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“Italia ’18. Le elezioni della confusione”: al Sarpi spiegato il 4 marzo agli studenti foto

Il professor Filippo Pizzolato, oltre ad aver spiegato ai ragazzi le modalità di voto, ha concentrato il proprio intervento sulle possibilità di partecipazione democratica presenti oltre al dovere elettorale

“Il voto non è l’unica possibilità di partecipazione democratica”. Con queste parole Filippo Pizzolato, docente di diritto pubblico all’Università “Bicocca” di Milano, ha aperto il proprio intervento all’interno dell’incontro “Italia ’18. Le elezioni della confusione” rivolto ai ragazzi del Liceo Classico “Paolo Sarpi” di Bergamo. L’incontro, inserito all’interno di un ciclo di quattro appuntamenti riguardanti temi d’attualità, si è tenuto nel pomeriggio di lunedì 26 febbraio e ha visto l’analisi del professo riguardo alcuni aspetti legati al sistema elettorale e alle imminenti elezioni in programma il prossimo 4 marzo.

Filippo Pizzolato, oltre ad aver spiegato ai ragazzi le modalità di voto, ha concentrato il proprio intervento sulle possibilità di partecipazione democratica presenti oltre al dovere elettorale: “Il voto non è l’unica partecipazione democratica, ma piuttosto il compimento di un percorso di partecipazione sociale che viene riconosciuto a 18 anni con la possibilità di accedere alla partecipazione politica – spiega il docente universitario – Basandoci sulla Costituzione possiamo osservare come uno dei principi di partecipazione democratica passa dal lavoro e dalle decisioni che possono esser prese all’interno di esso e, qualora si volessero scegliere dei criteri per poter valutare un politico, si potrebbe considerare quanto questo sia già stato credibile all’interno del mondo lavorativo e sociale prima della sua candidatura”.

Sul sistema elettorale e sulla sua nascita, il professor Pizzolato ha nutrito alcuni dubbi: “Quando ci si trova di fronte ad un sistema elettorale misto come questo, normalmente ci si presenta con la prevalenza di un sistema, generalmente il maggioritario con una quota di correttivo proporzionale, mentre in questo caso ci troviamo di fronte al contrario. Ciò denota una mancanza di chiarezza nelle idee proposte”.

In conclusione il docente si è anche espresso su quella che potrebbe esser la situazione post – elettorale: “ Qualsiasi governo verrà formato, dovrà comunque avere una maggioranza anche soltanto relativa per presentarsi alle camere per il voto di fiducia. In precedenza il presidente della Repubblica affiderà ad un rappresentante il compito di svolgere le consultazioni per la creazione di un possibile governo e chi svolgerà tale compito non è detto che sia colui che i partiti hanno indicato il proprio nome sulla scheda elettorale, ma piuttosto una persona in grado di dialogare con le parti – confessa Pizzolato – Potrebbe accadere come in passato che alcuni membri di partiti vicini alla maggioranza passino verso di questa e rinforzino le file di quest’ultima; si potrebbe ottenere un governo di grande coalizione con lo scopo di riscrivere la legge elettorale, ma potrebbe anche accadere che avvenga uno scongelamento dei voti del Movimento Cinque Stelle provenienti dal centro – destra e dal centro – sinistra che rafforzerebbero questi ultimi, ma ciò è un’ipotesi improbabile”.

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