anche grazie allo sviluppo delle aziende presenti in valle”. L’obiettivo principale rimane comunque il confronto sul tema, per raggiungere un compromesso all’insegna del bene comune, del territorio e di tutte le parti in causa. “Se potessimo portare le nostre titubanze rispetto al progetto, potrebbero anche essere valorizzate dalla Sanpellegrino Spa stessa. Non vediamo perché non potrebbero tenere conto delle criticità che non solo noi, ma anche il loro stesso progetto di scoping, l’Arpa, la TEB e la Snam hanno evidenziato”.

Daniele Belotti

Sulla questione è intervenuto anche Daniele Belotti (Lega Nord): “Più che un comitato a difesa del sedime ferroviario in val Brembana, quello appoggiato dalla minoranza di Zogno è un comitato contro lo sviluppo e l’occupazione in val Brembana” attacca il segretario provinciale del Carroccio, nonché candidato alle politiche nel collegio Valli bergamasche. “Pieno sostegno alla giunta e alla maggioranza di Zogno per questa importante opportunità di lavoro che può crearsi in Val Brembana – dichiara Belotti -. Le imprese che creano occupazione vanno agevolate a rimanere in valle quindi va elogiata la politica della giunta del sindaco Ghisalberti che sta cercando di sostenere, per il bene di tutta la comunità, le attività economiche del proprio territorio”.

Ne sono un esempio, secondo Belotti, le agevolazioni messe in campo a favore della Cms, della Minelli o della Serbaplast, che hanno garantito centinaia di posti di lavoro. “Idem per il nuovo deposito della San Pellegrino che va a garantire nuovi posti di lavoro diretti – prosegue lo stesso esponente leghista -. Un investimento di 90 milioni di euro, oltre all’indotto che verrà generato dal progetto della multinazionale Nestlè di riqualificare lo stabilimento tanto da farne un’attrattiva turistica mondiale, visto che il marchio San Pellegrino è conosciuto in tutto il pianeta”. Riguardo al rischio paventato da alcuni esponenti del centrosinistra locale, dall’onorevole Pd Giovanni Sanga e dall’ex assessore provinciale Felice Sonzogni di vedere compromesso il tracciato per un futuro ripristino della ferrovia delle Valli, “le condizioni poste dal Comune di Zogno sono chiare – conclude Belotti -. Il progetto della San Pellegrino non pregiudicherà l’eventuale passaggio della linea ferroviaria, concetto ribadito anche dal presidente della Teb Filippo Simonetti, compagno di partito di Sanga e vicino alla minoranza di Zogno. Quella del Pd e compagni è una posizione irresponsabile di fronte ai 200 milioni di euro di investimenti privati a San Pellegrino che potranno creare decine di posti di lavoro per i residenti della media e alta valle”.

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