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Studente e professore, generazioni a confronto: la doppia intervista video - BergamoNews
Centro salesiano don bosco

Studente e professore, generazioni a confronto: la doppia intervista video

La doppia intervista a Virginia Lasagni della quarta classico dei Salesiani di Treviglio e al professor Lodovico Zana, in occasione del progetto di alternanza dell'istituto

Svogliati, scansafatiche, superficiali, nullafacenti. Destinati a diventare dei falliti, senza futuro. Zombie da smartphone. Il capo costantemente chinato su un cellulare, la testa tra le nuvole.

Queste le accuse rivolte troppo spesso a noi adolescenti, soprattutto da persone molto più grandi di noi, che l’adolescenza l’hanno vissuta decenni fa.
Sembra quasi che gli adulti si divertano a etichettarci come la “rovina del nostro Paese”, ricordando gli anni d’oro con un immancabile “ai miei tempi”, per poi continuare con una serie di paragoni infiniti, mirati a evidenziare la pochezza della gioventù odierna.

Senza dubbio di differenze tra noi e la loro generazione ce ne sono, ma perché bisogna sempre vedere il lato negativo delle cose?
È normale che un diciottenne “di adesso” e un diciottenne “di allora” siano completamente diversi: gli anni passano, la società è cambiata e con essa anche le persone.
Alcuni valori che un tempo erano ritenuti fondamentali ora non lo sono più, e viceversa. I rapporti interpersonali funzionano in modo diverso, la tecnologia è un aspetto sempre più importante nella vita dei ragazzi in particolare, ma anche degli adulti. Diciamoci la verità: gli adolescenti non sono gli unici a passare parte del loro tempo su internet e a usufruire di questo servizio in un modo più o meno utile; anzi, i social network negli ultimi anni stanno spopolando anche tra gli adulti (per esempio, secondo una ricerca del think tank statunitense PEW, nel 2009 solo il 22% degli ultra cinquantenni statunitensi usava i social network. In un anno la percentuale è quasi raddoppiata arrivando al 42%.)

Questa situazione di continuo accanimento nei confronti dei giovani è ulteriormente accentuata dai media, che spesso e volentieri si divertono a pubblicare statistiche e grafici di dubbia attendibilità, mirati ad evidenziare la superficialità degli adolescenti. In questo modo non si fa che generalizzare negativamente una tematica così delicata, portando a conclusioni che, ancora una volta, danneggiano i giovani.

Senza dubbio ci sono ragazzi svogliati e superficiali, che impiegano il loro tempo in modo “sbagliato”, agendo istintivamente e senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni. Ma la verità è che è sempre stato così. Anche venti, trenta, quaranta, cinquant’anni fa i ragazzi venivano criticati dagli adulti e adesso sono proprio quei ragazzi a giudicare le nuove generazioni. Quegli adolescenti, che una volta si sentivano oppressi dalle critiche e dai pregiudizi, a distanza di qualche decennio si comportano nella stessa maniera con le nuove generazioni… Non è divertente?

 

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