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Romani a Bergamo: “Serve più sicurezza e fermare l’immigrazione”

Paolo Romani presidente del gruppo di Forza Italia al Senato, al Centro Congressi di Bergamo ha presentato il programma di Forza Italia

Dopo aver incontrato diversi imprenditori del territorio, Paolo Romani presidente del gruppo di Forza Italia al Senato, al Centro Congressi di Bergamo ha presentato il programma di Forza Italia con un particolare riferimento ai temi della sicurezza e dell’immigrazione. Presenti all’incontro anche i candidati di Forza Italia alle elezioni del 4 marzo: il deputato bergamasco e capolista alla Camera Gregorio Fontana, Alessandra Gallone candidata al Senato, Alessandro Sorte e Stefano Benigni candidati alla Camera e Paolo Franco candidato alle elezioni regionali.

Il senatore Paolo Romani è sempre stato molto attento ai temi sicurezza e immigrazione, tanto che ad aprile 2017 insieme ad altri esponenti di Forza Italia aveva chiesto e ottenuto che la commissione Difesa del Senato avviasse una indagine conoscitiva sulla situazione delle Ong: “Abbiamo assistito più volte alle drammatiche tragedie avvenute nel Mediterraneo, che hanno causato la morte di numerose persone e anche bambini – ha sottolineato Romani – tragedie che rientrano tra le nefaste implicazioni di uno scorretto umanitarismo, mentre bisognava interrompere il meccanismo infernale, avviato inconsapevolmente dalle Ong. L’Italia non poteva più assistere inerme alle sempre più frequenti tragedie nel Mediterraneo, né sostenere i costi di un’accoglienza indiscriminata. Grazie al positivo esito di questa indagine sono state fermate le partenze dei barconi e a settembre sono arrivate circa 60 mila persone in meno. Adesso bisogna far sì che dalle coste libiche non parta più nessuno e rimpatriare le migliaia di immigrati clandestini presenti”.

Anche in provincia di Bergamo “la gestione del fenomeno immigrazione da parte del governo di sinistra si sta rivelando fallimentare su tutti i fronti – ha dichiarato Gregorio Fontana-. Per esempio continuiamo ad assistere all’inaccettabile lentezza con cui le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale esaminano le domande causata dalle poche risorse che il governo dà alle Commissioni. A Bergamo sembrava essersi aperto uno spiraglio quando ad aprile 2016 è stata istituita una nuova Commissione, ma le speranze sono state del tutto disattese e le pratiche vengono evase con la lentezza di sempre. Basti considerare che, al 19 febbraio 2018, alla Commissione di Bergamo restano ancora da evadere 2528 richieste e a questa velocità impiegherebbe 1099 giorni, oltre tre anni, per smaltire il solo arretrato”.

A questo si aggiunge, ha concluso Stefano Benigni “la totale inutilità dei tanto annunciati decreti Minniti applicati a Bergamo dove ciononostante in pieno centro i furti sono all’ordine del giorno e la stazione continua ad essere zona di spaccio indisturbato”.